117) La Pazza Gioia

pazza gioia

Il biglietto da acquistare per “La pazza gioia” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Paolo Virzì. Con Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti, Tommaso Ragno, Anna Galiena. Commedia, 118′. 2016

Tendiamo a dividere le persone in due categorie, normali e pazzi. Ma siamo davvero sicuri che dei primi ci si possa fidare e dei secondi no? E che non sia insita in ognuno di noi, anche nei cosiddetti normali, una scintilla di pazzia?

La società, purtroppo, non è ancora pronta a considerare con occhi diversi le persone che soffrono di disagi mentali, molto più semplice marcare ogni individuo con la lettera scarlatta – P, questa volta – e chiuderla qui. È buffo che in Italia persino i criminali abbiano diritto a una seconda possibilità di essere felici, ma non i pazienti psichiatrici.

I pazzi sono da evitare, sono pericolosi, ci insegnano così. Eppure il disagio mentale è qualcosa di devastante, che fa provare a chi ne soffre il più totale scoramento ma anche il disprezzo altrui. Ma siamo sicuri che i veri squilibrati non siano quelli che giudicano e disprezzano senza conoscere? E che cosa provano e pensano davvero “i matti”, e chi sono questi individui?

Paolo Virzì e Francesca Archibugi, nonostante entrambi abbiano voluto smentire la suggestione, firmano una storia dove le protagonista – Beatrice (Tedeschi) e Donatella (Ramazzotti), richiuse entrambe in una comunità per pazienti psichiatrici – sono una sorta di Thelma e Louise 2.0.

Beatrice è intelligente, dirompente e snob quanto Donatella è schiva, riservata e chiusa nel suo dolore. Le donne rappresentano i due poli opposti del modo in cui un paziente possa vivere la privazione della libertà e affrontare la solitudine siderale tipica del malato mentale.

Eppure due anime così differenti e lontane si trovano, instaurando un sentimento di amicizia e complicità. Un’unione di solitudini e di ricerca di affetto che le spinge a una fuga goffa e improvvisa dalla comunità.

Beatrice e Donatella sono donne sole, all’apparenza fragili, ma comunque determinate a non arrendersi davanti a una società che le ha espulse, ritenendole inadatte e marce.

Se Erasmo da Rotterdam ha scritto “L’elogio della follia”, i nostri due autori si cimentano con talento nella poeticizzazione in chiave moderna della pazzia, costruendo la storia su personaggi perfetti per le due attrici.

La sceneggiatura è ben scritta, toccante, in larga parte emozionante e coinvolgente, eppure, per certi versi, dispersiva. Non è chiaro fino in fondo quale sia il messaggio del film, quale sia il fil rouge narrativo che i due autori volevano far trovare al pubblico. continua su

Al cinema: La pazza gioia

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket to buy for “The mad joy” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always.

A film by Paolo Virzi. Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti, Tommaso Ragno, Anna Galiena. Comedy, 118 ‘. 2016

We tend to divide people into two categories, normal and insane. But are we really sure that we can trust the first and second no? And that is not inherent in all of us, even in so-called normal, a spark of madness?

Now, unfortunately, it is not yet ready to consider a different way to people who suffer from mental disorders, much easier to mark each individual with the scarlet letter – P, this time – and close it here. It’s funny that in Italy even criminals are entitled to a second chance to be happy, but not psychiatric patients.

The crazies are to be avoided, they are dangerous, they teach us so. Yet mental illness is something devastating, which makes try to those who suffer the most total discouragement but also the contempt of others. But we are sure that the true lunatics are not those who judge and despise without knowing? And what they really think and feel “crazy people”, and who are these people?

Paolo Virzi and Francesca Archibugi, although both have wanted to refute the suggestion, sign a story where the protagonist – Beatrice (Germans) and Donatella (Ramazzotti), closed both in a community for psychiatric patients – are sort of Thelma and Louise 2.0.

Beatrice is smart, disruptive and snobbish as Donatella is shy, reserved and closed in her grief. Women represent the two opposite poles of the way in which a patient can experience the deprivation of liberty and deal with loneliness typical of the mentally ill sidereal.

Yet two souls so different and distant are, establishing a feeling of friendship and complicity. Union of solitudes and affection research that is leading to a clumsy flight and sudden from the community.

Beatrice and Donatella are single women, seemingly fragile, but determined not to give in to a company that has expelled, deeming them unfit and marches.

If Erasmus of Rotterdam wrote “Praise of Folly”, our two authors compete with talent in poeticizzazione modern twist of madness, constructing the story of characters perfect for the two actresses.

The screenplay is well-written, poignant, largely exciting and engaging, yet, in some ways, dispersive. It is not clear to the bottom of what the message of the film, which is the fil rouge narrative that both authors wanted to find to the public. continues on

Al cinema: La pazza gioia

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

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