19) Nebbia in Agosto

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Il biglietto da acquistare per “Nebbia in agosto” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto (con riserva); 5)Sempre.

Un film di Kai Wessel. Con Ivo Pietzcker, Sebastian Koch, Fritzi Haberlandt, Jule Hermann, Henriette Confurius. Drammatico, 126’. 2016

Tratto dall’omonimo romanzo di Robert Domes.

L’orrore della Seconda guerra mondiale e le deliranti atrocità che sono avvenute in Europa non possono e non devono essere nascoste o dimenticate. Mai. Il compito di storici, insegnanti, genitori è tramandare i tragici fatti alle nuove generazioni; quello dei giovani di assimilarli, nella speranza che certi errori non vengano commessi di nuovo.

Dal 2005 il 27 gennaio di celebra in tutto il mondo il Giorno della Memoria, in ricordo delle vittime dell’Olocausto. Ma se di sterminio, leggi razziali e orrori si sente parlare spesso, non solo in concomitanza della ricorrenza, ci sono fatti che ancora oggi restano poco noti.

Uno di questi è la capillare operazione di sterminio che il regime nazista mise in atto nei confronti di tutti quelli individui giudicati non idonei al bene e allo sviluppo dello Stato ben prima della Soluzione finale del 1940.

Il 14 luglio 1933 un Adolf Hitler da poco tempo eletto cancelliere varò la legge sulla Prevenzione della nascita di persone affette da malattie ereditarie. Come conseguenza circa 400.000 persone furono sterilizzate tra il 1934 e il 1939.

Il primo settembre 1939 il Fuhrer firmò invece il cosiddetto decreto “Eutanasia” che diede inizio all’operazione T4 e alla morte, da lì al 24 agosto 1941, di 70.000 persone malate di mente.

Terminato ufficialmente nell’agosto ‘41, il programma T4 proseguì invece in forma ufficiosa nei singoli reparti psichiatrici, ad opera di medici e infermieri, fino a quaranta giorni dopo la resa incondizionata del Terzo Reich.

“Nebbia in agosto” di Kai Wessel porta lo spettatore nel sud della Germania all’inizio degli anni ‘40.

Ernest (Pietzcker) è un ragazzo orfano di madre, molto intelligente ma ribelle e solitario. Giudicato “ineducabile” da tutte le strutture e le famiglie che lo hanno ospitato, viene rinchiuso in un’unità psichiatra.

Qui ben presto si accorge che i piccoli pazienti, invece che curati, vengono uccisi sotto la supervisione del dottor Veithausen (Koch), un medico dall’apparenza gentile, ma in realtà convinto seguace delle teorie eugenetiche sostenute dal Fuhrer. continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-nebbia-agosto/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

 

 

 

 

 

 

 

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