23) Aspettando…. The X-Files

x files

Aspettando  stasera su Fox  il ritorno di  X-Files, evento televisivo dell’anno,il nostro amico e fan Polifemo  fa il punto della situazione.

X-Files: dove eravamo rimasti?

Secondo la mia personale memoria ricordavo che l’ultima puntata dell’ultima stagione di X-Files coincidesse con la vittoria dell’ultimo scudetto della A.S. Roma, cioè il 17 giugno 2001. In realtà mi sbagliavo poiché l’ultima puntata, “The Truth parte seconda”, è stata trasmessa esattamente un anno dopo. Probabilmente ho fatto un’associazione freudiana di scenari impossibili tra complotti e scudetti. Ma torniamo in sella all’argomento. L’idea di riesumare la coppia di agenti dell’F.B.I., Dana Scully e Fox Mulder, potrebbe sembrare una mera operazione commerciale: ma facciamo un necessario riesumè – per restare in tema… – della serie.
Wikipeggiando si scopre che The X-Files – cioè il titolo originale della serie – è nata da una idea da Chris Carter, regista e sceneggiatore statunitense sessantino, che ha anche la paternità della serie Millennium. X-Files è stata trasmessa dalla Fox tra il 1993 e il 2002. In Italia ne dobbiamo la conoscenza grazie a Italia 1 che la ha trasmessa dapprima in seconda serata e poi, notando il crescente successo di pubblico, in prime time la domenica sera.
La serie è partita un poco in sordina. Episodi narrativamente autoconclusivi, con temi ricorrenti al limite del mitologico ma comunque basati su una tecnica di racconto molto yankee sia per i luoghi dove gli episodi si svolgono che per i soggetti verso i quali i due investigatori devono indagare.
Le particolarità della serie sono diverse. La prima è il fatto che i protagonisti sono due agenti dell’F.B.I., l’ente che indaga in tutto il territorio nazionale: ciò permette ai due di poter svariare per tutti gli Stati Uniti a piè di lista. Poi, il fatto di mettere insieme un uomo e una donna completamente diversi per carattere, famiglia di provenienza, studi formativi nonché per “appetiti” culturali. Questo è un trucco narrativo per poter tagliare alcuni passaggi noiosi e mantenere le tecniche di indagine più snelle, come in CSI, dove si conosce la proprietà del DNA di un capello sulla scena del delitto un’ora dopo il suo ritrovamento. Lui, Fox Mulder, è un geniaccio sognatore, con una sindrome da complotto che se lo porta via. Figlio di uno scienziato dal passato torbido (scopriremo più avanti) e di una madre “allegra” (anche qui lo si saprà dopo…), Mulder ha assistito al rapimento della sorella da parte di alieni e ciò lo pone in modo molto positivo verso l’idea dell’esistenza degli extraterrestri: “Voglio credere” è il manifesto con relativo UFO (per i digiuni dell’argomento è l’acronimo in inglese di Oggetti Volanti Non Identificati) che campeggia nella sua stanza fantozziana – cioè nel sottoscala – della sede dell’F.B.I. dove ha la sua base. Scully – tra loro si chiamano rigorosamente per cognome, come noi facevamo a scuola… – è, invece, la figlia di un ufficiale di marina tutto di un pezzo. Laureata brillantemente in medicina, ha una sorella (che morirà al posto suo in una celebre puntata) ed è istruttore dell’F.B.I. a Quantico. Noi telespettatori sappiamo subito che lei ha ricevuto l’ordine di investigare, allo scopo di invalidarne i risultati, su un progetto non ufficiale denominato X-Files, una sorta di “mucchio selvaggio” di misteriosi e irrisolti casi ai quali il Bureau non è riuscito a dare concrete spiegazioni. Titolare di questi casi è il nostro Fox che fin dalle prime battute ci sembra un poco fissato con tutto quello che non sembra trovare spiegazioni logiche e concrete.
In realtà, la serie ha una sottotrama che vive in forma alternativa e pian piano prende forza con diversi personaggi di contorno che porteranno X-Files verso un successo planetario. Gola Profonda, l’Uomo Che Fuma, i Lone Gunmen, il Vice Direttore Walter Skinner, Mr. X e altri personaggi ancora, ambigui oppure cattivissimi, intelligentissimi oppure onestissimi, senza tacere di loro, gli omini verdi, subdoli e spietati. Già, perché alla fine tutta X-Files è finalizzata allo sviluppo di una trama che racconta un complotto per consentire una prossima invasione di una razza aliena grazie anche al concorso di un gruppo di umani infiltrati nel cuore di diversi governi mondiali. Il sistema è semplice: gli extraterrestri hanno sviluppato una generazione di ibridi umano-alieni e anche una sorta di batterio ambivalente, virus mortale per tutti ma vaccino per i suddetti potenti (e relative famiglie…). In tal modo lo sterminio di gran parte della razza umana – con pochi sopravvissuti pronti a servirli – consentirà una comoda e riuscita invasione agli omini verdi.
Le stagioni si susseguono con immutato successo. Al termine della quinta stagione viene inserito un vero e proprio film, X-Files – Il Film, che ha lo scopo di far conoscere a un pubblico più ampio la serie e portare più avanti la serie stessa nella teoria del complotto con un tempo minore delle consuete 24 puntate che, normalmente, formano la stagione completa. Dalla sesta alla nona stagione è tutto un susseguirsi di colpi di scena, doppi e tripli giochi, morti improvvise e riapparizioni da infarto! Ma X-Files finisce male, o meglio, in maniera velatamente incompiuta poiché si viene a sapere che: gli Alieni invaderanno la Terra il 22 dicembre 2012; nessuno si potrà opporre; che il governo-ombra non è sconfitto e che per i due agenti la vita non sarà mai semplice, anzi. Ma Mulder, che è un ottimista, prima del buio dice a Scully che “Si può ancora sperare…”. Fox, praticamente un romanista!
To be continued…

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