170) Cercando Alaska( John Green)

cercando alaska

“Cercando Alaska” è un romanzo scritto nel 2005 da John Green pubblicato in Italia da Rizzoli Editore.

Nella vita di ognuno di noi c’è sempre un Prima e un dopo. Viviamo in un precario e fragile equilibrio e basta un soffio per far crollare le nostre certezze e sicurezze.
La vita di un adolescente, se possibile, è ancora più difficile e complessa di un uomo adulto. Si è costretti ad affrontare ogni giorno quella giungla chiamata scuola e dover condividere ore e spazi con personaggi sgradevoli, bulli e antipatici.
La scuola può rivelarsi un inferno o se volete un luogo di solitudine siderale se non hai la fortuna di incontrare qualche amico simile a te.
John Green è uno scrittore che ama raccontare e descrivere il mondo dei teenager riuscendo a coglierne pienamente paure, speranze, sogni e illusioni.
“Sognando Alaska” è cronologicamente il primo romanzo di Green pubblicato nel 2005, che ha avuto subito un enorme successo di pubblico e critica ricevendo nel 2006 l’importante il Micheal L. Printz dall’American Library Association.
Ho letto “Cercando Alaska”, dopo “Colpa delle Stelle” e “Città di Carta”, e non si può notare come il primo sia in qualche modo un romanzo di”formazione” per Green sia dal punto di vista stilistico che nella capacità di costruire un intreccio narrativo valido e avvolgente.
Il protagonista della nostra storia è Miles Halter, giovane e sfigato studente liceale della Florida che è trasferito dai genitori in un’importante scuola dell’Alabama affinchè uscire dal suo isolamento asociale.
Miles ribattezzato “Ciccio” dal suo compagno di stanza Chip Martin, detto “Il Colonnello”, inizia un’avventura esistenziale e di cazzeggio all’interno del college con altri due amici: il giapponese Takumi Hikohito, la rumena Laura, e la bella e sexy Alaska Young.
La vita di Miles trascorre tra ubriacature, scherzi, sigarette e soprattutto l’impacciato innamoramento per Alaska, ragazza inquieta e con un passato famigliare tragico e misterioso.
Il “prima “di Miles è però in qualche maniera ovattata, noioso, prevedibile tipico della vita scolastica che fatica a coinvolgere il lettore. La lettura è poco fluida, brillante anche per colpo di una struttura narrativa povera sul piano del ritmo e del pathos narrativo.
Improvvisamente tutto cambia quando dopo una notte di bagordi e primi approcci amorosi tra Miles e Alaska, quest’ultima, ubriaca e su di giri, lascia con l’auto di corsa il college finendo vittima di un tragico incidente.
La morte di Alaska rompe un castello di apparente felicità e serenità di Miles e dei suoi amici, portando all’interno delle loro esistenze dolore e sofferenza.
La morte costringe Miles a diventare adulto e confrontarsi con se stesso e a porre fine all’età dell’innocenza.
Green nella seconda parte del romanzo dimostra il talento che pochi anni dopo lo avrebbe reso famoso e stimato da milioni di lettori. E’ riuscito con semplicità e delicatezza a inserire il tema della morte in un contesto adolescenziale trasformando il libro da toni leggeri e scanzonati in un testo profondo e toccante.
Miles e i suoi amici cercano una ragione, una spiegazione alla morte di Alaska, come tutti noi facciamo quando ci lascia un nostro caro, ma nonostante gli sforzi, alla fine non ci resta che andare avanti e ricominciare a vivere.
“Cercando Alaska” ci insegna con un finale poetico e intristisco che la strada per la felicità è lastricata di dolore e rinunce, ma se non fosse così, probabilmente non saremmo capaci di gustarci i bei momenti con i nostri cari quando accadono.

Roberto Sapienza presenta “Ninni,mio padre”

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4 pensieri su “170) Cercando Alaska( John Green)

      • Io invece, come avrai intuito dal mio post, ho preferito la prima. Ma c’è da dire che qua entra in gioco il mio lato ironico, che mi porta a scherzare su tutto e su tutti esattamente come il Colonnello (vero protagonista all’inizio del romanzo). Questo lato di me non sempre emerge nel mio blog, ma talvolta qualche recensione volutamente ironica me la concedo. Questa, ad esempio, è l’ultima che ho pubblicato: https://wwayne.wordpress.com/2016/04/03/confessioni-di-un-tamarro/. Grazie mille per i complimenti (ricambiati) e per la solita piacevolissima chiacchierata! 🙂

      • Sicuramente il Colonnello è un personaggio divertente,ma essendo anziano ho preferito la seconda parte più malinconica e introspettiva, più sulle mie corde. Io sono un cazzaro e tutte le mie recensioni tendono ad essere ironiche e soprattutto auto ironiche. Bel pezzo anche sui Tamarri :). a presto

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