40) Fuocoammare

fuocoammare

Il biglietto d’acquistare per “Fuocoammare “ è: 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Fuocoammare” è un documentario del 2016 scritto, diretto e prodotto da Gianfranco Rosi con Samuele Caruana e Pietro Bartolo.

Bellezza e orrore possono coesistere? Sareste, ovviamente, pronti d’istinto a rispondere di no con forza e convinzione. Invece, questa coabitazione di opposte sensazioni avviene drammaticamente e puntualmente nell’isola di Lampedusa .
Lampedusa è sole, mare, paesaggi naturali incredibili, pesca, ma è anche il luogo, dove quasi ogni giorno arrivano barche della speranza cariche di uomini, donne e bambini provenienti dall’Africa.
Quante volte abbiamo guardato alla TV, con orrore e il cuore in tumulto, le immagini di morte e disperazione provenienti da Lampedusa?
È difficile dimenticare i volti spauriti, sofferenti e disperati dei naufraghi che hanno sfidato la morte pur di scappare dalla guerra e dalla povertà presenti nel loro paese d’origine alla ricerca della speranza di una vita migliore in Europa.
Quanti sacchi neri allineati contenenti corpi di bambini e donne siamo stati costretti a contare come amari ragionieri? Tanti, troppi e sembrano destinati a essere un numero infinto.
Gianfranco Rosi, con il suo toccante e potente documentario presentato ieri mattina al Festival di Berlino nella sezione “Competition”, mostra allo spettatore l’isola di Lampedusa e i suoi abitanti da una diversa prospettiva, facendo loro vivere la quotidianità e normalità di luogo che allo stesso conosce la tragica straordinarietà di un disastro umanitario.
Rosi, usando uno stile semplice ed essenziale ma incisivo, alterna scene di vita spensierata come può essere quella di Samuele, bambino di dodici anni, divisa tra i compiti di scuola e il divertirsi con gli amici a giocare con la fionda o ad ascoltare i vecchi aneddoti di mare dalla nonna. Oppure come la simpatica zia Maria che, tra una faccenda di casa e l’altra, trova il tempo di chiamare la radio locale gestita da Pippo per richiedere una canzone per il marito pescatore. Lo spettatore rimane ammirato dai colori vivi, dal sole e dal fascino del mare che è il vero motore economico del paese attravereso il turismo ma, nella scena successiva, piomba nella cruda e triste realtà degli sbarchi, osservando l’opera di salvataggio e soccorso dei coraggiosi e professionali uomini della guardia costiera. Gli interventi avvengono, spesso, in mare aperto e la telecamera di Rosi segue con rispetto e compostezza i momenti più drammatici e intensi, facendo sentire lo spettatore come se fosse davvero accanto ai soccorritori, osservando con sgomento i corpi accatastati, come bestie, degli immigrati. E se le sole immagini sarebbero sufficienti per indurre ad amare riflessioni, ecco aggiungersi le parole e i racconti di Pietro Bartolo, medico di Lampedusa che, come un consumato ed esperto attore, rivolgendosi alla telecamera scuote il cuore e l’animo dello spettatore con i suoi toccanti aneddoti di uomo e di professionista che, dal 1991, ha scelto di occuparsi del problema dei rifugiati.
Gianfranco Rosi ha affermato in conferenza stampa che non è solito fare film politici, ciononostante questo documentario possiede una forte e potente valenza politica avendo come missione il compito di scuotere le coscienze e di accendere un faro sulle realtà di Lampedusa.
Un documentario che sicuramente non lascia indifferente dal punto di vista emotivo e, nello stesso tempo, ha una forza cinematografica di rilievo grazie ai personaggi scelti per raccontare la quotidianità e umanità Lampedusa. Lo spettatore ride con il giovane Samuele e si commuove ascoltando Pietro Bartolo. I limiti di “Fuocoammare” consistono, probabilmente, in un’eccessiva lunghezza, si nota una certa libertà narrativa, come lo stesso Rosi ha ammesso, è solito girare senza alcuno schema e programma, non a caso il documentario è stato completato solamente due settimane fa. continua su

http://www.mygenerationweb.it/201602142919/articoli/palcoscenico/cinema/2919-berlinale-2016-fuocoammare-bellezza-e-orrore-a-lampedusa

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “Fuocoammare” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

“Fuocoammare” is a 2016 documentary film written, directed and produced by Gianfranco Rosi with Samuel Caruana and Peter Bartolo.

Beauty and horror can coexist? You would, of course, instinctively ready to say no with force and conviction. Instead, this cohabitation of opposing sensations happens dramatically and on time in the island of Lampedusa.
Lampedusa is sun, sea, incredible natural landscapes, fishing, but it is also the place where almost every day brings hope of boats full of men, women and children from Africa.
How many times have we looked at the TV, with horror and heart pounding, images of death and despair from Lampedusa?
It’s hard to forget the faces frightened, suffering and despair of the survivors who have defied death to escape war and poverty present in their country of origin in search of hope for a better life in Europe.
How many blacks lined bags containing bodies of children and women have been forced to rely as bitter accountants? Too many, and look set to be a infinto number.
Gianfranco Rosi, with his poignant and powerful documentary presented yesterday morning at the Berlin Festival in the “Competition”, shows the viewer the island of Lampedusa and its inhabitants from a different perspective, making them live the everyday life and normality of the place that himself knows the extraordinary nature of a tragic humanitarian disaster.
Rosi, using a simple and essential style but incisive, alternating scenes of carefree life can be like that of Samuel, child of twelve, divided between homework and play with friends to play with the slingshot or listen to old sea ​​anecdotes from her grandmother. Or as a sympathetic aunt Mary who, between housework and the other, finds time to call the local radio station run by Pippo to request a song for the fisherman husband. The viewer remains admired by the vivid colors, the sun and the charm of the sea that is the true economic engine of the country attravereso tourism but, in the next scene, falls in crude and sad reality of landings, observing the work of rescue and relief of brave and professional men of the coast guard. Interventions are often offshore and Rosi camera follows with respect and composure of the most dramatic moments and intense, making the audience feel as if it was really close to the rescuers, noting with dismay the stacked bodies, like animals, of immigrants . And if the only images would be sufficient to lead to bitter reflections, here is added the words and the stories of Peter Bartolo, doctor of Lampedusa, as a consummate actor and expert, addressing the camera shakes the heart and soul of the viewer with its touching anecdotes of men and professional that, since 1991, has chosen to deal with the refugee problem.
Gianfranco Rosi said in a press conference that it is not usually make political films, yet this documentary has a strong and powerful political value having as its mission the task of shaking consciences and to turn on a light on the realities of Lampedusa.
A documentary that definitely is something that touches the emotional point of view and at the same time, a prominent film strength due to the characters chosen to tell the everyday life and humanity Lampedusa. The spectator laughing with the young Samuel and is moved by listening Pietro Bartolo. The limits of “Fuocoammare” consist probably in too long, there is a certain freedom narrative, as the same Rosi admitted, is usually run without any schema and program, not surprisingly, the documentary was only completed two weeks does. continues on

http://www.mygenerationweb.it/201602142919/articoli/palcoscenico/cinema/2919-berlinale-2016-fuocoammare-bellezza-e-orrore-a-lampedusa

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

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