39) Hedi -MidnightSpecial – Boris senza Beatrice

Hedi

La seconda giornata del Festival di Berlino è stata un inno alle diverse sfumature dell’amore o, se volete, all’idea che la ricerca della felicità passi dal vivere davvero tale complesso e contraddittorio sentimento. La giornata è iniziata con la proiezione del film tunisino in concorso “Hedi”, in cui lo spettatore può apprezzare il cambiamento della Tunisia in seguito alla “Primavera Araba” come soprattutto vivano adesso i giovani arabi. L’occhio della telecamera, in particolare, è puntato sul venticinquenne Hedi, agente di vendita della Peugeot che, sebbene prossimo alle nozze, vive ancora in casa con la soffocante e petulante madre, schiacciato dall’ombra del bravo e talentuoso fratello maggiore che abita all’estero. Hedi, se vogliamo definirlo, è un bamboccione tunisino apatico, in apparenza non ha sogni né prospettive. La sua vita è già scritta senza che lui abbia né la forza né il desiderio di intervenire. Questa vita senza sussulti e brividi cambia improvvisamente quando Hedi conosce la bella danzatrice Rim durante una sera in un albergo. Hedi è subito colpito dallo spirito libero della ragazza e, per la prima volta nella sua vita, decide di seguire l’istinto iniziando una breve e intesa storia d’amore. La scelta di Hedi provoca inevitabili reazioni nella sua famiglia e soprattutto in sua madre, ben poco disposta ad accettare l’intraprendenza del figlio. Il film, seppure di taglio televisivo, presenta una discreta freschezza narrativa e uno stile registico che porta lo spettatore a incuriosirsi per la storia e in qualche modo a tifare per la voglia di libertà del protagonista. Il testo è ben scritto, semplice, magari con qualche caduta di ritmo e di forza narrativa nella parte centrale della storia, riuscendo comunque a regalare un discreto pathos narrativo. È apprezzabile sul piano recitativo ed emozionale la perfomance di Majd Mastoura nel ruolo di Hedi. Il finale, non scontato, pone allo spettatore l’interrogativo se sia più vincolante e forte l’amore per una donna o quello nei confronti di una madre e si sorride pensando a come in tale dubbio valga anche in Tunisia, nonostante la rivoluzione culturale. Per “Hedi” il biglietto d’acquistare è: Di pomeriggio.

midnightspecial

termine della proiezione, oltre alla certezza che per codesta visiIl secondo film visto nella giornata e sempre nella categoria “Concorso” è stato “Midnight Special” di Jeff Nichols con Michael Shannon, Joel Edgerton, Kristen Dunst e Adam Driver. Un cast di stelle per una “super cazzola stellare”. Non voglio usare ricercati giri di parola per commentare un film che, sicuramente, quando lo vedrete nelle sale italiane griderete al capolavoro, ma visto qui in anteprima a Berlino ha lasciato nel pubblico più di una perplessità. Jeff Nichlos ha voluto rischiare, puntando a mescolare più temi e volendo creare un’atmosfera e tensione narrativa atipica per il classico genere fantasy. Questa sua legittima ambizione autoriale l’ha portato a mettere in scena un “papocchio” narrativo che è difficile da collocare, che contemporaneamente strizza l’occhio al New age, al misticismo e al mondo degli alieni. Il testo racconta l’amore di un padre (Shannon) e di una madre (Dunst) che sono disposti a qualsiasi sacrificio e rinuncia pur di tutelare e vedere in salute il loro unico figlio di otto anni Roy. Accettando anche che il figlio sia inspiegabilmente di un altro mondo e che debba dunque ritornare tra i suoi simili. Racconta l’amore di Lucas (Edgerton), che decide di fidarsi e di aiutare il vecchio amico nella sua drammatica fuga, on the road, lungo l’America. Non mancano figure maldestre e borderline da Fbi da film e misteriosi e pericolosi adepti di oscure sette, disposti a tutto pur di mettere le mani su Roy che tanto ci hanno ricordato il protagonista di “Uno sceriffo extra terrestre” con Bud Spencer, quello sì un vero cult. “Midnight special” presenta un testo nel complesso contorto, poco chiaro e incapace di attrarre e incuriosire lo spettatore e una regia creativa, ma troppo autoreferenziale.Un film che di speciale ha il mal di testa che è sopraggiunto allo spettatore al termine della proiezione, oltre alla certezza che per codesta visione il biglietto è ‘neanche regalato

