231) Harry Potter e La Maledizione dell’Erede (J.K Rowling – John Tiffany – Jack Thorne)

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“Harry Potter e la maledizione dell’erede” è la sceneggiatura scritta da J.K Rowling, John Tiffany e Jack Thorne per l’omonimo spettacolo teatrale attualmente in scena a Londra.  La trascrizione del testo è stata pubblicata in Italia dal 24 settembre da Salani Editore.

Sarebbero sufficienti le poche righe di presentazione per riassumere l’evento letterario più atteso di questo 2016.

Quello che è stato annunciato dai media come l’ottavo libro della saga di “Harry Potter” non è altro che la riduzione in romanzo della drammaturgia dello spettacolo teatrale che dallo scorso luglio e fino al dicembre 2017 sta registrando a Londra il “sold out”, facendo felici e ricchi i bagarini.

Ovviamente per i milioni di fan che sono cresciuti con le avventure di Harry Potter daranno poco rilievo all’origine di questa nuova puntata della storia del proprio beniamino, ma è opportuno avvertire che non si troveranno di fronte a un vero e proprio romanzo.

Pochi, immagino, abbiano avuto modo di avere tra le mani e di leggere una sceneggiatura, e potrebbero trovarsi un po’ spiazzati nell’affrontare questo romanzo.

Il lettore infatti è chiamato a un maggiore elasticità ed immaginazione nell’immergersi nella storia dovendo sforzarsi di vedere le diverse scene, descritte in maniera precisa e puntuale, e dove si muovono i vari personaggi definiti con un linguaggio più teatrale che letterario.  Lo stile è asciutto, semplice, lineare e diretto nel conquistare soprattutto nella seconda parte l’attenzione e curiosità del lettore.

Sono passati vent’anni dalla battaglia di Howargts e della vittoria di Potter sull’Oscuro Signore, e il nostro ragazzo è cresciuto, diventando marito di Ginny e soprattutto padre di Albus Severus.  Quest’ultimo si appresta ad entrare pure lui nella scuola di magia e sulla carta destinata a seguire le orme del padre.

Ma fin dal viaggio in treno il lettore si rende conto che la storia sarà diversa, quando Albus stringe fin da subito amicizia con Scorpius, figlio di Malfoy e poi quando il Cappello Parlante della scuola assegna Albus alla Casa dei Serperverde.

Albus non è come Harry anzi vuole prende il più possibile le distanze dal padre, soffrendo la sua ombra.

Il lettore classico della saga non si aspetti un romanzo di magia e battaglia come è stato nei precedenti libri quanto piuttosto un libro che parla di famiglia, del difficile e complicato rapporto tra padre e figlio e quanto sia difficile per un figlio staccarsi dalla figura paterna e ottenere la propria visibilità e indipendenza.

Se l’atmosfera e le ambientazioni, e personaggi storici come Hermione, Ron, Silente oltre Harry garantiscono il legame tra i sette romanzi e la sceneggiatura teatrale, in quest’ultimo emergono le figure delle nuove generazioni rappresentate da Albus e Scorpius, quest’ultimo il vero personaggio rivelazione del testo che conquista per simpatia e forza narrativa. Albus e Scorpius chiudono il cerchio di una storia iniziata 19 anni fa dimostrando come i pregi e soprattutto le colpe e paure dei padri non dovrebbero mai ricadere sui propri figli e dare loro la possibilità di vivere una vita senza ombre e pressioni.

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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