278) Quel Bravo Ragazzo

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Il biglietto d’acquistare per “Quel bravo ragazzo” è: 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“Quel bravo ragazzo” è un film del 2016 diretto da Enrico Lando, scritto da Enrico Lando, Ciro Zecca, Luigi Luciano, Andrea Agnello, con: Luigi Luciano (Herbert Ballerina), Daniela Virgilio, Tony Sperandeo, Ninni Bruschetta, Enrico Lo Verso, Luigi Maria Burruano, Giampaolo Morelli, Jordi Mollà, Maccio Capatonda.

Cosa succederebbe se un potentissimo boss mafioso, Don Ferdinando Cosimato (Burruano), stesse per morire e volesse lasciare il comando della sua spietatissima cosca mafiosa a un figlio, Leone (Ballerina), che non ha mai riconosciuto? Ma, soprattutto, cosa succederebbe se quel figlio fosse un innocuo, ingenuo e goffo ragazzino di 35 anni e facesse il chierichetto vivendo in un orfanotrofio di un paesino del Sud Italia.
Dall’originale e divertente soggetto del giovane Ciro Zecca, è nata la sceneggiatura di Quel bravo ragazzo, perfetta per lasciare, per la prima volta sul grande schermo, Luigi Luciano alias Herbert Ballerina, riuscendo ad esaltare le sue doti comiche ed interpretative.
Anche se sulla carta può apparire un paragone irriverente e cinematograficamente blasfemo, il personaggio di Leone risulta un giusto ed equilibrato mix tra Johnny Stecchino e Forrest Gump, conservando le peculiarità artistiche di Ballerina.
Gli sceneggiatori sono stati bravi nel costruire una storia semplice, lineare, magari prevedibile, ma comunque capace di regalare più di un sorriso e mantenendo fino alla fine vivo l’interesse dello spettatore. continua su

https://mygenerationweb.it/201611173457/articoli/palcoscenico/cinema/3457-quel-bravo-ragazzo-l-ironia-che-batte-la-mafia

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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277) Ti Amo Presidente

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Il biglietto d’acquistare per “Ti amo Presidente” è: 1) Neanche regalato 2) Omaggio (Con riserva) 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“Ti amo presidente” è un film del 2016 scritto e diretto da Richard TanneRichard Tanne, con : Parker Sawyers Tika Sumpter, Vanessa Bell Calloway.

Per ogni storia d’amore di una coppia c’è un inizio, il brivido e l’emozione del primo appuntamento.
Se poi si parla di Barack e Michelle Obama, la prima coppia presidenziale americana di colore, ci sono già sulla carta i presupposti per raccontarne la storia in un film romantico.
Siamo a Chicago, in un caldo giorno d’estate del 1989. Due colleghi decidono di incontrarsi fuori dal prestigioso studio legale in cui lavorano. Lei, Michelle (Sumpter), è il supervisore di lui, l’affascinate Barack (Sawyers). L’incontro ha tutta l’aria di essere un primo appuntamento, nonostante la reticenza di Michelle. Il giovane avvocato cerca di conquistare l’irremovibile collega, nel corso di un appuntamento che li porta da una mostra d’arte alla proiezione di Fa la cosa giusta di Spike Lee, per giungere alla gelateria Baskin- Robbins e al loro dolce primo bacio. Da quel giorno il mondo non è stato più lo stesso.
Lo spettatore accompagna i due giovani nel loro non “primo” appuntamento ascoltando e sorridendo ai loro dialoghi, a volte anche accesi, e scopre come queste due persone, destinate a una vita insieme, inizino a conoscersi, stimarsi e trovare l’uno dell’altro il completamento di loro stessi.
È un film di respiro televisivo e probabilmente rivolto più al pubblico americano che non a quello italiano, ma si lascia seguire con curiosità ed interesse, anche se limitato da un ritmo compassato e senza particolari colpi di scena.

