267) Solo – la Serie

solo

Caro lettore del nord Italia, sì, proprio tu che vivi in un paesino, non ti sei mai spinto oltre il fiume Po e pensi che, oltre questo confine, non si trovino altro che terroni e mafiosi. Tu che rifiuti l’italiano come lingua nazionale e magari hai evitato con cura di vedere al cinema il pluripremiato “Anime nere” di Francesco Munzi perché recitato in dialetto.

Ebbene, caro lettore, Pietro Valsecchi ha deciso che è arrivato il momento per te di varcare il Rubicone, almeno televisivamente parlando, e ti ha preparato per il 9 novembre una bella sorpresa su Canale 5: “Solo” di Michele Alhaique con Marco Bocci, miniserie in quattro puntate. Girata tutta in Calabria.

Stai calmo, non agitarti, bevi un bel bicchiere d’acqua, non accanirti già da adesso contro il televisore e sforzati di seguire almeno per qualche minuto la storia.

Marco (Bocci) è un agente dello Sco (il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato), infiltrato nei ranghi della malavita romana da più di un anno, quando durante uno scambio d’armi finito nel sangue ha modo di farsi notare, salvando Bruno Corona (Peppino Mazzotta), esponente di spicco dell’omonimo clan calabrese.

I Corona controllano uno degli asset principali della ‘ndrangheta, il porto di Gioia Tauro, e per la prima volta lo Sco si trova nelle condizioni di infiltrarvi un suo agente. Una missione ad alto rischio, considerando le maglie strettissime dei clan calabresi, dove il vincolo di sangue è indistruttibile.

Sfruttando la lealtà mostrata a Bruno, con il quale nasce un forte legame d’amicizia, Marco s’inserisce negli ingranaggi criminali della famiglia Corona, conquistando anche la fiducia di Don Antonio (Renato Carpienieri). Completa la famiglia Agata (Carlotta Antonelli), poco più di vent’anni, in ribellione contro usi e costumi della ’ndrangheta.

Marco sarà chiamato a mettere a tacere la propria coscienza ed essere non solo spettatore, ma anche parte attiva delle efferate azioni criminali di Bruno per risultare credibile e non bruciarsi.

Se “Gomorra – la serie” ha inchiodato il pubblico allo schermo mostrando il fascino magnetico e perverso del male, con lo Stato a recitare una ruolo passivo e marginale, in “Solo” lo schema viene capovolto e gli sceneggiatori raccontare il lavoro quotidiano, pericoloso e silenzioso di migliaia di appartenenti alle forze dell’ordine. continua su

Fiction | Canale 5 | Solo |

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