308) Vita in te ci Credo

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“Vita in te ci credo” è uno spettacolo teatrale di Massimiliano Bruno, regia di Paolo Andreotti. con Silvia Catalano, Paolo di Gialluca, Voce : Giulia Bianconi pianoforte: Enzo Di Vaia.
In scena fino al 17 dicembre presso “Il Mitreo” zona Corviale in Roma.
La vita è meravigliosa raccontava Frank Capra nel 1946 con il delizioso e memorabile film.
La vita dovrebbe essere vissuta intensamente e appieno senza mai cedere alla pigrizia e all’indolenza come ci viene ricordato nel delicato e appassionato monologo d’apertura
La vita è come una scatola di cioccolatini diceva il caro Forrest Gump.
La vita è come una sceneggiatura dove ogni giorno viene una pagina di un copione imprevedibile in cui gioie e dolori si alternano sulla scena rendendoci protagonisti di un film pieno di effetti speciali.
La vita è Amore, Libertà, Famiglia e soprattutto condivisione d’affetto e appartenenza.
La vita è anche però bullismo, violenza sulle donne, pregiudizio sessuale e anacronistica difesa di un’idea di famiglia normale.
La vita è tutto questo e molto altro dando così l’opportunità a Silvia Catalano e al suo valente gruppo, grazie al brillante, divertente ed incisivo testo di Massimiliano Bruno, di mettere in scena uno spettacolo caldo, coinvolgente ed emozionante.
È tutto meraviglioso cantava Domenico Modugno e la cantante Bianconi, non sfigurando con il Maestro, lo omaggia aprendo con eleganza e forza lo show.
La vita è fatta di parole e della magia della musica e sono questi due elementi che caratterizzano lo spettacolo in cui lo spettatore è conquistato dalla vibrante e avvolgente voce di Giulia Bianconi, magistralmente accompagnata dal tocco delicato ed esperto del pianista Enzo Di Vaia.
La cantante svolge con bravura e personalità il ruolo di spalla o se volete di narratore musicale delle vicende delle storie dei personaggi che nel corso dello show Silvia Catalano porta in scena con grande partecipazione e passione.
Giancarlo Catino, il ragazzo ingenuo e grassottello , vittima da sempre di atti bullismo che nonostante tutto crede nell’amicizia confidando un giorno di trovare la sua rivincita come fosse un Guerriero come nella canzone di Marco Mengoni

O come nel caso di Valentina che, fin da bambina crede nell’Amore e sogna il principe azzurro, illudendosi di averlo trovato nell’impacciato Giorgio (Di Gialluca) e iniziando così una tenera storia d’amore che li porta fino al matrimonio.
Ma purtroppo l’amore di Valentina non è sufficiente a salvare Giorgio dalla sua vera indole violenza e possessiva trasformando il sogno in un incubo di violenza fisica e psicologica. Valentina non accetta questo status quo decidendo di reagire, come evidenzia la vocalist cantando il vibrante “Mentre tutto scorre” dei Negramaro.

Infine i monologhi di Ramon che invece vorrebbe essere chiamata Manuela e crede nella libera e quello di Anna che crede nella Famiglia, bambina rimasta orfana di madre, ed è costretta dalla legge a dover vivere con il padre naturale piuttosto che l’amorevole patrigno Massimo( Di Gialluca). Queste storie portano lo spettatore a riflettere sui temi della diversità e della famiglia e di quanto ancora oggi la nostra società sia restia al cambiamento e ancorata a un conservatorismo sordo al buon senso e all’amore.
Le due canzoni scelte e cantante con trasporto , “Vita in te ci credo” di Morandi e “A Modo mio” di Ligabue trasmettono ancora più chiaramente e con forza il messaggio che una vita senza amore e condivisione in vero non è vita, ma solamente un pallido simulacro.

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