246) In Guerra Per Amore

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Il biglietto da acquistare per “In guerra per amore” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre (con riserva)

Un film di Pif. Con Pif, Stella Egitto, Miriam Leone, Maurizio Bologna, Andrea Di Stefano, Maurizio Marchetti. Drammatico, 99′. 2016

Uno dei momenti decisivi per la caduta del regime fascista in Italia è stato senza dubbio lo sbarco degli Americani in Sicilia. Uno sbarco che, come ci raccontano i libri di storia, fu pacifico e indolore per la popolazione, ben lieta di accogliere gli eserciti Alleati.

Ma fu davvero così? E come riuscirono i militari statunitensi a occupare l’isola senza esplodere neppure un colpo? Pif, al suo secondo film come regista, decide di darci una risposta, rivisitando il passato con il suo stile farsesco e i toni da commedia.

Siamo nel 1943. Mentre nel mondo infuria la Seconda guerra mondiale, Arturo (Pif) vive la sua travagliata storia d’amore con Flora (Leone). I due si amano, ma lei è promessa al figlio di un importante boss di New York.

Per poter sposare la sua amata, il nostro protagonista deve ottenere il consenso del padre, che vive in un paesino siciliano. Arturo, che è un giovane squattrinato, ha un solo modo per raggiungere l’isola: arruolarsi nell’esercito americano che sta preparando lo sbarco in Sicilia, con la “consulenza” del boss Lucky Luciano.

“In guerra per amore” si divide in due storyline precise, diverse anche per ambientazione. Da una parte abbiamo Flora, nelle vesti di novella Penelope, che cerca di rinviare con mille scuse l’infausto matrimonio nell’attesa del ritorno di Arturo; dall’altra quest’ultimo, deciso a chiedere la mano della ragazza anche a costo di far parte del commando guidato dal generale Patton e dal tenente Philip Catelli (Di Stefano). continua su

Festa del cinema di Roma | In guerra per amore

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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245) Capitan Fantastic

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Il biglietto da acquistare per “Captain Fantastic” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto (con riserva); 5)Sempre.

Un film di Matt Ross. Con Viggo Mortensen, Frank Langella, Steve Zahn, Kathryn Hahn, Missi Pyle. Drammatico, 120′. 2015.

Esiste un modello di famiglia migliore degli altri? E un sistema giusto ed efficace per educare i figli, formarli come futuri individui tenendoli però al riparo dalle brutture della vita?

Il regista Matt Ross ci propone la sua, di famiglia felice ideale, portando al Festival del cinema di Cannes “Captain Fantastic” e aggiudicandosi il premio per la miglior regia nella sezione “Un certain regard”.

Ben, alias Captain Fantastic (Mortensen), è il padre di sei ragazzi intelligenti e vivaci e ha deciso di farli vivere in una foresta, in simbiosi con la natura, limitando al massimo i contatti con la società. Nonostante questa scelta di vita quanto meno atipica i figli sembrano felici, uniti ed educati anche più dei coetanei.

La quiete familiare viene guastata dall’arrivo della notizia del suicidio della madre dei ragazzi, Leslie, rinchiusa in un ospedale psichiatrico in seguito a episodi di depressione e psicosi bipolare. continua su

Festival del cinema di Cannes | Film premiati | Captain Fantastic

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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244) Cicogne in Missione

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Il biglietto da acquistare per “Cicogne in missione” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto (con riserva); 5)Sempre.

Un film di Nicholas Stoller, Doug Sweetland. Con Katie Crown, Andy Samberg, Kelsey Grammer, Alessia Marcuzzi, Federico Russo. Animazione, 97′. 2016

Papà, come nascono i bambini? Mamma, potrei avere un fratellino?

Ci sono buone probabilità che ogni genitore si sia sentito rivolgere almeno una volta domande simili dai propri figli, e abbia sperimentato i sudori freddi del dover rispondere in un modo al contempo equilibrato, credibile e creativo.

Ebbene, cari genitori, se siete prossimi ad attraversare questo momento complicato da oggi c’è un alleato in più. Arriva sul grande schermo “Cicogne in missione”, il film d’animazione che vi potrà dare una mano a imbastire con i più piccini il primo discorso “da adulti”.

