269) Il Ponte delle Spie

il ponte delle spie

Il biglietto d’acquistare per “Il Ponte delle Spie” è: 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“ Il Ponte delle Spie” è un film del 2015 diretto da Steven Spielberg, scritto da Matt Charman, Joel ed Ethan Coen, con: Tom Hanks, Mark Rylance, Austin Stowell.

Alzi la mano chi non sostiene che l’avvocato sia uno dei mestieri più infami del mondo.
L’uomo della strada forse può perdonare un assassino, ma un avvocato mai!
Nonostante il talento letterario di John Grisham nel nostro immaginario l’avvocato è un essere infimo e avido da cui stare lontano il più possibile.
Eppure Steven Spielberg sull’argomento ha un’idea diversa, e come ogni genio ha deciso di andare controcorrente e di fare un film, tratto da una storia vera, ambientato in piena Guerra Fredda dove non mancano spie, controspionaggio e delicati equilibri geopolitici affidando il ruolo di eroe a un avvocato. Sì, avete capito bene un avvocato assicurativo di nome James Donovan di Brooklyn (Tom Hanks) che si trova tra le mani il caso di una spia russa, Rudolf Abel (Rylance), beccata in flagrante di reato dalla Cia e sottoposta a un processo sommario.
Donovan però oltre essere una brava persona è un uomo di legge. Per questo accettando di difendere Abel decide di farlo al meglio delle proprie possibilità e soprattutto di garantirgli un equo processo e che siano garantiti i suoi diritti.
Un’impresa impossibile essendo nel 1957 in piena Guerra Fredda dove i sovietici sono visti solo dall’opinione pubblica americana come nemici da mandare sulla sedia elettrica.
Donovan si rivela un osso duro non solo nelle aule di tribunale, ma soprattutto nei palazzi del potere riuscendo a far commutare la sentenza di morte di Abel in pena carceraria convinto che alla fine il prigioniero possa essere utile agli Stati Uniti.
Una convinzione che si rivela esatta quando poco tempo dopo un aereo spia Usa è abbattuto in Urss e il pilota fatto, a sua volta, prigioniero.
Donovan è così incaricato”informalmente” dalla Cia di diventare il mediatore tra le due super potenze per lo scambio dei prigionieri in Germania Est.
L’abilità, furbizia e integrità dell’avvocato saranno decisive nella difficile e complessa partita a scacchi della diplomazia portando risultati insperati.
Può dunque un film basato sulla parola, sull’arte della diplomazia essere avvincente e coinvolgente?La risposta è sì, se come in questo caso il tutto è sorretto da una sceneggiatura solida, lineare, pulita e soprattutto ben scritta. Il film è suddiviso in due chiare fasi: la prima processuale in America e la seconda, se vogliamo più “action”, in Germania mantenendo però ben chiaro il filo rosso narrativo in cui lo spettatore segue e condivide la battaglia umana e ideale del protagonista affinché il dialogo prevalga sempre e comunque sulla violenza.
Paradossalmente il limite del film risiede nella regia “normale” di Steven Spielberg. Lo spettatore abituato nel corso degli anni ad ammirare e applaudire la creatività e la forza visionaria e artistica del regista americano, stavolta rimane spiazzato nel constare uno stile registico classico, quasi minimalista, essenziale tendente a nascondersi. Non si vede il quid del regista, il film scorre sui binari sicuri senza però avere un cambio di ritmo e di velocità che alla lunga rende la visione seppure interessante una pò lenta e statica.
Tom Hanks conferma la sua solidità recitativa e il suo talento nel rendere naturale e semplice anche i passaggi più tesi e impegnativi. Una faccia pulita e rassicurante che nonostante il tempo conserva la sua forza, e uno sguardo magnetico e nello stesso tempo accogliente.
Non posso non concordare con i giurati dei Golden Globes per la nomination come migliore attore non protagonista a Mark Rylance. Rylance piace per la sua recitazione asciutta e nello stesso tempo dirompente attraverso gli sguardi malinconici e disincantati e soprattutto per un’ironia raffinata e incisiva. Con Tom Hanks formano davvero una coppia di” uomini tutto di pezzo”.

