29) Cabala

Cabala

“Cabala” è uno spettacolo teatrale ideato e diretto da Caterina Gramaglia e Rosa Morelli, Con Edú Nofri (poli strumentista) Video : carolina Ielardi Fonica e luci: Martin Palma, con Caterina Gramaglia e Edu Nofri
La Trilogia della Memoria composta dagli spettacoli: Cabala, White Room e Le Lacrime della Memoria di e con Caterina Gramaglia saranno in scena fino al 7 Febbraio al Teatro Spazio Uno di Roma

La Cabala è l’insieme degli insegnamenti esoterici e mistici propri dell’ebraismo; in questo nuovo allestimento, partendo da un primo studio della Cabala, del suo significato semantico e codici, Caterina Gramaglia sul palco insieme a Edù Nofri, esplora le sue radici, mettendo in luce l’evento, tragico, che ha riscritto la storia della comunità ebraica romana: 16 ottobre 1943, data del rastrellamento del ghetto. Attraverso parole, musica e immagini, si animano le Sefirot (dall’ebraico סְפִירָה “enumerare”) riconoscibili come sfere dell’albero della Cabala. Raphael Volterra, otto anni, è il narratore dei tristi fatti di quel giorno di settantadue anni fa.

Questa è la sinossi di “Cabala”, che gentilmente l’amica Caterina mi ha fatto leggere qualche settimana fa, annunciandomi il suo nuovo lavoro teatrale.
Confesso che all’inzio ho avuto un momento di smarrimento e perplessità, dovuto al fatto, di” essere diversamente ignorante”, non conoscendo cosa fosse la “Cabala” e in più generale ignorando del tutto la cultura e usanze ebraiche.
Essendo però un convinto estimatore dell’artista Gramaglia e, avendola apprezzata e seguita in giro per l’Italia negli ultimi due anni, così ieri sera sono andato comunque a vedere il suo spettacolo.
“Cabala, ” che se sulla carta potrebbe intimorire l’uomo della strada, è invece uno spettacolo intenso, vibrante ed emozionante fin dalle prime battute in cui le autrici mescolano con sapienza e bravura testi sacri, tradizione e il ricordo tragico del rastrellamento degli ebrei di Roma del 1943, realizzando una visione d’insieme intensa senza mai essere pesante o per pochi.
Caterina Gramaglia, accompagnata in maniera magistrale e toccante dalla musica di Nofri, fornisce prova della sua poliedricità, sensibilità e umanità, interpretando diversi personaggi tutti accomunati da una parte dalla paura e dall’altra sorretti della loro fede.
Lo spettatore entra fin da subito in sintonia con l’atmosfera e il clima dello show, coinvolto ed emozionato dai monologhi toccanti e profondi che non possono lasciare indifferenti.
E’ armoniosa e azzeccata la combinazione tra la poetica della parola e la magia della musica regolata con i giusti tempi e ritmi, creando a un pathos intenso e partecipato.
La messa in scena è di ottimo livello, convincente e in linea con un testo ben scritto e curato in ogni dettaglio.
L’allestimento scenico nella sua semplicità è comunque adeguato e in tono contribuendo a rendere lo spettacolo interessante anche dal punto di vista visivo.
L’uomo durante la seconda guerra mondiale ha dimenticato cosa fossero la razionalità e la compassione, ma ciò non fermò la speranza e la fede in Dio del popolo ebraico chiamato alla prova più difficile di sempre. Vedere “Cabala” è un ottimo modo per ricordare e riflettere sul nostro passato e soprattutto per non ripetere l’orrore che fu.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

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