14) Arrival

arrival

Il biglietto da acquistare per “Arrival” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio (con riserva); 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Denis Villeneuve. Con Amy Adams, Jeremy Renner, Forest Whitaker, Michael Stuhlbarg, Tzi Ma. Fantascienza, 116’. 2016.

Probabilmente il vero segno del mio invecchiamento non è tanto rappresentato dal decadimento fisico o mentale quanto piuttosto dal fatto che, alla fine di certe proiezioni, i colleghi giornalisti applaudano fin quasi a spellarsi le mani mentre io resto perplesso, titubante, con la strana sensazione di aver già visto anni prima qualcosa di simile.

Dopo la prima mezz’ora di “Arrival” di Denis Villeneuve nella mia mente sono scorse immagini di “Contact” di Robert Zemeckis (1997), con Jodie Foster a vestire i panni di una stimata scienziata mai rassegnatasi al fatto di aver perso il padre, tanto da cercare un modo per poterlo riabbracciare.

In “Arrival” protagonista è la linguista Louisa (Adams) che, veniamo a sapere dalle prime scene, ha appena perso la figlia per un cancro.

In entrambi i film compaiono alieni desiderosi di comunicare con la Terra, ma politici e regnanti, spiazzati e intimoriti da questa invasione pacifica, non trovano di meglio da fare che litigare tra se fino al punto da scatenare guerra interspaziale.

Chi sono questi alieni e che cosa vogliono? Perché sono giunti con dodici astronavi sulla Terra e come possiamo comunicare con loro? Louisa è la chiave per rispondere a queste e probabilmente a molte altre domande.

“Arrival” ha delle ambizioni drammaturgiche più alte rispetto a quelle del classico film di fantascienza, cercando di emulare se non superare “Intestellar” di Christopher Nolan quanto a implicazioni filosofiche, fisiche e introspettive.

I problemi si presentano quando lo sceneggiatore, nel tentativo di dimostrare di essere il più bravo, finisce per perdersi per strada, smarrendo l’identità della storia. Il film finisce per essere tanto fumo e pochissimo arrosto.

continua su

http://paroleacolori.com/biennale-di-venezia-in-concorso-arrival/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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