La guerra fredda rappresenta per i nostri padri e nonni un periodo assai cupo e angosciante in cui sarebbe stato poco per passare a una guerra vera e se ciò non è successo, vanno ringraziati uomini come James Donovan e al suo senso di giustizia ed equilibrio.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “Bridge of Spies” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always.

“The Bridge of Spies” is a 2015 film directed by Steven Spielberg, written by Matt Charman, Joel and Ethan Coen, with Tom Hanks, Mark Rylance, Austin Stowell.

Hands up who does not claim that the lawyer is one of the most infamous trades in the world.
The man in the street can perhaps forgive a murderess, but a lawyer ever!
Despite the literary talent of John Grisham in our imagination the lawyer is a being greedy lowest and hence stay away as much as possible.
Yet Steven Spielberg on the subject has a different idea, and like every genius has decided to go against the tide and make a film based on a true story, set in the Cold War where there are spies, counter-intelligence and delicate geopolitical balance entrusting role of hero to a lawyer. Yes, you got it an insurance lawyer named James Donovan Brooklyn (Tom Hanks) who is in his hands the case of a Russian spy Rudolf Abel (Rylance), caught in the act of crime by the CIA and subjected to a summary trial .
Donovan, however, besides being a good person is a lawyer. Therefore he is agreeing to defend Abel decides to do it to the best of their ability and especially to guarantee him a fair trial and that they are guaranteed their rights.
An impossible being in 1957 during the Cold War where the Soviets are only seen by the American public as enemies to be sent to the electric chair.
Donovan proves a tough not only in court, but also in the corridors of power which manages to commute the death sentence of Abel in prison sentence convinced that eventually the prisoner can be useful to the United States.
A belief that proves correct when shortly after a US spy plane was shot down in the USSR and the pilot did, in turn, prisoner.
Donovan is so instructed “informally” by the CIA to become the mediator between the two super powers for the exchange of prisoners in East Germany.
The skill, smarts and integrity of the lawyer will be decisive in the difficult and complex chess game of diplomacy bringing unexpected results.
So can a film based on the word, on the art of diplomacy be compelling and engaging? The answer is yes, if as in this case the whole is supported by a solid script, linear, clean and especially well-written. The film is divided into two clear phases: the first trial in America and the second, if we want more “action”, in Germany while keeping clear the thread narrative in which the viewer follows the battle and shares human and ideal of the hero to dialogue always prevail over violence.
Paradoxically, the limit of the film lies in the direction “normal” by Steven Spielberg. The viewer accustomed over the years to admire and applaud the creativity and visionary power and artistic director of the American, this time remains in displaced consist method of directing classic, almost minimalist, essential tending to hide. You do not see the quid of the director, the film runs on the tracks safer but avoids a change of pace and speed in the long run makes watching interesting albeit a little slow and static.
Tom Hanks confirms the solidity of acting and his talent in making natural and simple steps even more tense and challenging. A clean face and assured that despite the time retains its strength, and magnetic eyes and at the same time welcoming.
I can not agree with the jury of the Golden Globes nomination for best supporting actor Mark Rylance. Rylance like for her acting and dry at the same time bursting through the eyes melancholy and disenchanted irony and especially refined and incisive. With Tom Hanks really form a pair of “all men of piece.”

The cold war is for our fathers and grandfathers a very dark and distressing period in which it would be just to go to a real war and if this is not successful, to be congratulated men like James Donovan and his sense of justice and balance.

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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268) Star Wars – Il Risveglio della Forza

Star Wars - il Risveglio della Forza

In una Galassia dietro l’angolo e in un tempo attuale le redazioni dei giornali lottano senza esclusioni di colpe per scrivere la recensione migliore sul film dell’anno “Star Wars- il Risveglio della Forza”. I poveri redattori si sono sottoposti a lunghissimi e faticosi allenamenti dai loro Direttori per non cedere al Lato Oscuro del “copia e incolla” e degli Spoiler.

