35) The end of The Tour

The end of the Tour

Il biglietto d’acquistare per “The End of the Tour” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Omaggio; 5)Sempre.

Un film di James Ponsoldt. Con Jason Segel, Jesse Eisenberg, Anna Chlumsky, Mamie Gummer, Joan Cusack. Biografico, 106′. 2015

Tratto dal romanzo del giornalista David Lipsky “Come diventare se stessi”

Essere fan di un calciatore, di una rockstar, di un attore è relativamente semplice. Voler sapere tutto di un personaggi di questo tipo ci viene quasi naturale, così come pensare di seguirlo nei tour o negli eventi pubblici.

Ma si può essere fan allo stesso modo di uno scrittore? La sua vita è altrettanto interessante da seguire? E può incuriosire il lettore di una rivista, un pezzo sulla vita e sui gusti di di un autore? La risposta è che, prima di tutto, molto dipende dallo scrittore in questione e soprattutto dal giornalista che ne scrive.

Nell’inverno del 1996 il giovane reporter di “Rolling Stones” e aspirante scrittore David Lipsky (Eisenberg) propose al suo direttore di scrivere un pezzo su David Foster Wallace (Segel), autore del best-seller “Infinte Jest” e in quel periodo in giro per un tour promozionale.

Il film di James Ponsoldt, però, inizia nel presente, quando un commosso e adulto Lipsky riceve la notizia del suicidio di Wallace, e riascolta i nastri dell’intervista realizzata anni prima.

Il Lipsky del 1996 è incuriosito dallo scrittore Wallace, ma vuole conoscere meglio anche l’uomo e per questo decide di seguirlo nell’ultima tappa del suo tour, per scrivere poi un pezzo degno di nota.

Fin da subito, però, il rapporto tra i due supera quello intervistatore-intervistato, configurandosi come un confronto sincero tra due uomini diversi, ma allo stesso tempo legati dalla passione per la scrittura.

“The end of tour” può esser descritto come un “road movie della parola”, perché i due protagonisti, fatta eccezione per alcune scene condivise con altri attori, sono sempre soli e non smettano mai di parlare, punzecchiarsi e confrontarsi. Lo spettatore segue passo passo l’evoluzione del loro rapporto, in cui si alterano momenti di intimità e amicizia ad altri di freddezza e distanza.

Il film è costruito sulla parola, e funziona grazie a una sceneggiatura solida e a dialoghi vivaci e freschi, esaltati dalle ottime performance degli attori. Le criticità strutturali nascono perché questo flusso ininterrotto di frasi porta il film ad avere sì un respiro teatrale, ma troppo statico e privo di profondità. Le parole non si estendono nell’aria, rimanendo sopra le teste degli attori. Il dialogo, anche se fitto e ricco di contenuti, alla lunga stanca chi guarda. continua su

Al cinema: The end of the tour

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano : Essere Melvin

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase to “the end of the tour” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Tribute; 5) Always.

A James Ponsoldt film. With Jason Segel, Jesse Eisenberg, Anna Chlumsky, Mamie Gummer, Joan Cusack. Biographical, 106 ‘. 2015

Adapted from the novel by journalist David Lipsky “How to become oneself”

Being a fan of a football player, a rock star, an actor is relatively simple. Want to know everything about a character like this, there is almost natural, as well as think to follow the tour or in public events.

But you can be a fan of the same way as a writer? Her life is just as interesting to follow? It may intrigue the reader of a magazine, a piece on the life and tastes of an author? The answer is that, first of all, a lot depends on the writer in question, and especially from the journalist writes.

In the winter of 1996, the young reporter of “Rolling Stones” and aspiring writer David Lipsky (Eisenberg) proposed to his director to write a piece about David Foster Wallace (Segel), author of the bestseller “infinte Jest” and at that time around for a promotional tour.

The James Ponsoldt film, however, begins in the present, when a moved and Lipsky adult receives the news of Wallace’s suicide, and listen again to the interview tapes made years before.

The Lipsky 1996 is intrigued by Wallace writer, but he wants to better know the man and why he decided to follow him in the last leg of his tour, and then write a piece worthy of note.

Right from the start, however, the relationship between the two exceeds the interviewer-interviewee, creating an honest comparison between two different men, but at the same time connected by a passion for writing.

“The end of tour” can be described as a “road movie of the word”, because the two protagonists, except for some scenes shared with other actors, are always alone and never stop talking, teasing and confront. The spectator follows step by step the evolution of their relationship, which alter moments of intimacy and friendship to others of coldness and distance.

The film is built on the word, and it works thanks to a solid script and a vibrant and fresh dialogue, enhanced by the excellent performances of the actors. Structural issues arise because this uninterrupted flow of phrases brings the film to have a theatrical breath yes, but too static and lacking in depth. The words do not extend into the air, remaining above the actors’ heads. The dialogue, though dense and rich in content, the long weary beholder. continues on

Al cinema: The end of the tour

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature: Being Melvin

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...