Come in ogni fiaba che si rispetti inizia tutto con un c’era una volta… Le cicogne portano i bambini, o almeno lo facevano un tempo. Adesso consegnano pacchi per Cornerstore.com, il gigante del commercio online.

Junior (Russo), il miglior impiegato dell’azienda, è sul punto di ricevere una promozione, quando Tulip (Marcuzzi), orfana combina guai, unica umana della struttura e impiegata all’obsoleto reparto della ricezione lettere, per dimostrare il suo valore attiva la Macchina-Fabbrica-Bambini e dà vita a una piccola adorabile e assolutamente non autorizzata. continua su

Alice nella città | Fuori concorso | Cicogne in missione

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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243) I Baby Sitter

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Il biglietto d’acquistare per “I babysitter” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio (Con Riserva ) 4) Ridotto 5) Sempre.
“I baby Sitter” è un film del 2016 scritto e diretto da Giovanni Bognetti , remake del film francese “Babysitting”, con : Francesco Mandelli, Paolo Ruffini, Andrea Pisani, Simona Tabasco, Bruno Gambarotta, Francesca Cavallin, Antonio Catania, Francesco Facchinetti, Diego Abatantuono.

Fare il babysitter può essere un lavoro rischioso e complicato, oltre che delicato. Nel nostro immaginario i babysitter sono di solito donne mature ed esperte, ragazzine in cerca di qualche soldo oppure zii o nonni che, per amor del nipote, si sottopongono alle “13 fatiche di Ercole”.
“I babysitter” presenta una variazione sul tema, anche se già vista al cinema e in tv, ovvero quella dell’impiegato modello obbligato dal capo a fare da balia al proprio figlio ribelle.
Nello specifico, il protagonista della nostra storia è Andrea (Mandelli), modesto agente sportivo presso l’importante agenzia di Gianni Porrini (Abatantuono). Così, nel giorno del suo trentesimo compleanno, invece di festeggiare con gli amici storici, accetta ob torto collo, di fare da babysitter a Remo (Pinter), sperando di avere un’opportunità di visibilità con papà Porrini.
I coniugi Porrini, convinti di aver lasciato il proprio figlio in mani sicure, trascorrono serenamente la notte fuori. La mattina seguente l’imprevista telefonata della polizia li costringe a ritornare in una casa devastata e con il figlio scomparso.
Preoccupati e increduli, insieme con la polizia, iniziano a guardare un video girato da Andrea e dai suoi amici sulla notte appena trascorsa.
Così lo spettatore entra in un film dentro al film, scoprendo cosa è successo ai protagonisti nella loro movimentata e notte.
La sceneggiatura, anche se ben scritta e godibile, risulta abbastanza scontata e prevedibile, nel tentativo di rielaborare il tema del film “Una Notte da Leoni” in chiave italiana. continua su

https://www.mygenerationweb.it/201610193392/articoli/palcoscenico/cinema/3392-anteprima-i-babysitter-una-notte-da-leoni-con-bambino

242) I Medici

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I Medici: Il Segreto, nel nome della rosa.

C’é l’anteprima mondiale de I Medici! “Wow!”, dico io, “un filmone pazzesco”. Mhmm..no, una fiction.. Ah, ecco, appunto..uff, io non amo le fiction. Ma va beh, sará il nuovo E.R. o Grey’s Anatomy… Ah, no, é un film sulla storica dinastia fiorentina. Un colossal, o una fiction. Mi confondo.

Eh, sí, perché é questo il senso che ho dalla prima serata di questo imponente progetto di mamma Rai, a respiro internazionale.

Mi confondo perché c’é una fotografia da colossal, delle scene da film importante, riprese aeree e digitali…che neanche i demo delle tv 4k esposte nei centri commerciali fanno meglio. Ed in fatti la fiction é trasmessa in ultra hd. Questo per dire che c’é tanta roba tecnologica, c’é tanta opulenza di scene, attori (Hoffman in primis), abiti e mezzi, ma manca qualcosa. Senti che stai guardando un film da enormi investimenti ma percepisci un senso da Il Segreto da dopo Barbara D’Urso. Nella recitazione, in primis.