Anche per Vittorio De Agrò Skywalker è giunto il momento di dimostrare il suo valore alla direttrice Torrisi.

“Direttrice, allora io andrei”.

“Sì, Vittorio, è giunto il momento”.

“Direttrice, come fa a essere così sicura e serena. Io ho tanti dubbi e perplessità. Non so se sono all’altezza del compito”.

“Vittorio, non ho alcuna certezza, ma so che la Forza delle fantasia scorre in te. Il tuo addestramento è finito. Ora vai e scrivimi un pezzo su Star Wars e non tornare nel mio ufficio senza qualcosa di originale!”.

“Obbedisco Direttrice”

“La Forza sia con te”

Il giovane redattore, sotto il peso delle responsabilità, affronta il suo destino. Il film è già uscito da qualche giorno. Il mondo è impazzito. Non c’è più equilibrio nella Forza. Tutti si sono scoperti esperti di cinema e recensiscono il film.

Vittorio sa che si sono formate sul web due fazioni opposte di fan che si combattono furiosamente. I “Puristi” che si dichiarano delusi dall’operazione nostalgia voluta dalla Disney e minacciano di distruggere con il raggio della Morte Nera gli studios. Poi ci sono “I Nostalgici” quelli che non aspettavano altro di rivedere Han Solo, Luke Skywalker e la principessa Leila.

Vittorio si accende il sigaro, passeggia nervosamente per la redazione alla ricerca della giusta ispirazione.

Poi improvvisamente sorride, capendo dove disporsi. La Forza del vecchio democristiano e dell’arte del compromesso gli hanno aperto gli occhi.

Vittorio rivede dentro la sua mente le immagini del film, e sorridendo annota sul suo quaderno di appunti: si scrive Star Wars il Risveglio della Forza, ma si legge che anche nella Galassia Lontana Lontana le beghe familiari sono all’ordine del giorno. Chissà cosa direbbe Freud se potesse vedere questa saga.

Vittorio non vuole cedere al Lato Oscuro degli Spoiler, eppure è tentato di raccontare come JJ Abrams e gli altri autori hanno riempito la storia di riferimenti alle tragedie greche e di come gli eroi siano essi positivi o negativi per emergere e percorrere la propria strada debbano uccidere i propri padri. Sì, perché questo Star Wars è un continuo succedersi di abbandoni e ricongiungimenti familiari dove passato, presente e futuro si mescola e si fondono.

E non poteva essere diversamente essendo la Disney a comandare, evidenziando che al centro della vita di un uomo c’è la famiglia sia nel bene come nel male.

JJ Abrams è un regista furbo oltre che bravo e sapendo di giocarsi la carriera con un mito sceglie di non rischiare e di puntare tutto sull’effetto amarcord del pubblico.

Una scelta rivelatasi giusta e funzionale per mettere in scena un film che strizza l’occhio sia agli attempati spettatori sia alle nuove generazioni. Portando entrambi a immergersi in un film che nonostante il tempo non mostra segni d’invecchiamento mantenendo il suo fascino e forza narrativa.

Abrams si rivela allo stesso tempo un buon conservatore e uno scaltro progressista inserendo nella storia Finn (Boyega), un personaggio di colore, prendendosi i meriti del politicamente corretto anche se il personaggio non convince fino in fondo, dando spazio e rilievo alla libertà dell’uomo di scegliere il proprio destino.

Vittorio sa che il Lato Oscuro può essere seducente e più fascinoso, ma sa altrettanto bene che ci sarà un motivo se Darth Vader resta il cattivo per eccellenza della storia dl cinema.

Non è da tutti essere veramente cattivo e Adam Driver con il suo Kylo Ren appare più la controfigura di Renato Zero che un discendente di Vader.