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https://mygenerationweb.it/201611173450/articoli/palcoscenico/cinema/3450-ti-amo-presidente-la-storia-d-amore-tra-gli-obama-diventa-un-film

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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276) Talking to the Trees

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Un film di Ilaria Borrelli,  scritto da Ilaria Borrelli e Guido Freddi. Con Ilaria Borrelli, Philippe Caroit, Seta Monyroth, Yang Srepich, Kiri Sovann. Drammatico, 90′. 2012

Ci sono dei film che, per l’importanza civile e sociale della tematica affrontata, prescindono da qualsiasi tipo di giudizio estetico e cinematografico. Non è un caso, quindi, che alla fine della recensione non troverete, come di consueto, la tipologia di biglietto da acquistare.

È il caso del lavoro di Ilaria Borrelli e Guido Freddi, “Talking to the trees”, presentato alla Casa del cinema di Roma dopo essere stato proiettato all’Onu e al Parlamento Europeo, che affronta il tema della la piaga moderna della prostituzione minorile e della pedofilia.

Il film in sé potrà non essere un capolavoro, con i suoi diversi limiti stilistici, recitativi e drammaturgici, e ciò nonostante mi sento di invitarvi caldamente a uscire di casa e andare al cinema a vederlo.

La storia è ambientata in Cambogia, dipinta come una terra ancora selvaggia, vergine, che ti avvolge e ti costringe a spogliarti di tutte le sovrastrutture della moderna società.

I nativi credono che gli alberi siano sacri e abbiano un’anima, per questo rivolgono alle piante delle preghiere, da qui il titolo della pellicola.

Una bambina di nome Srey (Seta Monyroth), rimasta da sola con il fratellino dopo che la nonna è morta e il padre è partito per la guerra, viene raggirata dagli adulti e sfruttata per il turismo sessuale.

Una donna francese di nome Mia (Ilaria Borrelli) entra in contatto con la realtà atroce della prostituzione minorile e dello sfruttamento. Inizia così un viaggio che è soprattutto interiore.

Storie vere che fanno riflettere lo spettatore, e che raccontano i fatti senza filtri né censure.

Il messaggio profondo di denuncia di “Talking to the trees” sta tutto in una domanda: come si possono strappare sogni e innocenza a dei bambini che dovrebbero preoccuparsi solo di giocare e andare a scuola? continua su

Al cinema | Talking to the trees |

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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275) Animali Fantastici e dove trovarli

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Il biglietto da acquistare per “Animali fantastici e dove trovarli” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre (con riserva).

Un film di David Yates. Con Eddie Redmayne, Colin Farrell, Ezra Miller, Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison Sudol, Samantha Morton, Ron Perlman, Jon Voight, Carmen Ejogo, Zoë Kravitz, Gemma Chan, Christine Marzano, Lucie Pohl. Fantasy, 133′. 2016

“Harry Potter è una cosa seria, non accetto alcun tipo di ironia a riguardo”.

Questo il commento di un fan accanito della saga del maghetto più famoso del mondo, con cui ho avuto modo di scambiare qualche battuta a caldo dopo la proiezione dell’atteso “Animali fantastici e dove trovali”. Parole che, immagino, trovano d’accordo la maggior parte degli appassionati.

Si può ironizzare su J. K. Rowling e sul mondo a cui ha dato vita negli anni? Si può essere dissacranti, quando si parla di Harry Potter?

La logica imporrebbe di no e un recensore saggio si accorderebbe alla massa e incenserebbe, magari con scarso acume, il nuovo film della saga, a cui faranno seguito, in futuro, nuovi episodi. Ma mi conoscete, cari lettori, io amo andare controcorrente; e poi se siete qui a leggermi significa che molto probabilmente vi aspettate qualcosa di diverso da quello che potete trovare in decine di altri siti.

Sgombriamo subito il campo da ogni possibile equivoco: “Animali fantastici e dove trovarli” è un bel film che sicuramente manderà in brodo di giuggiole i fan storici della saga e incanterà le nuove generazioni.

Non voglio svelarvi la trama, assai complessa tra parentesi, né tanto meno passare in rassegna i tanti richiami ai precedenti film di Harry Potter, o ai libri. In questa recensione, contrariamente al solito, voglio darvi delle suggestioni su cui riflettere, magari sorridendo nel frattempo.

