229) L’Allieva

lallieva

Recensione di Lucas

Voto da 1 a 4, dove 4 é il massimo, 2

Allora, lo anticipo: non amo le fiction, o perlomeno non mi attirano piú, da tempo, perché ormai hanno trame e clichet pressoché omologhi.
Peró la trasposizione sul piccolo schermo dei romanzi della Gazzola (fenomeno letterario) mi incuriosiva, e quindi…eccomi quá, a parlare in modo accorato e forse politicamente scorretto di questo prodotto tv, della Bridget Jones nostrana che si occupa di medicina legale, in un contesto da film giallo degli anni piú recenti, misto a tanto ammore.
Prodotto tv, dicevo. Sí, perché non riesco a definirlo in modo meno sterile (non me ne vogliano i fan del genere…e degli attori), in quanto fa un pó man bassa da tanta roba del passato: c’é C.S.I., o meglio, la base di partenza mi ricorda l’italianissimo R.I.S. – ritroviamo pure la stessa attrice orientale che vi recitava, la quale peraltro interpreta sempre il solito personaggio della straniera impacciata e dai modi strambi…un pó come nelle fiction dove ingaggiano i siciliani per fargli recitare sempre la parte dei mafiosi -; abbiamo un bel pó di Grey’s Anatomy, ed al posto di Meredith e Derek i protagonisti sono la Mastronardi e il Guanciale (quest’ultimo recita, ma proprio recita, e si vede, e non é un complimento il mio…e mi fermo quí), con simili dinamiche sentimental-lavorative, ma decisamente con una diversa intensitá recitativa; poi abbiamo un pó dei film alla Moccia ed un pizzico di Un Medico in Famiglia, per quanto riguarda i tempi ed i dialoghi, oltre che per trama e buonismi da film che deve piacere all’italiano a tavola, senza farlo concentrare troppo, peró, …ed il gioco é fatto. Servito il polpettone all’italiana.
Troppo duro? Troppo generico e breve? Ok, scusatemi, l’avevo anticipata la mia idiosincrasia per ció che non é né film né serie tv di un certo spessore.
Ed allora vi lascio con qualcosa di buono, dicendovi che qualcosa la salverei, ed é proprio la Mastronardi. Sí, perché mi convince, perché dimostra capacitá recitativa e credibilitá sicuramente superiore agli altri attori del cast. Rende verosimile il personaggio (della ragazza semplice ed intelligente, della bellezza pulita della “porta accanto” e politicamente corretta) ed ha una gestualitá semplice e chiara.
Insomma, forse come al solito non ho detto nulla, o forse ho detto tutto il necessario per scegliere se vedere L’Allieva. Ma se non consiglio questo prodotto a chi come me non tollera il genere, per converso lo consiglio fortemente a chi ama le fiction, se non altro perché, ripeto, la recitazione della Mastronardi lo eleva a qualcosa in piú.

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