109) Stonewall

stonewall

Il biglietto da acquistare per “Stonewall” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Roland Emmerich. Con Jeremy Irvine, Jonny Beauchamp, Joey King, Jonathan Rhys Meyers, Ron Perlman. Drammatico, 129’. 2015

L’omosessualità è una malattia mentale e come tale va curata, in casi estremi anche ricorrendo all’elettroshock. L’omosessuale è un depravato, un maniaco, un criminale. Agli omosessuali non va permesso di riunirsi in luoghi pubblici e bere alcolici.

Tranquilli, cari lettori, non mi sono svegliato con idee omofobe e razziste, stamattina. Queste deliranti affermazioni che vi ho riportato in apertura erano il pensare comune negli Stati Uniti e nel mondo, almeno fino al 1969 (non entriamo in merito a quanto ancora manchi, nel 2016, per far sì che l’orientamento sessuale di un individuo sia davvero accettato, naturale come il colore dei capelli, altrimenti del film non parleremo proprio).

Il 27 giugno 1969 è una data storica per le battaglie dei diritti della comunità LGBT. Nel quartiere newyorkese di Greenwich un gruppo composito formato da omosessuali, bisessuali e transgender decise di dire basta ai soprusi della polizia e allo sfruttamento subito da parte della mafia, dando vita a una notte di scontri e di lotta che fu il primo segnale di liberazione dall’oscurantismo imposto dalla società.

Roland Emmerich, noto per acclamati blockbuster come “Independence day” e “Godzilla”, per la prima volta si approccia a una tematica civile, molto sentita e delicata, e lo fa con sensibilità toccante. Il regista sceglie di portare lo spettatore indietro nel tempo e di mostrargli quali fossero le drammatiche condizioni dei giovani omosessuali negli Stati Uniti sul finire degli anni ‘60, emarginati, costretti a prostituirsi per sopravvivere.

È quanto accade al protagonista di “Stonewall”, Danny (Irvine), un giovane dell’Alabama costretto dal padre a lasciare casa e affetti per via del suo orientamento sessuale. Danny è semplice, educato, studioso, la cui unica “colpa” è quella di innamorarsi di un compagno di squadra. Quando una sera i due vengono sorpresi insieme, in una situazione piuttosto intima, Danny non ha altra scelta se non trasferirsi a New York.

Senza soldi e senza un posto dove stare, il ragazzo viene aiutato da alcuni giovani di strada che vivono vendendo il proprio corpo. Tra loro c’è Ray (Beauchamp), senza famiglia, costretto a prostituirsi dall’età di dodici anni, col sogno di avere un giorno una casa e soprattutto di essere amato. continua su

Al cinema: Stonewall

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket to buy for “Stonewall” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always.

A Roland Emmerich film. With Jeremy Irvine, Jonny Beauchamp, Joey King, Jonathan Rhys Meyers, Ron Perlman. Drama, 129 ‘. 2015

Homosexuality is a mental illness, and as such should be maintained, in extreme cases even using electroshock. The homosexual is a depraved, a maniac, a criminal. Homosexuals should not be allowed to meet in public places and drinking alcohol.

Quiet, dear readers, I have not woken up with homophobic and racist ideas this morning. These delusional statements that I quoted at the beginning there were the common thinking in the United States and around the world, at least until 1969 (we do not go about as yet missing, in 2016, to ensure that the sexual orientation of an individual is really accepted, as natural as the hair color, otherwise the film will not talk right).

The June 27, 1969 is a historic date for the battles of the rights of the LGBT community. In New York City borough of Greenwich a composite group made up of homosexuals, bisexuals and transgender people decided to call a halt to police abuse and exploitation suffered by the mafia, giving life to a night of clashes and fighting that was the first sign of liberation from ‘obscurantism imposed by the company.

Roland Emmerich, known for acclaimed blockbusters like “Independence Day” and “Godzilla”, for the first time you approach a civil issue, deeply felt and delicate, and does so with touching sensitivity. The director chooses to bring the viewer back in time and show him what were the dramatic conditions of young homosexuals in the United States in the late ’60s, marginalized, forced into prostitution to survive.

This is what happens to the protagonist of “Stonewall”, Danny (Irvine), a young Alabama forced by his father to leave hearth and home because of his sexual orientation. Danny is simple, polite, studious, whose “fault” one is to fall in love with a teammate. When one evening the two are caught together in a situation quite intimate, Danny has no other choice but to move to New York.

No money and no place to stay, the boy is helped by some street youth living by selling their bodies. Among them is Ray (Beauchamp), without family, forced into prostitution from the age of twelve, with the dream of having one day a house and above all to be loved. continues on

Al cinema: Stonewall

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

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