J. K. Rowling, confermandosi autrice poliedrica, ha il merito di aver scritto una sceneggiatura capace di trasportare lo spettatore nuovamente in un mondo magico e unico, dove tutto è possibile, dando vita a nuovi personaggi con cui è facile entrare in sintonia. continua su

Al cinema | Animali fantastici e dove trovarli

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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274) Di & Viv & Rose

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Di & Viv & Rose è uno spettacolo teatrale di Amelia Bullmore in scena al Teatro dei Conciatori di Roma fino al 13 Novembre, per la regia di Antonio Serrano, e interpretato da Selene Gandini, Caterina Gramaglia e Sara Pallini.

In scena al Teatro dei Conciatori di Roma la commedia Di & Viv & Rose, diretta da Antonio Serrano e interpretata da tre brillanti e giovani attrici.
Si dice che l’amicizia tra donne sia impossibile per via della loro innata rivalità in qualsiasi campo. Si narrano storie di litigi epocali a causa di uomini contesi e di ambìti posti di lavoro. Ciò nonostante esistono delle storie di amicizie al femminile che durano una vita, sopravvivendo ad ogni avversità e tensione. Antonio Serrano mette in scena uno di questi casi, raccontando la bella e sincera amicizia di tre ragazze inglesi Di, Rose e Viv, nata ai tempi del college e consolidata nella convivenza sotto uno stesso tetto. Sono tre giovani donne molto diverse tra loro, con caratteri e approcci alla vita assai differenti.

Di (Sara Pallini) studia economia, è lesbica, amo lo sport, appare tosta, ma dietro questa facciata da dura c’è una fragile, delicata, profonda sensibilità e un gran desiderio di innamorarsi e vivere una vita “normale”. Viv (Caterina Gramaglia) è iscritta a sociologia, ama indossare abiti 40/50 a prima vista appare una donna workaholic, irreprensibile e totalmente concentrata nel suo lavoro Anche lei cela una sua vulnerabilità, una complessità emozionale che esce allo scoperto quando perde il controllo con i suoi “bicchierini”. Rose (Selene Gandini) è uno spirito libero, frequenta architettura. Frizzante e spiritosa, ma l’arte e la bella compagnia maschile. Ma dietro questa sua promiscuità si nasconde una tenerezza innocenza sintomo di uno smisurato bisogno d’amore

Lo spettatore assiste ai divertenti dialoghi tra le tre protagoniste e alle loro avventure sentimentali e professionali, sempre scandite dal loro forte e inteso legame di amicizia. Se la prima parte è brillante, leggera, scorrevole e frizzante, caratterizzata dalla spensieratezza della gioventù e da desideri e sogni di una vita al massimo, nella seconda parte prevale invece la malinconia e la cupezza che solamente la vita adulta può dare, in cui cade ogni illusione continua su

Recensione: un trio di simpatiche amiche in “Di & Viv & Rose”, commedia dolceamara

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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273) Il Domatore di Leoni ( Camilla Lackberg)

