4) La mia vita da Zucchina (Gilles Paris)

zucchina

“La mia vita da zucchina o conosciuta anche come Autobiografia di una Zucchina” è un romanzo scritto nel 2002 da Gilles Paris e pubblicato per la prima volta in Italia nel 2006 da Piemme.

Un bambino dovrebbe avere essere garantito il diritto alla felicità e di poter vivere in un ambiente sereno, caldo e pieno d’amore.
Ma purtroppo molto spesso queste basilari condizioni appartengono al mondo delle favole che alla realtà.
Troppo spesso leggiamo sui giornali storie di bambini, la cui innocenza è infranta bruscamente a causa di traumi, violenze fisiche e psicologiche da parte di genitori scellerati ed irresponsabili.
Molte coppie sognano d’avere un figlio da crescere non potendo averne uno loro e nello stesso altrettanti genitori abbandonano al freddo destino il proprio figlio.

Qualche settimana fa ho avuto modo di vedere al cinema la trasposizione cinematografica del film, premiata di recente con l’Oscar Europeo come miglior film d’animazione, lasciandomi confesso però qualche perplessità sia sulla struttura scenica oltre che sul piano drammaturgico.
Così incuriosito ho voluto approfondire l’argomento leggendo il romanzo di Gilles Paris.
“La mia vita da zucchina” è una favola agrodolce in cui lettore non potrà che provare affetto e simpatia per Icaro, bambino di 9 anni, costretto a diventare adulto prima del tempo quando un tragico ed involontario incidente domestico lo rende orfano di madre, aprendogli le porte di una casa famiglia.
Icaro o se preferite Zucchina, è un bambino come tanti, desideroso di essere amato e coccolato dopo un’infanzia infelice e funesta. E nonostante la sfortuna di ritrovarsi solo al mondo e in un orfanotrofio, trova lì l’amore e l’amicizia di altri poveri bambini accomunati dallo stesso tragico e triste destino.
Il romanzo presenta delle importanti e sostanziali differenze narrative rispetto al film, probabilmente inevitabili per rendere la pellicola accessibile a pubblico infantile
Il lettore osserva, sorride e partecipa alla vita e alle avventure di Zucchina e dei suoi amici all’interno della Casa Famiglia e come tra il poetico e l’ingenuo il nostro protagonista scopra da una parte alcune brutali verità sull’essere adulto e dall’altra si ritrovi innamorato per la prima volta della sua amica Camille.
Dicevamo che “La mia vita da Zucchina” è una favola agro dolce perché se da una parte l’autore ha il merito di descrivere con delicatezza, incisività sensibilità la solitudine e l’abbandono di tanti bambini dall’altra virando in un finale eccessivamente buonista e poco realistica almeno pe la giurisprudenza italiana, permette a Zucchina di abbracciare un nuovo papà con le fattezze del pacioso gendarme Raymond che gli apre le porte di una casa e soprattutto garantendogli l’amore tanto ricercato e sognato.
“La mia vita da Zucchina” è sicuramente la lettura più adatta per questo periodo di feste per ricordare chi è meno fortunato di noi e desidera di poter aver affianco una famiglia a cui voler bene.

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