Vittorio riconosce quando una bella ragazza è una brava attrice. Questo è il caso dell’attrice britannica Daisy Ridley. La sua Rey, cacciatrice di rottami, è un mix di dolcezza e forza che non lascia indifferenti. Forse sarà prematuro affermalo, ma Vittorio ha la sensazione che nella Galassia di Star Wars si nata la Stella Ridley. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/l-opinionista-di-redazione-al-cinema-star-wars-il-risveglio-della-forza/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

In a galaxy around the corner and once current newspaper offices struggle without exclusion of guilt for writing the review Best Film of the Year “Star Wars- the Awakening of the Force.” The poor editors undergo long and strenuous training from their managers not to give in to the dark side of the “cut and paste” and spoiler.

Even for Vittorio De Agro Skywalker is now time to prove his worth to the director Torrisi.

“Director, then I would go.”

“Yes, Victor, it’s about time.”

“Director, how do you be so safe and serene. I have many doubts and misgivings. I do not know if they are up to the task. ”

“Victor, I do not have any certainty, but I know that the strength of the imagination flows in you. Your training is finished. Now go and write me a piece of Star Wars and not go back to my office without something original. ”

“I obey Director”

“The force be with you”

The young editor, under the weight of responsibility, faces his fate. The film has been out for a few days. The world has gone mad. There is more balance to the Force. All were discovered film experts and recensiscono the film.

Victor knows that formed on the web two opposing fans fighting each other furiously. The “purists” who say they are disappointed by the operation yearning wanted by Disney and threaten to destroy the Death Star with the radius studios. Then there are “The Nostalgic” those who can not wait to revisit Han Solo, Luke Skywalker and Princess Leia.

Vittorio lights his cigar, pacing nervously in the preparation to find the right inspiration.

Then suddenly she smiles, understanding where disposed. The strength of the old Democrat and the art of compromise opened the eyes.

Victor sees in his mind the images of the film, notes and smiling on his notebook: you write Star Wars Awakening Force, but also stated that the Galaxy Far Far family quarrels are on the agenda. I wonder what Freud would say if he could see this saga.

Victor does not want to give in to the dark side of the spoiler, but tried to tell as JJ Abrams and the other authors have filled the history of references to Greek tragedies and how the heroes whether positive or negative to emerge and go their own way should kill their fathers. Yes, because that Star Wars is a continuous succession of abandonment and family reunifications where past, present and future mix and blend.

It could not be otherwise since Disney to command, noting that the center of the life of a man’s family for better or for worse.

JJ Abrams is a director as well as smart and good knowing putting our careers with a myth chooses not to take risks and to stake everything on the effect amarcord public.

This choice proved fair and workable to stage a film that gives a nod to both spectators vintage men both to new generations. Bringing both to immerse themselves in a film that despite the weather shows no signs of aging while maintaining its charm and narrative power.

Abrams is revealed at the same time a good conservative and a wily progressive entering in the history Finn (Boyega), a character color, taking the merits of the politically correct even if the character does not convince all the way, giving space and importance to the freedom of ‘ man to choose his own destiny.

Victor knows that the dark side can be more seductive and fascinating, but know as well that there is a reason why Darth Vader is the iconic villain of the story dl cinema.

Not everyone can be really bad and Adam Driver with its Kylo Ren appears the stunt Renato Zero that a descendant of Vader.

Vittorio recognizes when a pretty girl is a good actress. This is the case with British actress Daisy Ridley. His Rey, hunter scrap, is a mix of sweetness and strength that does not go unnoticed. Maybe it will be premature affermalo, but Victor has the feeling that the galaxy of Star Wars is born the Stella Ridley. continues on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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267) Irrational Man

woody allen

Il biglietto d’acquistare per “Irrational Man” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Woody Allen. Con Emma Stone, Joaquin Phoenix, Parker Posey, Jamie Blackley. Thriller, 96′. 2015

Anche a chi ha il genio dentro può pesare lo scorrere del tempo e la paura della morte. Se però il genio in questione è ironico e cinico come Woody Allen allora confrontarsi con questi difficili temi può diventare l’occasione per sorridere e riflettere.