Attenzione peró, bravi gli attori (non li menziono né distinguo perché hanno fatto tutti un buon lavoro, anche quelli italiani, che peraltro hanno recitato in inglese) ma c’é quell’anima di fiction che urta con l’intenzione del film da grandi pretese. Ti senti come se, da che ti sentivi sicuro dal poter scegliere tra auto familiare o sportiva…di colpo ti inventano il suv: ok, all’inizio ti spiazza, non lo capisci, magari ti piace e lo compri, ma in fondo in fondo ti chiedi sempre che bisogno c’era di inventarlo.

Per il resto (o per l’inizio) ribadisco Hoffman: l’unico pilastro che mi sento di menzionare, definire. Interpreta Giovanni dé Medici, lo fa con soliditá ma si ha la percezione di una poca convinzione: forse l’etá avanza o il prodotto era l’unico disponibile da “abbracciare”.

Il figlio Cosimo, Richard Madden, dritto dritto da Games of Trones, anch’egli ha una recitazione che non ti lascia deluso, ma non ti emoziona…almeno a me. Insomma, dopo il primo episodio, dando fiducia all’evolversi del racconto nelle prossime puntate, posso consigliare questo prodotto a chi ama le fiction e magari cerca qualcosa di piú. Ma attenzione, non cadete in errore, non state vedendo né una puntata speciale de Il Segreto né uno spin-off del Il nome della rosa. Perché la confusione sará decisamente palpabile. Peccato, per me e per chi come me continua a chiedersi il perché delle fiction ma, contradditoriamente continua ad interessarsene.

Voto, da 1 a 5 (dove il massimo é 5): 3

Recensione

A cura di Lucas

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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241) Qualcosa di Nuovo

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Il biglietto da acquistare per “Qualcosa di nuovo” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio (con riserva); 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Cristina Comencini. Con Paola Cortellesi, Micaela Ramazzotti, Eduardo Valdarnini, Eleonora Danco. Commedia, 93′. 2016

Tratto dallo spettacolo teatrale “La scena” di Cristina Comencini.

Lucia (Cortellesi) e Maria (Ramazzotti), amiche che più diverse non si può, si conoscono da sempre. Entrambe divorziate, Lucia ha chiuso con gli uomini, mentre Maria non riesce proprio a farne a meno, collezionando una serie di improbabili incontri occasionali e attirandosi le critiche dell’altra.

Una sera, Maria sembra incontrare e portare a letto finalmente un partner perfetto: bello, sensibile, appassionato, maturo. Peccato che il mattino porti con sé una dura verità: l’uomo in questione è un diciannovenne, Luca (Valdarnini), e la cosa crea equivoci, imbarazzi e quant’altro.

Lucia e Maria decidono allora di prendersi una bella vacanza da se stesse, indossando l’una gli abiti dell’altra. Luca, nonostante la giovane età, si rivela la persona giusta per iniziare una relazione sincera, appagante e costruttiva.

“Qualcosa di nuovo” è da una parte una commedia degli equivoci, dall’altra evoca il triangolo amoroso tanto caro a Truffaut, impostato però su toni leggeri e ironici volti a evidenziare soprattutto quanto sia difficile, oggi, trovare il partner giusto. continua su

Al cinema: Qualcosa di nuovo

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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240) Mamme Cattive

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Il biglietto d’acquistare per “Mamme cattive” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio (Con Riserva) 4) Ridotto 5) Sempre.

“Mamme molto cattive” è un film del 2016 scritto e diretto da Jon Lucas, Scott Moore, con : Mila Kunis, Kristen Bell, Kathryn Hahn, Christina Applegate, Annie Mumolo, Jada Pinkett Smith.
Il ruolo mamma è nello stesso tempo un lavoro a tempo pieno, una missione, un atto d’amore, una crociata e soprattutto uno status che stravolge e cambia la vita di qualsiasi donna.
Crescere, accudire e occuparsi dei figli e di un marito è la prova più difficile, snervante e faticosa che una donna debba affrontare in qualunque classe sociale e culturale.

