159) True Story di Michael Finkel

true story
“True Story” è un romanzo scritto da Michael Finkel e pubblicato in Italia nel 2015 da Piemme Edizioni.

A volte si decide di leggere un libro solo perché la copertina o la quarta hanno stuzzicato la tua curiosità. Così è stato per me quando lo scorso dicembre mi aggiravo per una libreria Mondadori dovendo scegliere i titoli da farmi regalare per Natale dalla mia famiglia.
La mia attenzione è stata colpita da questo romanzo e dopo averne l’incipit, l’ho messa nella mia lista dei desideri.
Solamente due settimane fa, smaltiti i regali letterari, ho potuto dedicarmi alla lettura di questo libro come dice la fascetta rossa “un bestseller da cui è stato tratto un bellissimo film con James Franco e Jonathan Hill”.
Chi è Michael Finkel? Un giornalista bugiardo. Un valente reporter del New York Times che per ambizione ha scelto di manipolare la realtà scrivendo un articolo falso sul fenomeno del lavoro minorile in Africa. Un falso scoop che gli costa il lavoro e soprattutto la reputazione.
Finkel è un uomo finito e come dice lui stesso nel libro, non può fare altro che rifugiarsi nella sua baita e scomparire. Finché un giorno riceve una telefonata da un giornalista locale, lo informa che un uomo appena accusato di aver ucciso moglie e figlio e scappato in Messico è stato appena arrestato. L’uomo aveva assunto come falsa identità il nome di Finkel. Il ricercato si chiama Christian Longo. Finkel incuriosito dalla vicenda comincia a indagare sull’uomo finchè non riceve una telefonata di quest’ultimo dal carcere.
E’ l’inizio di un rapporto prima telefonico e poi epistolare tra i due uomini diventando per entrambi una sorta di terapia per bugiardi.
Il lettore è catturato dal resoconto di Finkel nel descrivere la dinamica e soprattutto l’evoluzione del suo rapporto con Longo, il quale ha l’abilità e il talento di catturare l’attenzione del cronista fino al punto di far nascere un’atipica amicizia.
Finkel non è certo della colpevolezza di Longo e decide di scrivere una storia sulla vita dell’uomo e in qualche modo trovando l’opportunità per un riscatto personale e professionale. Finkel si specchia in Longo trovando delle inedite somiglianze caratteriali e umane, ma nello stesso tempo arrivando fino al momento del processo per gli omicidi ne scopre il lato più oscuro e terribile.
“True Story” è un libro che si fa leggere con leggerezza e facilità appassionando il lettore e per merito dell’autore di distinguere in maniera chiara e distinta la sottile ma profonda differenza umana e di sensibilità tra i due personaggi.
Longo è un bugiardo patologico oltre essere un efferato criminale, Finkel è un bugiardo ma ha ancora una sua etica che le permetterà di costruirsi un futuro e una famiglia.
La seconda parte del romanzo incentrata sul processo a Longo è maggiormente intensa, emozionante e carica di pathos che inchioda il lettore alla pagina.
Lo stile di Michael Finkel è essenziale, incisivo, intenso e di taglio giornalistico, ciò nonostante riesce a conquistare e avvolgere il lettore con una prosa di qualità.
Il finale seppure drammatico e tragico regali comunque al lettore un sorriso per come in fondo due bugiardi possano trovare l’uno nell’altro il modo di essere uomini migliori.

Roberto Sapienza presenta “Ninni,mio padre”

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