Il regista statunitense, oggi arzillo ottantenne, è famoso per avere poca fiducia negli esseri umani e nessuna in Dio. La nostra società, per lui, somiglia sempre di più a un cane nevrotico che si morde la coda; una società dove regna il grigio e dove il confine tra morale e amorale, tra giusto e sbagliato è diventato sottile, in molti casi inesistente.

Con il film “Match point”, Allen aveva messo in luce come l’avidità e l’ambizione fossero le vere muse ispiratrici per l’uomo, capace di tutto sotto il loro stimolo. “Irrational man” può essere considerato una nemesi o se volete un sequel ancora più amaro della pellicola del 2005. Qui infatti si evidenzia come il nichilismo di valori e di umanità abbiano spodestato ogni forma di energia vitale nell’uomo.

Il protagonista della storia è Abe Lucas (Phoneix), professore di filosofia decadente nel fisico e soprattutto nello spirito. Separato dalla moglie e dedito all’alcolismo, Lucas arriva in un nuovo college privo di ogni entusiasmo e con un crescente istinto suicida.

Nonostante questo le donne che incontra, siano queste insoddisfatte docenti come Rita Richards (Posey) o brillanti studentesse come Jill Pollard (Stone), sono attratte da lui. Lucas però sembra vivere dentro una bolla, incapace di sentire qualsiasi cosa, finché un giorno, per caso, ascoltando una discussione al bar tra estranei trova un motivo per rimettersi in pista: elaborare il delitto perfetto per regalare a una giovane madre in difficoltà la felicità.

Sono tanti i romanzi e i film nel corso del tempo che hanno provato a raccontare come si possa compiere un delitto perfetto e farla franca. Lo stesso Allen, in “Match Ponit”, aveva affrontato l’argomento. In questo caso, però, la costruzione del delitto da parte del protagonista è vissuta dallo spettatore nei toni della commedia, e l’azione immorale, invece di procurare orrore e cupezza, produce effetti positivi. Lucas è infatti un assassino felice, voglioso di amare e di gustare di nuovo i piacere della vita.

Vita e morte, per Allen, possono coesistere e danzare insieme, portando benessere e persino gioia nella vita di uomo depresso e senza futuro.

Una visione ardita e come sempre controcorrente, quella del regista, che fonda le sue argomentazioni su un testo ben scritto, di spessore e ricco di citazioni e riflessioni filosofiche, che nella prima parte rendono il film godibile e divertente, dimostrando che è possibile ridere anche di un omicidio causale e preterintenzionale.

Lo spettatore è spinto a tifare per il protagonista e non a condannarlo per le sue azioni, rallegrandosi per come Lucas sia alla fine uscito dalla sua bolla d’infelicità anche se compiendo un atto innegabilmente immorale.

“Irrational man” perde purtroppo quota e incisività nella seconda parte, quando il regista e autore mette da parte l’elemento filosofico per far prevalere quello comico, mettendo in luce i limiti della struttura e dell’intreccio narrativo del film. continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-irrational-man/

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The ticket purchase for “Irrational Man” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Low; 5) Always.

Even to those who have the genius inside you can weigh the passage of time and the fear of death. But if the genius in question is ironic and cynical as Woody Allen then confront these difficult issues can become an opportunity to smile and think.

The American director, today spry octogenarian, is famous for having little faith in human beings and in no God. Our company, for him, increasingly resembles a neurotic dog chasing its tail; a society where reigns the gray and where the line between moral and immoral, between right and wrong has become thin, in many cases non-existent.

With the film “Match Point,” Allen had highlighted as greed and ambition were the true muses for man, capable of anything under their stimulus. “Irrational man” can be considered a nemesis or if you want a sequel even more bitter film 2005. Here it shows how the nihilism of values ​​and humanity have overthrown all forms of vital energy in man.

