220) Demolition

demolition

Recensione di Lucas

Il biglietto d’acquistare per “Demolition” è: 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.
“Demolition” è un film del 2016 diretto da Jean-Marc Vallée, scritto Brian Sipe, con : Jake Gyllenhaal, Naomi Watts, Chris Cooper, Polly Draper, Brendan Dooling, Wass M. Stevens, Tom Kemp

Che dire? Il film è decisamente degno d’esser visto. Non è un film semplice, o quantomeno non lo è all’inizio, dato che poi i nodi del pettine si sbrogliano tutto d’un tratto.
È la storia di una introspezione dell’anima dopo un evento traumatico (la trama dei fatti l’avrete sicuramente già letta, se il film vi interessa) che porterà alla demolizione (fisica e psicologica) da parte del protagonista, di tutto ciò che di vacuo vi era nella sua esistenza prima di tale evento.
È un film lento, ma apparentemente lento. Apparentemente perché la lentezza non è da considerare in sé e per sé, come un deterrente o una condizione pregiudizievole, bensì come la chiave di lettura delle vicende interiori che accompagnano lo stato d’animo del protagonista.
E che protagonista! Davis (il bel Jake Gyllenhall), sulle prime non ti fa pensare che durante il film ti porterà lontano, magari ti fa pensare alla solita americanata (e americanata lo è, ad esempio nel cumulo di sorprese che ti riserva alla fine), ma invece con una recitazione pulita, lineare, ti convince.
Ma la vera perla che affascina (tralasciando la conosciuta e quotata Naomi Watts) è il piccolo Judah Lewis, che già con un nome così poco politicamente corretto interpreta magistralmente un adolescente che attraversa delle importanti difficoltà; un ragazzino però forte, sebbene fragile, per ciò che la pellicola mostrerà.
Insomma, ho detto tutto e non ho detto nulla, ma il film è tutto qui; un controverso racconto sulla vita; la vita, quella vera, che i momenti peggiori ti portano a scoprire nella sua profondità, per quanto possa sembrare strana e non conforme.
Un film sulla rinascita, sul riabbracciare sé stessi per cercare e seguire ciò che di profondo abbiamo, ed abbiamo sepolto. Un film che farà riflettere. O annoiare.

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