boris senza beatrice

Infine, il terzo e ultimo film della giornata, sempre nella categoria “Concorso”, è stato il francese “Boris senza Beatrice” di Denis Cotè, in cui il pubblico fa la conoscenza di Boris Malinosky, uomo apparentemente di successo, arrogante e spavaldo, ma con una vita privata difficile a causa della depressione che ha colpito da qualche tempo l’amata moglie Beatrice. Boris però è anche un donnaiolo impenitente, ha una bella amante con cui trascorre delle piacevoli e passionali nottate e ciononostante non esita a sedurre anche la giovane infermiera della moglie. Il film parte da un’idea originale mettendo sulla bilancia e soppesando, da una parte il gretto egoismo di uomo, dall’altra i doveri verso la propria compagna e famiglia. L’autore si sforza, con discreta abilità, di mostrare il dubbio etico che deve affrontare il protagonista rappresentando, in maniera originale , i suoi dubbi sotto forma di personaggi allegorici e surreali con cui hanno inizio dei dialoghi alla lunga sfiancati e logorroici sui massimi sistemi. James Hyndman piace e convince nel ruolo di Boris, fornendo prova di personalità e carisma e soprattutto rivelando una forte presenza scenica e fisica. continua su

http://www.mygenerationweb.it/201602132918/articoli/palcoscenico/cinema/2918-berlinale-2016-le-declinazioni-dell-amore-in-tre-film

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The second day of the Berlin Festival was a hymn to the different shades of love, or, if you will, the idea that the pursuit of happiness steps from living really that complex and contradictory feelings. The day began with the screening of the Tunisian films in competition “Hedi”, in which the viewer can appreciate the change in Tunisia following the “Arab Spring” as a particularly live now the young Arabs. The eye of the camera, in particular, it is pointed at twenty-five Hedi, the Peugeot sales agent that although next to the wedding, still lives at home with his stuffy and arrogant mother, crushed by the shadow of the brave and talented older brother who lives abroad. Hedi, if we want to call it, is a big baby Tunisian apathetic, apparently has no dreams or prospects. His life is already written without him has neither the strength nor the desire to take action. This life without tremors and chills suddenly changes when he meets the beautiful dancer Hedi Rim during one night in a hotel. Hedi is immediately struck free-spirited girl, and, for the first time in his life, he decides to follow your instincts starting a short, understanding love story. The choice of Hedi causes inevitable reactions in his family and especially his mother, little disposed to accept the initiative of the child. The film, although television cut, has a good freshness and one narrative directorial style that makes the viewer curious for the history and somehow rooting for the desire for freedom of the protagonist. The text is well written, simple, perhaps with some falls of rhythm and narrative force in the central part of the story while managing to give a discrete narrative pathos. It is valuable in terms recitative and the emotional performances of Majd Mastoura in the role of Hedi. The final, non-obvious, puts the viewer the question whether it is more binding and strong love for a woman or that against a mother and you smile thinking about how in such a doubt also the case in Tunisia, despite the cultural revolution. For “Hedi” the ticket of purchase is: the afternoon.
The second film seen in the day and always in the category “Competition” was “Midnight Special” Jeff Nichols Michael Shannon, Joel Edgerton, Kristen Dunst and Adam Driver. An all-star cast for a “super cazzola stellar.” I do not want to use Searches turns of speech to comment on a film that, surely, when you see it you will cry out in Italian masterpiece salt, but since he left here in the audience more of a puzzlement premiere in Berlin. Jeff Nichlos wanted to risk, aiming to mix themes and wanting to create atmosphere and tension atypical narrative for the classic fantasy genre. This authorial his legitimate ambition led him to stage a “Papocchia” narrative that is hard to place, which simultaneously gives a nod to the New age, the mysticism and alien world. the text recounts the love of a father (Shannon) and a mother (Dunst) who are willing to make any sacrifice and renunciation in order to protect health and see their only child eight years old Roy. even accepting that the child is inexplicably from another world and should, therefore, come back among his fellows. Lucas tells of the love (Edgerton), who decides to trust and help his old friend in his dramatic escape, on the road along America. Do not miss clumsy figures and borderline by FBI from movies and mysterious and dangerous seven adepts of dark, willing to do anything to get their hands on Roy reminded us that both the protagonist of “One extra terrestrial Sheriff” with Bud Spencer, that yes a real cult. “Midnight Special” presents a complex text in the convoluted, unclear and unable to attract and intrigue the viewer and a creative director, but too self. A film that has special headaches that Came To the audience after the screening, as well as the certainty that MISUSE vision for the ticket is’ not even given
Finally, the third and final film of the day, always in the category “Competition,” was the French “no Boris Beatrice” by Denis Cotè, in which the audience is introduced to Boris Malinosky man apparently successful, arrogant and defiant, but with a difficult private life because of depression that hit some time the beloved wife Beatrice. But Boris is also an incorrigible womanizer, has a beautiful mistress with whom he spent some pleasant and passionate nights and yet does not hesitate to seduce the young nurse wife. The film starts from an original idea by putting on the scales and weighing, on the one hand the narrow self-interest of man, the other duties towards their partner and family. The author strives, with reasonable skill, to show the ethical question that faces the star representing, in an original way, his doubts in the form of allegorical and surreal characters to begin the dialogue on long-winded and exhausted on the Two Chief World Systems . James Hyndman like and convincing in the role of Boris, providing evidence of personality and charisma and above all showing a strong stage presence and physical. continues on

http://www.mygenerationweb.it/201602132918/articoli/palcoscenico/cinema/2918-berlinale-2016-le-declinazioni-dell-amore-in-tre-film

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

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