169) Romanzo Siciliano

romanzo siciliano

Un romanzo per essere avvincente e coinvolgente per un lettore deve avere pochi e chiari elementi distintivi: una trama incisiva e ben strutturata, un eroe positivo o negativo con immedesimarsi, un villain carismatico e un finale che spiazzi.
Queste regole sono valide anche una serie tv, se poi decidi ambientarla in Sicilia, il rischio di andare incontro al festival della banalità e del già visto è altissimo.

La prima stagione di“Romanzo Siciliano”, la nuova serie Tv prodotto dalla Taodue di Pietro Valsecchi, è appena terminata su Canale 5 con un bilancio finale non proprio esaltante.
I dati Auditel, in maniera impietosa, hanno decretato che il pubblico televisivo è stanco di vedere di storie di mafia che sembrano fatte con il copia e incolla dagli sceneggiatori.
Valsecchi deve molto delle sue fortune produttive nell’aver creato la serie”Squadra Antimafia” portando alla popolarità l’attrice Giulia Michelini con il personaggio di Rosy Abate.
Pensare però di ripetere il successo spostando solo la location della storia da Catania a Siracusa è stato un tantino presuntuoso. Si è sentita l’assenza di idee originali e diverse per appassionare lo spettatore a questo Romanzo essendo fin dalle prime puntate scontato e prevedibile.
La caccia ostinata e tenace da parte di Bentivoglio e della sua squadra al boss Buscemi ben interpretato da Ninni Bruschetta non ha accesso la fantasia e curiosità dello spettatore.
Sicuramente la scelta di mandare in onda la fiction in contemporanea con la seconda stagione di “Gomorra La Serie” non ha aiutato.
Lo spettatore, animato di buona volontà, dopo aver visto una puntata della serie di Sky, abbia guardato, una della Taodue non poteva non riscontrare evidenti limiti narrativi e strutturali della seconda.
Se Gomorra ha colpito con il fascino del male, Romanzo Siciliano ha deluso nel tentativo di dimostrare l’onestà e professionalità dei carabinieri impegnati nella lotta alla mafia.
“Romanzo Siciliano” si è lasciato vedere per le belle e mozzafiato location confermando la Sicilia come luogo unico per i suoi paesaggi, colori e odori.
Ninni Bruschetta si è confermato un attore di livello, carismatico e capace di tenere la scena.
Fabrizio Bentivoglio e Claudia Pandolfi invece non sono andati oltre a svolgere il compitino come protagonisti della serie.
E’ mancata un’idea forte di drammaturgia che permettesse alla storia di compiere un vero salto di qualità.
L’unica nota positiva della serie è stata poter apprezzare, seppure in un ruolo minore, la giovane e talentuosa Stella Egitto nel ruolo della coraggiosa giornalista.
Stella è riuscita nelle sue scene a regalare intensità ed emozione dimostrando la sua personalità e capacità di tenere lo spettatore incollato allo schermo. Unendo con efficacia bravura e bellezza e lasciando il segno.
“Romanzo siciliano” difficilmente passerà alla storia della TV eppure resta la sensazione che gli autori abbiano peccato di pigrizia creativa.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

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