11) Silence

silence

Il biglietto da acquistare per “Silence” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio (con riserva); 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Martin Scorsese. Con Andrew Garfield, Adam Driver, Liam Neeson, Tadanobu Asano, Ciarán Hinds, Issei Ogata, Drammatico, 116′. 2016

Basato sul romanzo omonimo di Shusako Endo (1966).

Silenzio, fate silenzio! Mai come questa volta, se desiderate andare al cinema a vedere il nuovo, atteso film di Martin Scorsese, sarete chiamati a un esercizio di volontà e determinazione. Perché “Silence” è una pellicola assai difficile, complessa sul piano spirituale e filosofico e vi richiederà una prova di resistenza fisica e morale.

Possiamo vedere il film come la risposta di Scorse alla “Passione di Cristo” di Mel Gibson e, volendo, anche a “Revenant – Redivivo” di Alejandro González Iñárritu (leggi la recensione).

“Silence” è una sfida, un rompicapo, un viaggio nella fede e nella fedeltà a un Credo, come mi ha suggerito la collega Vania Amitrano, che ringrazio per l’illuminazione.

“Silence” è una sfida, un rompicapo, un viaggio nella fede.
Si possono esportare e applicare un Credo, una fede, la propria liturgia tout court in un Paese straniero oppure, quando si evangelizza, è necessario adattarsi e rimodellare la nostra fede sulle usanze, i costumi, la mentalità del luogo?

“Silence” è ambientato nel Giappone del XVII secolo, epoca in cui i gesuiti portoghesi cercarono con coraggio e probabilmente ottusità di convertire al cristianesimo la popolazione, incontrando la feroce opposizione delle istituzioni locali pronte, nel nome del Buddismo, a compiere una durissima forma di Inquisizione, torturando, senza distinzione alcuna, i gesuiti e i convertiti.

Un film storico per ambientazione che però, per molti versi, risulterà moderno e attuale a chi è abituato a un mondo in cui la religione è diventata ancora una volta pretesto per guerre e distruzione.

Padre Rodrigues (Garfield) e Padre Garupe (Driver) intraprendono un lungo e pericoloso viaggio per raggiungere il Giappone, alla ricerca del loro mentore scomparso, Padre Ferreiera (Neeson). In questo percorso di evangelizzazione e amore, i due missionari portoghesi saranno costretti a mettere in discussione la loro stessa fede, dopo essere stati fatti prigionieri dell’Inquisizione locale.

Padre Rodrigues, soprattutto, compirà una personale e sofferta via crucis della fede, trovandosi anche a dover combattere teologicamente contro il suo mentore di un tempo, Ferreira, prete decaduto, cinico e disincantato.

“Silence” non è un film facile né commerciale; il suo impianto narrativo e il ritmo esasperante non aiutano a rendere la visione leggera. Uno degli elementi a suo favore è il fatto di offrire l’opportunità di conoscere più da vicino il Giappone e la sua mentalità. continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-silence/

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