315) A Bag – Remind

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L’uomo è un animale particolare e unico essendo dotato di razionalità, e con essa della possibilità di non seguire il proprio istinto.
Questa definizione è però molto spesso valida sulla carta perché basta aprire un giornale o accendere una TV per vedere come l’uomo sia capace di azioni e gesti privi di alcun di ragione e derivanti dal proprio istinto animalesco.
L’uomo è curioso, impiccione, avido e solamente a parole comprende il significato della parola “privacy”.

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Così può capitare che una persona decida, senza alcun motivo, di seguire come fosse uno stalker un’altra persona, spinta magari dalla curiosità di sapere che cosa ci sia dentro una valigia.
Antonio Lobusto con il suo corto “A Bag” ci mostra in modo semplice e nello stesso inquietante la cronaca di un pedinamento compiuto da un ragazzo che mentre si trova a passeggiare per il parco, rimasto colpito da un uomo con una valigia, decide di seguirlo.
Lo spettatore diventa partecipe di questo pedinamento cupo, angosciante e misterioso scandito da una felice e avvolgente colonna sonora che rende ancora più “lynchiana” questa situazione.
Lo stile di Lobusto caratterizzato da immagini e musica si rivela incisiva e azzeccata per rendere l’inseguimento ancora più pauroso ed inspiegabile, portando lo spettatore ad immedesimarsi nella storia.
Una storia di ordinaria stranezza o se volete di folle curiosità che però al giorno d’oggi è spesso d’attualità anche in chiave drammatica se non in alcuni casi tragica.

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L’amore è il sentimento più bello e nello stesso devastante che una persona possa provare e ricevere nella vita.
L’amore molto spesso può spingere un individuo a compiere degli atti scellerati avendo smarrito la ragione.
L’amore è uno dei principali motivi di casi di violenza e omicidi.
Si può amare una donna fino al punto di ucciderla.
Le emozioni positive o negative che siano possono svolgere a tal punto l’equilibrio mentale di una persona fino a procurarne il black out della memoria.
“Remind” è il secondo corto di Antonio Lobusto dove il regista e autore mostra allo spettatore come un uomo innamorato, forse spinto dalla gelosia, sia capace di trasformarsi in un feroce assassino.

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Un assassino smemorato, che si risveglia su una panchina con una grande confusione in testa. Si trova a passeggiare per dei luoghi a lui cari e lentamente ed inesorabilmente la sua memoria li presenta l’amara verità.
Remind ha un’idea narrativa abbastanza forte e d’impatto, ma con uno sviluppo scenico e registico non però altrettanto adeguati.
La struttura narrativa non convince nel complesso, non riuscendo a trasmettere il giusto pathos allo spettatore e si sente l’assenza di un vero e avvolgente ritmo.
Anche in questo corto la colonna sonora ha un ruolo predominante e rappresenta una delle note positive della pellicola.

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Antonio Lobusto è un regista emergente che presenta talento e potenzialità meritando di essere seguito in futuro con curiosità ed attenzione.

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