125) I, Daniel Blake

loach

Il biglietto da acquistare per “I, Daniel Blake” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto (con riserva: in italiano alcuni passaggi complessi potrebbero risultare più facili da comprendere); 5)Sempre.

Un film di Ken Loach. Con Dave Johns, Hayley Squires, Briana Shann, Dylan Philip Mckiernan. Drammatico, 137′. 2016

Tra i tanti ostacoli che rendono la vita di un bravo cittadino difficile, nessuno è pericoloso e infido come la burocrazia. La burocrazia ha mille teste, come la mitologica Idra: la puoi riformare, modernizzare, snellire, ma resta sempre un labirinto senza uscite, o se preferite un buco nero capace di piegare anche l’uomo più volenteroso e determinato.

Penserete, cari lettori, che questa descrizione si riferisca al nostro Paese e alla situazione che quotidianamente viviamo con la pubblica amministrazione. Ebbene, potrebbe stupirvi sapere che anche in Inghilterra la burocrazia è una brutta bestia.

Ken, “il rosso”, Loach porta al Festival del cinema di Cannes il suo nuovo film “I, Daniel Blake“, mostrandoci quanto sia complessa, cervellotica e contraddittoria la macchina burocratica del welfare inglese.

Lo spunto narrativo per prendere di mira le storture e l’assenza di buon senso del sistema è dato dalle tragicomiche avventure di Daniel Blake (Johns), carpentiere vedovo di cinquantanove anni che a causa di un infarto è stato costretto a lasciare il lavoro.

Blake è un uomo onesto, ligio al dovere, e per ottenere la pensione di invalidità che gli spetta di diritto vuole compiere tutte le azioni necessarie. Per questo si sottopone all’interminabile serie di colloqui nei diversi uffici competenti.

Lo spettatore assiste ai grotteschi dialoghi tra il protagonista e gli impiegati, incapaci di andare oltre la mera applicazione delle norme e di trattare con umanità o tatto Daniel.

Senza entrare nel dettaglio del welfare inglese, dal momento che anche io ho fatto fatica a comprendere tutto, data la lingua, il nostro eroe si trova schiacciato nell’ingranaggio della burocrazia, diventando vittima di un cortocircuito legale. Daniel non ha diritto alla pensione d’invalidità né può chiedere la disoccupazione – potremmo vedere l’uomo come una sorta di esodato. continua su

Festival del cinema di Cannes | In concorso | I, Daniel Blake

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket to buy for “I, Daniel Blake” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced (subject: in Italian some complex steps may be easier to understand); 5) Always.

A Ken Loach film. Dave Johns, Hayley Squires, Briana Shann, Dylan Philip Mckiernan. Drama, 137 ‘. 2016

Among the many obstacles that make life difficult for a good citizen, no one is as dangerous and treacherous bureaucracy. The bureaucracy has a thousand heads, like the mythological Hydra: can the reform, modernizing, streamlining, but it’s still a maze with no exit, or if you prefer a black hole that can bend even the man most eager and determined.

You will think, dear readers, that this description refers to our country and the situation that we live every day with the public administration. Well, it might surprise you to know that even in England the bureaucracy is an ugly beast.

Ken, “red”, Loach brings to the Cannes Film Festival his new film “I, Daniel Blake,” showing how complex, bizarre and contradictory bureaucratic machine of the British welfare state.

The plotline to target the distortions and lack of common sense of the system is given by the tragicomic adventures of Daniel Blake (Johns), carpenter widower fifty-nine years because of a heart attack was forced to leave the job.

Blake is an honest man, dutiful, and to get a disability pension that is rightfully wants to fulfill all the necessary actions. For that it submits to the endless series of interviews in different jurisdictions.

The spectator witnesses the grotesque dialogues between the protagonist and employees, unable to go beyond the mere application of standards and of dealing with humanity or touch Daniel.

Without going into details of the British welfare state, since even I have struggled to understand everything, because of the language, our hero is crushed into gear of the bureaucracy, becoming a victim of a legal short-circuit. Daniel is not entitled to an invalidity pension or unemployment may ask – we could see the man as a kind of esodato. continues on

Festival del cinema di Cannes | In concorso | I, Daniel Blake

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html
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