252 ) Re Lear

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“Re Lear” è una tragedia in cinque atti, in versi e prosa, scritta nel 1605-1606 da William Shakespeare, con la traduzione di Alessandro Serpieri, adattamento e regia di Stefano Sabelli, con : Stefano Sabelli, Bianca Mastromonaco, Michela Ronci, Eva Sabelli, Piero Grant, Lorenzo Massa, Simone Bobini, Michele Manocchio, Fabrizio Russo, Marco Caldoro, Gianluca Vicari, Giulio Maroncelli, musiche dal vivo Bukorosh Balkan Orchestra.
“Re Lear” è in scena fino al 6 novembre 2016 al Teatro Dell’Orologio di Roma
Nessuno ama una figlia come il proprio padre e il loro legame è più forte di qualunque litigio, discussione o cambiamento.
Un padre è spesso geloso della propria figlia pretendendo di essere il solo uomo di quest’ultima.
Se poi il padre in questione è un Re, come nel caso della tragedia scritta dal caro Shakespeare, allora cari lettori diversamente ignoranti, preparatevi ad ascoltare una storia di faida familiare in cui gelosie, tradimenti e invidie sono gli elementi portanti di un dramma che ha conquistato e appassionato milioni di persone nel corso dei secoli.
Re Lear(Sabelli) ha tre figlie Goneril, Regan e Cordelia, e decidendo di voler abdicare, invece di dividere equamente il regno, pone come condizione che le tre donne gareggino nell’odiosa contesa dell’adulazione paterna.
Cordelia si rifiuta di sostare a questo ricatto affettivo e viene per punizione diseredata e cacciata dal regno da Re Lear.
Goneril e Regan, più furbe e scaltre, convincono il Re del loro cieco amore filiale, ricevendo corona e regno, per poi successivamente costringere Lear allo stato di un ospite indesiderato.
Re Lear è una storia attuale, moderna e viva di come un padre faccia odiose distinzioni tra i figli e come quest’ultimi vedano i primi come persone anziane e inutili.
Re Lear è stata raccontata e messa in scena con diversi stili registici e diversi adattamenti drammaturgici, suscitando più o meno convinti consensi da parte del pubblico.
La scelta drammaturgica e soprattutto registica di Stefano Sabelli di rendere il suo Re Lear più moderno, volgare , “sporcando” i profondi, intensi e vibranti dialoghi scritti dal drammaturgo inglese si sono rivelati azzeccati e coinvolgenti.
Lo spettatore osserva, in due atti, le vicende di Lear, stanco Re zingaro, e di come la sua superbia e arroganza lo trascinino verso la tragedia e la sofferenza.
L’adattamento ideato e messo in scena è agile, snello, a tratti divertente e nello stesso tempo non tradisce lo spirito originale della tragedia.
Il giovane e appassionato cast si dimostra all’altezza dei rispettivi ruoli dando ai loro personaggi cuore, anima e passione e rivelando una buona presenza scenica.
Merita sicuramente una menzione speciale l’interpretazione di Eva Sabelli nel doppio ruolo del matto e di Cordelia per il talento e soprattutto per la poliedricità e forza dimostrata e nella capacità di tenere la scena con carisma, naturalezza e personalità.
Re Lear è sì una tragedia come ci mostra il cupo finale, ma soprattutto è un invito ad ogni genitore non a fare distinzioni tra figli e figliastri.

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

https://www.amazon.it/Ninni-mio-padre-Roberto-Sapienza/dp/8892613278/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1477740484&sr=1-1&keywords=ninni+mio+padre

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