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“Il domatore di leoni” è un libro scritto nel 2014 da Camilla Lackberg e pubblicato in Italia nel settembre 2016 da Marsilio Editori.
Chi è credente sostiene che il male, l’orrore e la cattiveria siano rappresentati dal Diavolo e dai demoni che abitano l’inferno.
Chi invece è ateo e soprattutto vive in questa nostra balorda società non può che dire amaramente che la malvagità e follia appartengono esclusivamente al genere umano.
Camilla Lackberg con il nuovo romanzo ci porta nuovamente in Svezia seguendo Erika e Patrick in una nuova indagine che sconvolge la quiete della pacifica Fjallabacka. Stavolta l’orrore si manifesta nel caso del terribile sequestro di ragazzine scomparse nel nulla senza lasciare alcune traccia.
Confermato un solido e tradizionale schema narrativo in cui Camilla imposta l’intreccio narrativo su piani temporali tra presente e passato, in apparenza lontani e distanti che poi progressivamente fatalmente si uniranno drammaticamente.
Ciò che colpisce maggiormente il lettore leggendo il romanzo, al di là della storia, come sempre magistralmente ideata e ben scritta, con uno stile secco, diretto. E’ la capacità dell’autrice svedese di tenere alta sia l’interesse che la tensione narrativa nel crescendo di cupezza dei toni e dell’atmosfera, piano piano che i due protagonisti ricostruiscono il complesso puzzle dell’indagine.
Un’indagine che porta alla luce una catena “familiare” dell’orrore in cui scopriamo che gli innocenti di un tempo si tramutano in carnefici creando uno spirale di morte e violenza senza fine.
Camilla è abile a costruire soprattutto nella seconda parte un romanzo più psicologico per far comprendere all’incredulo e scioccato lettore come l’animo umano possa essere privo di qualsiasi forma di compassione e bontà e capace di commettere delle azioni di una crudeltà unica.
È un libro che trasmette angoscia, paura, e soprattutto coinvolge il lettore in una lettura intensa, forte e spiazzante con tanti colpi di scena.
Il lettore fino all’ultimo pagina dovrà prepararsi a scoprire l’evoluzione del male e come in questo romanzo nessuno sia davvero innocente.
Camilla Lackberg si conferma una scrittrice di talento, creativa e capace d’indagare con abilità e incisività sulle miserie umane e di saper realizzare dei libri gialli sempre originali e di qualità.
Alla fine del romanzo il lettore sarà da una parte sperduto e sconvolto e dall’altra affascinato dalla capacità di Camilla nel sapere lasciarti sempre in fremente attesa di una nuova indagine di Erika e Patrick.

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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272) Untraditional

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Alzi la mano chi non conosce Fabio Volo?
Anche il più snob e radical chic del pubblico italiano avrà almeno una volta ascoltato la voce di Fabio alla radio, visto in una puntata della trasmissione televisiva” Che Tempo che fa”, visto un suo film e soprattutto letto in incognito almeno una pagina dei sui libri di grande successo,
Personalmente Fabio Volo mi piace come scrittore quanto invece mi risulta indigesto come personaggio.
E siccome sono tanti i detrattori dell’artista Volo, quest’ultimo ha deciso di tirare dal cilindro creativo una serie ideata, prodotta e interpreta da lui stesso per mostrare al mondo la sua visione sul mondo, sulla vita raccontando la propria quotidianità.
“Untraditional” non è altro che un Fabio Volo Show in cui lo showman porta con sé lo spettatore nelle varie e diverse dinamiche della propria giornata.
Una scelta drammaturgia di per sé semplice e poco originale ma che diventa apprezzabile e godibile potendo contare non tanto sulla presenza di varie guest stars nostrane: Selvaggia Lucarelli, Paola Iezzi, Stefania Rocca, Vasco Rossi, Massimo Boldi, Luca e Paolo, Quentin Tarantino, Le Donatella solamente nei primi due episodi. Quanto piuttosto è azzeccata e felice la figura di Raimondo, agente cinico e scorretto di Volo interpretato dal bravo Marco Mazzi che regala i veri e sinceri momenti di ilarità quando dialoga con il protagonista, rappresentandone con ironia la sua nemesi.
Altrettanto bella ed efficace è il contributo di Johanna Maggy Hauksdottir, la compagna dello scrittore e madre dei suoi figli, che regala al pubblico autentici e puri momenti di delicatezza e romanticismo.
Una serie senza grandi pretese artistiche ed autoriali che però si lascia vedere con freschezza, garbo attraverso gli occhi di Fabio Volo, a metà strada tra Peter Pan e Renato Pozzetto in formato “il ragazzo di campagna”, avendo come sfondo una Milano sospesa tra il suo edonismo frenetico e magia di una città che forse ancora ti può permettere di sognare.
“Untradizional” è un appuntamento da segnare sull’agenda per chi vuole trascorrere una serata all’insegna del sorriso e del cazzeggio senza complicazioni.

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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271 ) Genius

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Il biglietto da acquistare per “Genius” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto (con riserva); 5)Sempre.