Essere mamma oggi è una corsa ad ostacoli nell’abilità e talento di essere multitasking dovendo essere perno della famiglia, lavoratrice e moglie.

Amy Mitchell( Mila Kunis) è una giovane e dinamica madre di due fogli, sposata con il fidanzato del liceo e costretta ai salti mortali per rispettare le scadenze lavorative.
Amy si sforza con tutte le sue forze di mantenere la sua vita, in apparenza, perfetta, ma un bel giorno decide che la misura è colma, quando scopre il tradimento del marito con una ragazza del web. Stufa, unisce le forze con altre due mamme super stressate, Kiki (Kristen Bell) e Carla (Kathryn Hahn), in una missione per liberarsi dalle responsabilità convenzionali – darsi alla pazza gioia, abbandonarsi a una tardiva libertà atipica per una mamma, divertimento e autoindulgenza ed entrando in rotta di collisione con la regina dell’Associazione Insegnati-Genitori, Gwendolyn (Aplegate), e la sua cricca di mamme perfette, Vicky(Mumolo) e Stacy(Smith).
“Mamme molto cattive” è una commedia leggera, frizzante e caustica in alcuni momenti sul difficile status di mamma oggi nella nostra società e sebbene la sceneggiatura sia scritta da due uomini, la prospettiva sul mondo femminile e sulla condizione delle madri sono realistici e intensi. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-mamme-molto-cattive/

239) Lettere da Berlino

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Il biglietto d’ acquistare per Lettere da Berlino è:  1) Neanche regalato 2)Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

Lettere da Berlino è un film del 2016 diretto da Vincent Perez, scritto da Achim Von Borries,Bettine von Borries, con Emma Thompson, Daniel Bruehl, Brendan Gleeson, Mikael Persbrandt, Louis Hofmann.

Ispirato ad una storia vera, Lettere da Berlino proietta lo spettatore in una capitale tedesca festante per la vittoria nazista sulla Francia. In ogni dove i cittadini celebrano con entusiasmo il trionfo di Hitler e nessuno osa mettere in dubbio la forza e le idee del regime. Esiste però una casa in cui il dramma della guerra si sente forte e chiaro. È la casa di Otto Hampel (Gleeson) e di sua moglie Elise (Thompson) Hampel, semplice e solida coppia di attempati tedeschi, che ricevono la tragica notizia della morte dell’unico e amato figlio sul campo di battaglia. Ancora prima della tragedia, Otto ed Elise si erano rifiutati di iscriversi al partito nazista, mal sopportando il fanatismo dilagante. La morte del figlio scuote ulteriormente le loro coscienze e lo spirito critico nei confronti del regime, spingendoli a iniziare un’originale forma di protesta: scrivere cartoline anonime di forte dissenso e diffonderle per tutta Berlino. Questa segreta forma di resistenza viene condotta dalla coppia attraverso l’uso della parola e la forza della scrittura, mettendo a rischio le loro vite. continua su

https://www.mygenerationweb.it/201610123374/articoli/palcoscenico/cinema/3374-anteprima-lettere-da-berlino-resistenza-epistolare-nel-terzo-reich

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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238) Inferno

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Il biglietto da acquistare per “Inferno” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto (con riserva); 5)Sempre.

Un film di Ron Howard. Con Tom Hanks, Felicity Jones, Ben Foster, Omar Sy, Irrfan Khan, Sidse Babett Knudsen, Fausto Maria Sciarappa, Ana Ularu. Thriller, 121′. 2016

Tratto dal romanzo omonimo di Dan Brown.

Il nostro pianeta soffre di un grave forma di sovrappopolamento. Il rischio concreto è quello di somigliare sempre più a una gigantesca carrozza del metrò nell’ora di punta, con le risorse energetiche e alimentari non più sufficienti a sostenere l’intera popolazione mondiale.

Di questo parlano da tempo addetti ai lavori e capi di stato. Ma esiste una soluzione definitiva al problema? Difficile dirlo. Madre Natura, nel corso dei secoli, è intervenuta a suo modo sfoltendo la popolazione, con epidemie, carestie, disastri climatici.