The protagonist of the story is Abe Lucas (Phoneix), professor of philosophy decadent physically and especially spiritually. Separated from his wife and addicted to alcoholism, Lucas arrives at a new college without any enthusiasm and with an increasing suicidal instinct.

Despite this woman he meets, whether they are dissatisfied teachers as Rita Richards (Posey) or brilliant students as Jill Pollard (Stone), they are drawn to him. Lucas, however, seems to live inside a bubble, unable to feel anything, until one day, by chance, at the bar listening to a discussion between strangers find a reason to get back on track: develop the perfect crime to give to a young mother struggling happiness .

There are many novels and films over the years who have tried to tell us how we can make a perfect murder and get away with it. The same Allen, in “Match Ponit”, had addressed the issue. In this case, however, the construction of the crime by the protagonist is experienced by the viewer in the tone of the play, and the immoral action, instead of procuring horror and gloom, produces positive effects. Lucas is indeed a murderess happy, eager to love and enjoy again the pleasure of life.

Life and death, for Allen, can coexist and dance together, bringing well-being and even joy in the lives of depressed man with no future.

A vision and daring as always against, that of the director, who based his arguments on a well-written text, thick and full of quotations and philosophical reflections, that in the first part make the film enjoyable and fun, showing that you can even laugh a causal murder and manslaughter.

The viewer is encouraged to cheer for the hero and not to condemn him for his actions, rejoicing as Lucas has finally emerged from his bubble of misery even if performing an act undeniably immoral.

“Irrational man” unfortunately lost altitude and impact in the second half, when the director and author puts aside the philosophical element to give precedence to the comic, revealing the limits of the plot structure and narrative of the film. continues on

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266) Il Camerlengo Web Serie

il camerlengo

“Il Giubileo della Misericordia è una grande rottura di maroni”
Questa frase potrebbe essere detta da un fervente leghista o da un qualunque cittadino di Roma costretto a convivere per i prossimi dodici mesi con l’orda di “barbari” fedeli.
E se invece fosse detta dal Camerlengo nonchè responsabile unico del Giubileo?
Sorpresi? No, se vedrete gratuitamente sulla piattaforma