Un film di Michael Grandage. Con Colin Firth, Jude Law, Nicole Kidman, Guy Pearce, Laura Linney, Dominic West, Vanessa Kirby. Drammatico, 104′. 2016

Dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna. Dietro a un grande scrittore, un valente e spesso schivo editor.

L’editor è una figura poco nota al grande pubblico, ma è quell’uomo o quella donna incaricato dalla casa editrice di occuparsi del nevrotico scrittore di turno e del suo romanzo, rendendolo leggibile e vendibile.

Di una pellicola dedicata a questi eroici professionisti, a cui tutti gli scrittori o aspiranti tali devono tanto, sentivamo il bisogno.

Il regista Michael Grandage, con “Genius”, ha deciso di colmare il vuoto, raccontando la storia di Maxwell Perkins, editor leggendario che lavorò con mostri sacri del calibro di Francis Scott Fitzgerald, Ernest Hemingway, Thomas Wolfe.

Proprio sul rapporto tra Perkins (Firth) e Wolfe (Law), su cui l’editor scommise, portandolo alla pubblicazione e aiutandolo a gestire una scrittura fluviale ed esuberante è costruito il film. Tra i due, dopo i successi di “Angelo, guarda il passato” e “Il fiume e il tempo” nacque anche una profonda amicizia. continua su

Al cinema | Genius |

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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270) Sing Street

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Il biglietto d’acquistare per “Sing Street” è : 1 ) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

Un film di John Carney. Con Lucy Boynton, Maria Doyle Kennedy, Aidan Gillen, Jack Reynor, Kelly Thornton. Drammatico, 1o6′. 2016.

Recensione di Lorenzo Del Re

John Carney è lo sceneggiatore e regista di due straordinari film: “Once” e “Tutto può cambiare”. Entrambi raccontano le vite di musicisti alle prese con situazioni personali da sviluppare o risolvere.

In “Sing street”, presentato alla Festa del cinema di Roma e uscito al cinema questa settimana, la musica è invece lo strumento essenziale per farla nascere, una situazione personale.

Un ragazzo di 15 anni, per fare colpo su una ragazza e attutire gli inevitabili disagi derivati dal cambio di scuola e dalla separazione dei genitori, decide di mettere su una band. L’amore per la vita e la musica saranno più forti delle difficoltà che lui e i suoi amici devono affrontare.

“Sing street” è un film che incarna il più puro spirito irlandese: fresco, frizzante, allegro e spudorato.

John Carney è un regista che vuole bene al cinema e al suo pubblico, e lo si capisce dal modo con cui usa questo strumento narrativo. continua su

Al cinema | Sing street |

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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269) Knight of Cups

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Il biglietto d’acquistare per “Knight of Cups” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio (Con Riserva) 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Knight of Cups” è un film del 2015 scritto e diretto da Terence Malick, con : Christian Bale, Cate Blanchett, Natalie Portman, Brian Dennehy, Antonio Banderas.

Esistono due modi per affrontare una pellicola di Terence Malick: il primo è di tipo fideistico accettando tutto quello che il creativo e poliedrico autore americano decida di raccontare, mostrare, o far intendere mettendo da parte ogni liturgia cinematografica, ancor più razionale e logica facendosi trasportare dalla potenza delle immagini, dalla forza delle idee e dalla spiritualità intensa e profonda.Il secondo approccio è prendere atto che Terence Malick essendo entrato in andropausa o se volete nella crisi di mezz’età non ha più freni inibitori decidendo di fare un cinema che può portare lo spettatore o all’esasperazione o fargli fare dei lunghi e rilassanti sonni.

Non so dirvi in sincerità quale sia il giusto approccio tra i due, ma dopo aver assistito alla proiezione di “Knight of Cups”, atteso da quasi due anni, dopo essere stato in concorso alla Berlinale 2015, personalmente sono propenso più alla seconda ipotesi.Il che di per sé, intendiamoci, non è un male, ma forse il buon Terence potrebbe quanto meno avvisare il pubblico delle sue paturnie da vecchio imperatore romano alla Caligola o Nerone. continua su

Knight of Cups

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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