123) Julieta

almodovar

Il biglietto da acquistare per “Julieta” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Pedro Almodóvar. Con Emma Suarèz, Adriana Ugarte, Rossy De Palma, Inma Cuesta, Darío Grandinetti. Drammatico, 99′. 2016.

Uscita in Italia: 26 maggio 2016

La prima vera delusione del Festival di Cannes arriva, per il vostro inviato, con il film in concorso diretto da Pedro Almodóvar, “Julieta“. I commenti negativi della stampa spagnola erano già arrivati alle mie orecchie, provocandomi una certa ansia e preoccupazione. Essendo però un estimatore di Almodóvar ho deciso di confidare nel suo talento e dargli una chance, senza pregiudizi. Ebbene Julieta, purtroppo, può essere definito il punto più basso della lunga e creativa carriera del regista spagnolo.

Preparatevi a vedere un brutto film tv, uno di quelli che generalmente la Rai propina al pubblico la domenica sera.

Almodóvar è famoso per la bravura e sensibilità nel raccontare il mondo femminile con tutte le sue sfumature, cogliendone sempre appieno lo spirito. Purtroppo, questa volta, qualcosa è andato storto.

Lo spettatore conosce Julieta (Suarez), una bella donna di mezz’età che è sul punto di lasciare Madrid per trasferirsi in Portogallo con il fidanzato Lorenzo (Grandinetti) quando incontra casualmente, per strada, una vecchia amica della figlia Antía, che le parla della ragazza. Julieta, da oltre 10 anni lontana dalla figlia, prende quell’incontro come un segno e decide di non partire più e tornare nel suo vecchio appartamento.

Usando l’escamotage di una lettera – che Julieta scrive alla figlia – veniamo a conoscenza del passato della protagonista. Nei flashback la vediamo giovane (Ugarte), una brillante professoressa di Letteratura classica. Scopriamo anche come si sono conosciuti lei e Xoan, il padre di Antía, e come la loro fosse una storia d’amore bella e appassionante, finché un tragico evento non sconvolge le vite di tutti i personaggi.

Anita incolpa la madre di ciò che è successo e, dopo esserle stata comunque vicina durante una brutta depressione, decide di prendere le distanze e farsi una propria vita. Lo spettatore percepisce così il dolore di una madre rifiutata e allontanata dalla figlia, figlia che da quel momento considera come morta.

Nonostante il tema fortemente emotivo, il film manca di nerbo e incisività narrativa, scorre via in maniera banale, senza lasciare nulla allo spettatore. continua su

Festival del cinema di Cannes | In concorso | Julieta

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket to buy for “Julieta” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always.

A Pedro Almodóvar film. Emma Suarez, Adriana Ugarte, Rossy De Palma, Inma Cuesta, Darío Grandinetti. Drama, 99 ‘. 2016.

Output in Italy: May 26, 2016

The first real disappointment of the Cannes Film Festival comes to your correspondent, in direct competition with the film by Pedro Almodóvar, “Julieta.” The negative comments in the Spanish press had already reached my ears, causing me some anxiety and concern. However, being an admirer of Almodóvar I decided to trust in his talent and give it a chance, without prejudice. Julieta Well, unfortunately, can be defined as the lowest of the Spanish director long and creative career point.

Get ready to see a bad TV movie, one of those who usually Rai propina to the public on Sunday evening.

Almodóvar is famous for the skill and sensitivity in telling the women’s world with all its nuances, capturing more fully the spirit. Unfortunately, this time, something went wrong.

The viewer knows Julieta (Suarez), a beautiful middle-aged woman who is about to leave Madrid to move to Portugal with her boyfriend Lorenzo (Grandinetti) when he meets by chance on the street, an old friend of Antía daughter, who speaks of the girl. Julieta, for more than 10 years away from his daughter, takes the meeting as a sign and decided not to leave and go back to his old apartment.

Using the ploy of a letter – that Julieta wrote to his daughter – we learn about the past of the protagonist. In flashbacks we see young (Ugarte), a brilliant professor of classical literature. We also discover how they met her and Xoan, the father of Antía, and how their story was a beautiful and passionate love, until a tragic event does not upset the lives of all the characters.

Anita blames the mother of what has happened and, seeing he was still close during a bad depression, she decided to distance themselves and make up their own life. So the viewer perceives the pain of a mother refused and moved away from her daughter, the daughter that henceforth considers as dead.

Despite the highly emotional issue, the film lacks narrative backbone and incisiveness, runs off in a trivial, without leaving the viewer anything. continues on

Festival del cinema di Cannes | In concorso | Julieta

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

 

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