http://www.goofie.eu/  ,

la divertente “e dissacrante web serie”Il Camerlengo” di Marco Castaldi.
Sì, perché Papa Francesco ha voluto come organizzatore del Giubileo il Camerlengo ovvero Walter Cardinale di Busto Arsizio (Luis Molteni).
Walter odia Roma e i Romani, e un fan di Alvaro Recoba e considera questo incarico un vero flagello.
Lo spettatore assiste alle riunioni e incontri all’interno dell’ufficio del Camerlengo, dove sfilano eccentrici personaggi interessati a fare soldi con il Giubileo.
Pensate di conoscere i Papa boys come ragazzi umili, devoti e semplici, vero? Sbagliato, in questo Giubileo il fedele farà i conti con il Crociato (Francesco Arienzo) ragazzo napoletano, palestrato e tatuato e portavoce del movimento che durante l’incontro con il Camerlengo avanza spiazzanti e curiose richieste.
I taxi a Roma sono un problema? Ebbene Walter ha trovato la soluzione grazie alla collaborazione con la bella Dott.ssa Brunelli (Marianna Di Martino).Per il Giubileo i fedeli potranno contare su “Runaway Jubileum” ovvero il Car Sharing per i cattolici. Tutto risolto? Quasi, dove Isis non arriva, ci pensano i tassinari a organizzare attentati nelle sacre stanze.
Sono questi alcuni dei frizzanti episodi che potrete gustarvi comodamente da casa vostra o in compagnia dei vostri amici. Il cast è impreziosito anche dalla brillanti perfomance di Josafat Vagni nel ruolo della stralunata Guardia Svizzera e Andrea De Rosa di Kevin Combo.
Una web serie fresca, frizzante, ironica e corrosiva che punta al cuore del fedele ovvero pregate ma con il sorriso per favore.
Marco Castaldi firma una regia semplice, pulita e lineare riuscendo a costruire un prodotto agile, snello e godibile sostenuto da un buon ritmo narrativo.
La sceneggiatura di Jacopo Magrì è di buon livello, ben scritta e capace di costruire dei personaggi che seppure sopra le righe risultano assolutamente credibili e naturali.
Luis Molteni è un vero mattatore. Il Cardinale della porta accanto che ognuno di noi vorrebbe avere come vicino e con cui prendere un caffè.
Francesco Arienzo è una piacevole sorpresa per il sottoscritto. Se avete amato i personaggi di “Gomorra la Serie”, non potrete non diventare un fan del Crociato.
Marianna Di Martino possiede grazia, bellezza e fascino, oltre a bucare lo schermo dimostrando di avere un quid artistico. Siamo curiosi di vederla in ruoli più impegnativi.
Per chi come me vede il Giubileo come qualcosa di fastidioso e poco religioso faccia la conoscenza del Camerlengo e chissà magari troverà un po’ della fede perduta.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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“The Jubilee of Mercy is a big break for Maronites”
This phrase could be said by a fervent League or by any citizen of Rome forced to live with for the next twelve months with the horde of “barbarian” faithful.
And if it was called by the Camerlengo and also solely responsible for the Jubilee?
Surprised? No, if you will free the platform http://www.goofie.eu/, the fun “and irreverent web series” The Chamberlain “by Marco Castaldi.
Yes, because Pope Francis wanted as an organizer of the Jubilee the Cardinal Camerlengo or Walter Busto Arsizio (Luis Molteni).
Walter hates Rome and the Romans, and a fan of Alvaro Recoba and considers this assignment a real scourge.
The viewer attends meetings and meetings in the office of Camerlengo, where parade eccentric characters interested in making money with the Jubilee.
Think you know the Pope boys as boys humble, devout and simple, right? Wrong, in this Jubilee the faithful will be met with the Crusader (Francesco Arienzo) Neapolitan boy, Hefty and tattooed and spokesman of the movement that during the meeting with the Camerlengo advances unsettling and strange requests.
Taxis in Rome are a problem? Well, Walter has found the solution by working with the beautiful Dr. Brunelli (Marianna Di Martino) .For the Jubilee the faithful can rely on “Runaway Jubileum” or the car sharing for Catholics. Everything solved? Almost, where Isis does not arrive, we think of the tassinari to organize attacks in the holy rooms.
These are some of sparkling episodes that you can enjoy from the comfort of your own home or in the company of your friends. The cast is also enhanced by the brilliant performance of Josafat Vagni in the role of the Swiss Guard and dazed Andrea De Rosa Kevin Combo.
A web series fresh, sparkling, ironic and corrosive pointing to the heart of the faithful or pray but with a smile please.
Marco Castaldi signing a directed simple, clean line managing to build a product agile, streamlined and enjoyable supported by a good narrative rhythm.
The screenplay by James Magrì is good, well-written and able to build characters that even over the top are absolutely believable and natural.
Luis Molteni is a true showman. Cardinal next door that everyone would like to have as close and with whom to have a coffee.
Francesco Arienzo is a pleasant surprise for myself. If you loved the characters of “Gomorrah Series”, you can not not become a fan of the Crusader.
Marianna Di Martino has grace, beauty and charm, as well as holes in the screen proving to have a quid artistic. We are curious to see her in more demanding roles.
For people like me who sees the Jubilee as something annoying and face little religious knowledge of the Camerlengo and who knows maybe find a bit ‘of lost faith.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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265) Carosello Park- La Repubblica della Luna

carosello park
“Carosello Park”- “La Repubblica della Luna” è uno spettacolo teatrale di Dante Antonelli, drammaturgia di Giovanni Ortoleva e Valeria Belardelli, con Martina Badiluzzi, Andrea Polia, Mario Russo. È andato in scena il 17 Dicembre alla Spin Time Teatro di Roma.

