38) Ave Cesare

Ave Cesare

Il biglietto d’acquistare per “Ave Cesare” è : 1)Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

È di nuovo tempo per il vostro inviato speciale di fare le valigie affrontando il fascino e le difficoltà di un Festival, stavolta nella giovane e frizzante Berlino. Le difficoltà nascono, ovviamente, dal mio essere diversamente ignorante, avendo un rapporto assai complicato con le lingue straniere. Ciò però non mi ha mai fermato ed eccomi a raccontare la prima giornata del Festival, con la mattinata con la conferenza stampa di presentazione della giuria guidata dalla carismatica Meryl Streep, che ormai i media tedeschi chiamano “Mr President”. La Streep, alla sua prima esperienza come Presidente di Giuria, si è detta onorata di svolgere questo incarico e certa di poter vedere e giudicare degli ottimi film. Come sapete, l’attrice Alba Rohrwacher rappresenta il nostro paese nella giuria e, anche se ha preferito assumere un profilo silenzioso in conferenza, ci auguriamo possa farsi valere durante il dibattito tra i giurati. Tra poche ore Berlino accoglierà sul red carpet i fratelli Coen, George Clooney, Josh Brolin, Channing Tatum e Tilda Swinton per la “Première” europea di ”Ave Cesare”. I film dei fratelli Coen o si amano o si odiano, essendo difficile mantenere una posizione intermedia. I geniali fratelli da anni portano avanti, con grande successo, la loro idea di fare cinema e, soprattutto, di raccontare storie con un tipo di scrittura particolare, articolata e ricca di spunti allegorici che però non sempre sono di facile comprensione per il pubblico medio. La filmografia dei Coen varia, senza timore, dalla commedia al dramma per toccare il grottesco e il non sense. Ebbene, “Ave Cesare” è in qualche modo una sorta di manifesto artistico – politico dei due autori americani, perché contiene elementi di commedia pura e di non sense mescolati a un’ironia felpata e comunque pungente sulla società e mentalità americana degli anni ’50. Un’epoca in cui la caccia alle streghe si era trasformata nella delazione dei comunisti, assai presenti a Hollywood e costretti a guardarsi le spalle. Era una Hollywood degli anni d’oro in cui si producevano grandi film e i produttori esecutivi avevano, l’ingrato e complesso compito, di occuparsi di ogni cosa e tenere testa ai capricci di ogni singolo attore. Cosi lo spettatore fin dalla prima scena fa la conoscenza del produttore Eddie Mannix (Brolin) e del suo modo di affrontare i molteplici problemi che si presentano durante il giorno nei diversi set della produzione Capitol. Si passa da Baird Whitlock (Clooney), stralunato attore rapito da una misteriosa organizzazione mentre sta interpretando un tribuno romano, all’isterico regista Laurence Laurentz (Fiennes) alle prese con un attore di modesto talento come Hobie Doyle, o una gravidanza imprevista di DeeAnna Moran (Johansson), giovane e promettente attrice. Lo spettatore osserva divertito e incuriosito il film dentro un film, apprezzando la vita di set e come siano costruite e girate le scene, che non sono altro che degli omaggi al cinema che fu. È invece meno convincente e più confuso l’elemento politico in cui, sebbene Clooney sfoderi una perfomance di cuore e talento, diventa nel complesso meno brillante e incisivo. Il testo è comunque ben scritto, brioso, sagace e irriverente e molti dei dialoghi, ben interpretati dal cast, sono davvero esilaranti. La regia è uno dei punti di forza del film essendo ricca, colorata, ispirata, creativa e, nello stesso tempo solida, esperta e lineare nella conduzione del film, anche se non sempre ritmo e pathos narrativo restano costanti. continua su

http://www.mygenerationweb.it/201602122915/articoli/palcoscenico/cinema/2915-anteprima-dalla-berlinale-i-fratelli-coen-e-l-amore-per-il-cinema-in-ave-cesare

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “Hail Caesar” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

It’s time again for your special envoy to pack facing the charm and the difficulties of a festival, this time in the young and lively Berlin. The hard part, of course, from my being otherwise ignorant, having a very complicated relationship with foreign languages. This, however, has never stopped me and here I am to tell the first day of the Festival, with the morning with the press conference to present the jury headed by the charismatic Meryl Streep, which the German media now call “Mr. President”. Streep, at his first experience as President of the Jury, said she was honored to carry out this task and certain of being able to see and judge of the excellent film. As you know, the actress Alba Rohrwacher represents our country in the jury and, although he preferred to hire a silent profile in the conference, we hope to assert themselves in the debate among the jurors. Berlin in a few hours on the red carpet welcome the brothers Coen, George Clooney, Josh Brolin, Channing Tatum and Tilda Swinton for “European Premiere” of “Hail Caesar”. The films of the Coen brothers or you either love or hate, being difficult to maintain an intermediate position. The genius brothers carry on for years, with great success, their idea of ​​making films and, above all, to tell stories with a particular type of writing, articulate and full of allegorical ideas but not always easily understood by the average public . The filmography of Coen varies, without fear, from comedy to drama to touch the grotesque and the non sense. Well, “Hail Caesar” is somehow a kind of artistic manifesto – political of the two American authors, because it contains elements of pure comedy and nonsense mixed with irony sweatshirt and still stinging on society and the American mentality of the ’50s . A time when the witch hunt had turned into informers of the communist, very present in Hollywood and forced to watch their backs. It was a Hollywood of the golden years that produced great movies, and executive producers had, the thankless and complex task to take care of everything and keep up with the whims of each individual actor. So the viewer from the first scene he met producer Eddie Mannix (Brolin) and his way of dealing with the many problems that occur during the day in the various production in September Capitol. It goes from Baird Whitlock (Clooney), wild-eyed actor kidnapped by a mysterious organization and is playing a Roman tribune, all’isterico director Laurence Laurentz (Fiennes) struggling with a modest talent as an actor Hobie Doyle, or an unplanned pregnancy DeeAnna Moran (Johansson), a young and promising actress. The viewer looks amused and intrigued the film within a film, appreciating the life of the set and how they are built and filmed scenes, which are nothing more than homages to cinema that was. It is rather less convincing and more confused the political element in which, although Clooney sfoderi a heart performance and talent, becomes the whole less brilliant and incisive. The text is well written, lively, witty, irreverent and many of the dialogues, well interpreted by the cast, are really hilarious. The director is one of the strength of the film being rich points, colored, inspired, creative and at the same time solid, experienced and linear in the film’s run, though not always rhythm and narrative pathos remain constant. continues on

http://www.mygenerationweb.it/201602122915/articoli/palcoscenico/cinema/2915-anteprima-dalla-berlinale-i-fratelli-coen-e-l-amore-per-il-cinema-in-ave-cesare

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.htm

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