Dan Brown, nel quarto libro della serie con protagonista il professor americano di simbologia Robert Langdon (Hanks), “Inferno”, ha affrontato proprio questo delicato tema, unendo thriller e action. Come fa presagire il titolo, questa volta sono Firenze, il Sommo Poeta Dante e la prima cantica della Divina Commedia al centro della storia.

Il regista Ron Howard non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di completare la trilogia iniziata con “Il codice Da Vinci” e proseguita con “Angeli e demoni”, portando sul grande schermo anche questo romanzo che aveva tutte le potenzialità per incantare il pubblico.

Lo spettatore entra subito nel pieno di una trama ricca di colpi di scena e improvvisi cambi di alleanze, dove è arduo capire chi sia davvero il cattivo e chi stia facendo il doppio gioco.

Il protagonista si risveglia ferito e convalescente in un letto d’ospedale fiorentino, accudito dalla bella dottoressa Sienna Brooks (Jones). Costretto a scappare insieme alla donna, dovrà cercare di superare la momentanea amnesia e ricostruire quanto gli è successo nelle ore precedenti l’incidente. Perché è ricercato dall’Organizzazione Mondiale della Salute, dalla polizia e da una spietata killer? Quali segreti porta con sé? E di chi può fidarsi veramente?

Insieme a Sienna, Langdon sarà coinvolto in una drammatica lotta contro il tempo per fermare il folle piano di Zobrist (Foster) e dei suoi seguaci, intenzionati a diffondere un virus letale che potrebbe causare miliardi di morti.

continua su

Al cinema: Inferno

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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237) Rara

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Il biglietto da acquistare per “Rara – Una strana famiglia” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Pepa San Martín. Con Julia Lübbert, Mariana Loyola, Agustina Muñoz, Emilia Ossandón, Daniel Muñoz. Drammatico, 90′. 2016.

Come si definisce, oggi, una famiglia? Da chi deve essere composta, e a chi possono essere affidati dei minori?

Chi scrive è un conservatore convinto, eppure sul tema dei diritti civili e sul desiderio delle coppie formate da persone dello stesso sesso si sposarsi e adottare ho un approccio liberal, dettato non tanto dalla prudenza quanto dalla consapevolezza che non esistano prove scientifiche per affermare che un bambino allevato da una coppia gay cresca con problemi o turbe particolari.

L’Italia ha iniziato solo di recente ad allinearsi agli altri Paesi europei per quanto concerne la normativa sul matrimonio omosessuale, mentre per le adozioni la strada da percorrere sembra ancora lunga.

Ma cosa sappiamo davvero di come un bambino o un’adolescente viva avendo accanto due madri – o due padri?

La regista cilena Pepa San Martín prova a rispondere alla domanda con il suo film “Rara – Una strana famiglia”, delicato e toccante.

Nel Cile di oggi l’adolescente Sara (Lubbert) vive con la sorellina Cata (Ossandon), la madre Paula (Loyola) e la compagna di lei, Lia (Munoz).

Di Paula – del suo passato, del motivo per cui abbia divorziato dal marito e abbia deciso poi di intraprendere questa nuova relazione – non sappiamo nulla, ma paradossalmente è originale e intrigante dal punto di vista narrativo osservare le dinamiche quotidiane di una cosiddetta “famiglia arcobaleno” senza avere idea del background dei protagonisti.

Una famiglia normale, come tante altre, quella formata dalle quattro donne. Una famiglia in cui si litiga, si pranza insieme, ci si diverte e si cresce.

Le due sorelle sembrano vivere senza traumi il fatto di dividersi tra due nuclei familiari (anche il padre, infatti, è risposato), ma l’avvicinamento sentimentale a un ragazzo porta Sara a porsi delle domande sul rapporto affettivo della madre con Lia, facendola entrare in crisi e guastando anche l’armonia della famiglia.

Inizia così una dura battaglia legale tra Paula e l’ex marito per l’affidamento delle figlie… continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-rara-una-strana-famiglia/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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