45) Lo chiamavano Jeeg Robot

jeg robot

Il biglietto d’acquistare per “Lo chiamavano Jeeg Robot” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Gabriele Mainetti. Con Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Stefano Ambrogi, Ilenia Pastorelli, Maurizio Tesei. Fantascienza, 112′. 2015

I film di supereroi sono quasi sempre ambientati negli Stati Uniti, come vuole mamma Marvel. I cartoni animati, invece, sono una cosa tutta giapponese (parliamo di manga e serie adattate per la tv). Fino a oggi queste erano due basi solide, in campo cinematografico.

Fino a oggi, dico, perché poi Gabriele Mainetti, con coraggio e ironia, ha deciso di mischiare le carte in tavola e presentarci la sua personale idea di storia di supereroe, ambientandola a Roma, più precisamente nel quartiere Tor Bellamonaca.

Lo spettatore è preparato fin da subito a vedere un film particolare (il titolo in questo gioca un ruolo non da poco), ma ciò che non si aspetta è di calarsi in una storia a metà strada tra la commedia e il noir, una storia che finisce per diventare una favola moderna.

Enzo Ceccotti (Santamaria) è uno sbandato, un ladruncolo senza futuro che vediamo, all’inizio della pellicola, scappare dalla polizia. Per cercare di mettersi in salvo Enzo decide di buttarsi nel Tevere, ma si sa, il fiume può essere pericoloso… Venuto a contatto in acqua con delle sostanze radioattive, l’uomo acquisisce una forza sovrumana. Dopo l’iniziale stupore, Enzo decide di sfruttare al massimo questa inaspettata capacità, per rapinare bancomat, comprarsi una Tv come si deve, film porno e yogurt.

Ma come ha spiegato bene la frase mantra dell’Uomo ragno, “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, ed Enzo, nonostante non voglia guai e sia senza amici, si trova a doversi occupare della bella Alessia (Pastorelli), fissata con il cartone animato giapponese “Jeeg Robot”. La ragazza, dopo aver perso il padre Sergio a causa di una rapina finita male, si aggrappa a Enzo, considerandolo una sorta di versione umana di Hiroshi Shiba, l’eroe protagonista del fumetto.

Che film eroico sarebbe, senza un villain che si rispetti? Nel nostro caso l’antagonista ha le sembianze del coatto e sanguinario Fabio (Marinelli), che stanco di fare solo rapine decide di allargare il suo giro e di iniziare a contrabbandare droga con l’aiuto della camorra.

Fabio è determinato a diventare famoso e a imporre la sua leadership e per questo non esista a sacrificare gli amici e a compiere stragi di innocenti. Solo Enzo è in grado di fermalo – non prima che anche Fabio sia entrato in contatto con le stesse sostanza radioattive e sia diventato a sua volta superdotato.

Un film originale, coraggioso, divertente, che si appoggia a una sceneggiatura essenziale ma efficace. Gli autori non puntano a costruire un intreccio sofisticato, semmai dimostrano che talvolta è la semplicità l’arma vincente.

La storia, ben strutturata, scorre fluida dall’inizio alla fine ed è capace di regalare perfetti tempi comici e, insieme, attraverso le scene d’azione, di evocare i film polizieschi italiani degli anni ’70.

I dialoghi sono freschi e costruiti con maestria. I personaggi e i loro caratteri sono ben delineati, risultando così credibili e godibili per il pubblico.

La regia di Gabriele Mainetti è asciutta, senza fronzoli e di taglio televisivo, eppure nel suo essere per certi versi elementare ti colpisce e riesce a trascinarti nel suo mondo e farti vivere quest’avventura con il sorriso.

Regia e sceneggiatura a parte, “Lo chiamavano Jeej Robot” deve molta della sua forza a un cast azzeccato e di grande talento. Claudio Santamaria si cala perfettamente nel ruolo dell’eroe per caso di stampo romano, ombroso e in parte pasticcione. continua su

Al cinema: Lo chiamavano Jeeg Robot

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “They Call Jeeg” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always.

A film by Gabriele Mainetti. With Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Stefano Ambrogi, Ilenia Pastorelli, Maurizio Tesei. Sci, 112 ‘. 2015

The films of superheroes are almost always ambientati in the United States, as a mother wants Marvel. The cartoons, however, have one thing all Japanese (talk about manga series and adapted for television). Until now, these were two solid bases, in the field of cinema.

Until now, I say, because then Gabriele Mainetti, with courage and humor, decided to shuffle the cards on the table and introduce his personal idea of ​​the superhero story, setting it in Rome, more precisely in the district Tor Bellamonaca.

The viewer is prepared immediately to see a particular movie (the title in this plays a role not recently), but that he does not expect you to dive into a story halfway between comedy and noir, a story that ends up as a modern fairy tale.

Enzo Ceccotti (Santamaria) is a drifter, a petty thief with no future that we see at the beginning of the film, run from the police. To try to reach safety Enzo decides to throw himself into the Tiber, but you know, the river can be dangerous … Come into contact with the radioactive substances into the water, the man acquires superhuman strength. After the initial amazement, Enzo decided to make the most of this unexpected capacity for robbing ATMs, buy a TV as they should, porn movies and yogurt.

But as he explained well the phrase mantra Spider Man, “with great power comes great responsibility”, and Enzo, despite not want trouble and has no friends, he is having to deal with the beautiful Alessia (Pastorelli), fixed with the carton Japanese animated “Jeeg”. The girl, after losing his father Sergio because of a robbery gone bad, clings to Enzo, considering it a kind of human version of Hiroshi Shiba, the hero protagonist of the comic.

That heroic film would, without a villain worthy of respect? In our case, the antagonist has the appearance of forced and bloody Fabio (Marinelli), who tired of just doing robberies decides to expand on his lap and started to smuggle drugs with the help of the Camorra.

Fabio is determined to become famous and to impose his leadership and for this there is no sacrifice to make friends and massacres of innocent people. Only Enzo is able to stop it – not before Fabio also came into contact with the same radioactive substance and has become in turn superdotato.

An original film, brave, funny, leaning to one essential script yet effective. The authors do not point to build a sophisticated plot, if anything, shows that sometimes simplicity is the trump card.

The story, well-structured, flowing smoothly from beginning to end and is capable of giving perfect comic timing and, together, through the action scenes, to evoke the Italian detective films of the ’70s.

The dialogue is fresh and made with skill. The characters and their characters are well defined, thus being credible and enjoyable for the audience.

Directed by Gabriele Mainetti is dry, with no frills and television cut, but in its being in some elementary verses hits you and manages to drag you into his world and make you live this adventure with a smile.

Director and screenplay aside, “They called Jeej Robot” owes much of its force to a spot on the cast and very talented. Claudio Santamaria goes down well in the hero’s role in the case of Roman-style, shady and partly bungler. continues on

Al cinema: Lo chiamavano Jeeg Robot

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

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