98) The Dressmaker – Il Diavolo è Tornato

winselt

Il biglietto d’acquistare per “The Dressmaker” è : 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Jocelyn Moorhouse. Con Kate Winslet, Sarah Snook, Liam Hemsworth, Hugo Weaving, Judy Davis. Commedia, 118′. 2015

Tratto dal romanzo omonimo di Rosalie Ham.

Il proverbio dice che l’abito non fa il monaco, ma guardando la pellicola diretta da Jocelyn Moorhouse viene più in mente la massima dimmi cosa indossi e ti dirò chi sei.

Ci sono film che colpiscono più per i colori e per i costumi che per i contenuti e i dialoghi veri e propri, e nonostante questo lasciano un segno e uno spunto di riflessione.

“The Dressmaker” è una commedia atipica, che si muove tra diversi generi, spaziando dal comico al surreale, arrivando anche a toccare qualche picco di drammaticità . Quello che caratterizza più di tutto il film, comunque, sono l’atmosfera e i toni talvolta grotteschi.

Lo spettatore viene trasportato in un paesino dell’Australia nell’anno 1951 e fin dalla prima scena conosce la vistosa Tilly (Winslet), ritornata in patria col desiderio di riscattarsi dal suo passato. Un passato scomodo, rappresentato da un omicidio avvenuto vent’anni prima.

Accusata ingiustamente di essere una baby assassina, infatti, Tilly fu costretta dall’effeminato sergente Farrat (Weaving) a lasciare il suo paese e la madre Molly (Davis).

Dopo quel momento, Tilly ha viaggiato molto, frequentando le città più alla moda e diventando una stilista. Un talento, quello per la creazione di abiti, che Tilly che utilizza anche una volta tornata a casa, per attirare l’attenzione delle donne del posto e riaccendere i riflettori sul suo caso.

La prima parte è sicuramente quella più riuscita dal punto di vista narrativo e visivo. Lo spettatore entra in sintonia con il clima del film, godendo dello stile particolare e incisivo dove ai brillanti dialoghi si alternano gli abiti colorati e vistosi che non solo riempiono lo schermo ma diventano parte integrante della storia, descrivendo le personalità dei personaggi. continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-the-dressmaker/

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “The Dressmaker” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always.

A Jocelyn Moorhouse film. With Kate Winslet, Sarah Snook, Liam Hemsworth, Hugo Weaving, Judy Davis. Comedy, 118 ‘. 2015

Based on the novel by Rosalie Ham.

The proverb says that clothes do not make the monaco, but watching the film directed by Jocelyn Moorhouse is more in mind the maximum tell me what you wear and I’ll tell you who you are.

There are films that affect more to the colors and the costumes for the contents and the real dialogue and proper, and yet leave a mark, and food for thought.

“The Dressmaker” is an atypical play, which moves between different genres, ranging from comedy to surreal, reaching even to touch some peak of drama. What characterizes most of all the films, however, are the atmosphere and the tones sometimes grotesque.

The viewer is transported into a village of Australia in 1951 and from the very first scene he knows the gaudy Tilly (Winslet), returned home with a desire to redeem himself from his past. An uncomfortable past, represented by a murder that took place twenty years ago.

Wrongly accused of being a baby killer, in fact, Tilly was forced dall’effeminato Sergeant Farrat (Weaving) to leave his country and his mother Molly (Davis).

After that time, Tilly has traveled extensively, attending the city’s most fashionable and becoming a fashion designer. A talent, what for creating clothes that Tilly that uses once he returned home, to attract the attention of women of the place and turn the spotlight on his case.

The first part is the most successful from the narrative and visual point of view. The viewer enters in tune with the mood of the film, enjoying the particular style and incisive where the witty dialogue alternating colored and flashy clothes that not only fit the screen but they become an integral part of the story, describing the characters’ personalities. continues on

http://paroleacolori.com/al-cinema-the-dressmaker/

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

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