122) Neruda

neruda

Il biglietto da acquistare per “Neruda”: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Pablo Larrain. Con Gael García Bernal, Alfredo Castro, Luis Gnecco, Antonia Zegers, Pablo Derqui. Biografico, 2016.

Dopo due anni in cui, pazientemente, leggete i miei pezzi avrete probabilmente capito quanto io sia diversamente ignorante e quanto, quello della scuola, sia stato per me un periodo non particolarmente felice. Non amavo studiare, e alle poesie preferivo di gran lunga gli editoriali sportivi di Candido Cannavò.

Nonostante questo, oggi ammiro sinceramente chi cita con disinvoltura i versi dei poeti o addirittura ne compone dei suoi.

Così quando mi è capitata, sfogliando il programma della sezione Quizaine del Festival del cinema di Cannes, l’opportunità di vedere “Neruda”, il nuovo film dello stimato regista argentino Pablo Larrain, ho pensato di avere l’occasione di colmare una delle mie tante lacune letterarie – di Pablo Neruda, infatti, io sapevo che è stato uno stimato poeta cileno del Novecento e poco altro.

Sul film di Larrain, purtroppo, critica e sottoscritto si sono dimostrati quanto mai distanti nei rispettivi giudizi. Sui giornali le parole di elogio sulla pellicola, definita un vero capolavoro, si sono sprecate; io, personalmente, anche dopo litri di caffè e ore di riflessione, resto stordito dalla visione più che entusiasta.

“Neruda”, intendiamoci non è un brutto film – anzi, il suo essere molto particolare lo fa entrare di diritto tra quelli che generano dibattiti tra il pubblico.

Su qualcosa la critica e io concordiamo: Pablo Larrain non ha realizzato il classico e scontato biopic su personaggio famoso. Il suo è piuttosto l’affresco di una nazione, il Cile, rappresentata poco dopo la fine del Secondo conflitto mondiale, nel momento in cui il governo di Videla sta per trasformarsi in regime.

In questo quadro storico, Neruda (Gnecco) è rappresentato come uomo politico più che come poeta. Già senatore del Partito comunista, quando il Governo decide di perseguitare gli avversari politici (e i comunisti, definiti traditori della patria, in modo particolare) Neruda riesce sempre a sfuggire alla cattura, restando popolare e stimato nonostante l’operazione messa in atto dai detrattori.

Sulle sue tracce, l’eccentrico e ironico agente di polizia Oscar Peluchonneau (Garcia Bernal), figlio d’arte e voce narrante del racconto. continua su

Festival del cinema di Cannes | Anteprima | Neruda

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket to buy for “Neruda”: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always.

A film by Pablo Larrain. Gael García Bernal, Alfredo Castro, Luis Gnecco, Antonia Zegers, Pablo Derqui. Biographical, 2016.

After two years in which, patiently, read my pieces have probably realized how much I am otherwise ignorant and as, that of the school, was for me a period not particularly happy. I did not like studying, and my favorite poems by far the sports editorials Candido Reedy.

Despite this, today I admire sincerely those who casually mentions the verses of poets or even composes her.

So when it happened to me, flipping through the program of quizaine section of the Cannes Film Festival, the opportunity to see “Neruda”, the new film of the esteemed Argentine director Pablo Larrain, I thought I’d have the opportunity to fill one of my many literary gaps – Pablo Neruda, in fact, I knew he was an esteemed Chilean poet of the twentieth century, and little else.

Larrain on the film, unfortunately, critics and myself have proved all the more distant in their judgments. In the newspapers the words of praise on the film, called a masterpiece, they are wasted; I, personally, even after gallons of coffee and hours of reflection, I remain stunned by the vision more than enthusiastic.

“Neruda”, mind is not a bad movie – indeed, its being very particular it does come right between those that generate debates among the public.

On something critical and I agree: Pablo Larrain has not made the classic and predictable biopic of famous person. His is rather a fresco of a nation, Chile, represented shortly after the end of the Second World War, when the Videla government is going to turn into regime.

In this historical context, Neruda (Gnecco) is represented as a politician than as a poet. Former senator of the Communist Party, when the government decides to persecute political opponents (and the Communists, called traitors, in particular) Neruda always manages to evade capture, remaining popular and respected despite the operation implemented by detractors.

On his trail, the eccentric and ironic agent Oscar Peluchonneau Police (Garcia Bernal), son of art and narrator of the story. continues on

Festival del cinema di Cannes | Anteprima | Neruda

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

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