La libertà è un dono concesso da Dio e come tale di un valore inestimabile.
L’uomo senza di essa non è felice. La brama, la ricerca e la insegue per una vita senza mai possederla pienamente.
Quando si è veramente liberi? Quando si può esprimere senza problemi la propria opinione? Forse, ma in vero la vera libertà è poter essere se stessi fino in fondo davanti a tutti.
Un’utopia in un mondo dove le regole e le limitazioni ci sovrastano e ci impediscono qualsiasi azione.
Esiste dunque sulla terra un luogo davvero libero e privo di un soffocante regolamento.
No, è la risposta che si dà la giovane la Ballerina Luna (Badiluzzi) che lavora da sempre in un circo in compagnia di due russi.
Luna è stanca di vivere in un luogo in apparenza felice e serena, ma in realtà soffocante e priva di amore. Vuole conoscere luoghi nuovi e diversi e soprattutto essere finalmente libera.
La sua fuga provoca caos e stupore negli altri colleghi del circo. Spingendo cosi i super clown Augusto (Polia) e Pierot (Russo) e la donna cannone Bianca (Badiluzzi) a lasciare a loro volta il circo e di andare a cercare Luna nel bosco.
Un bosco in cui i super poteri dei clown vengono meno costringendoli a confrontarsi con la realtà che hanno intorno e a comprendere come la vita circense non sia alla fine la migliore vita possibile.
Si dice la fuga non sia mai la soluzione migliore, ma in questo caso la fuga diventa per tutti i nostri protagonisti e l’opportunità di vivere un’avventura unica e irrepetibile tra gag surreale e grottesche.
E come dicono ancora gli antichi, non si può fuggire in eterno ed è necessario un approdo, un luogo sicuro.
Per i nostri clown il luogo sicuro sarà la Luna non sola come luogo geografico, ma anche porto seno dello spirito e dell’anima. Un porto in cui un individuo può essere veramente libero e capace di poter amare senza vincoli.
“Carosello Park” è una favola d’amore e di libertà adatta a un pubblico di ogni età grazie a un testo ben scritto, fresco e divertente che regala al pubblico un’ora e venti di sorrisi e spunti di riflessione.
Martina Badiluzzi, Andrea Polia, Mario Russo sono ottimi interpreti, riuscendo a realizzare a delle convincenti perfomance anche sul piano acrobatico. Costruendo così di personaggi istrionici, gustosi e soprattutto comici che conquistano il pubblico.
La regia di Dante Antonelli è briosa, colorata e dinamica guidando con i giusti tempi e ritmo lo spettacolo e il cast.
Essere libero è il nostro Sacro Gral e per essere tale si può anche vivere lontani da tutto e tutti.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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“Carousel Park” – “The Republic of the Moon” is a play of Dante Antonelli, dramaturgy of John and Valeria Ortoleva Belardelli, with Martina Badiluzzi, Andrea Polia, Mario Russo. It was staged on December 17 at Spin Time Theatre of Rome.

Freedom is a gift given by God and as such is invaluable.
The man is happy without it. The longing, searching and chasing for a lifetime without ever fully possess.
When you are truly free? When you can express their opinion without any problems? Perhaps, but real true freedom is being able to be yourself all the way in front of everyone.
Utopia in a world where the rules and limitations dominate us and keep us from any action.
Thus there is on earth a truly free and free of a suffocating regulation.
No, it is the answer that you give the young Moon Dancer (Badiluzzi) who has always worked in a circus in the company of two Russians.
Luna is tired of living in a seemingly happy and serene, but actually suffocating and loveless. He wants to know new places and different and above all to be free at last.
His escape causes chaos and awe in the other colleagues in the circus. Thus pushing the super clown Augustus (Polia) and Pierot (Russian) and the fat lady Bianca (Badiluzzi) to leave you the circus and go find Luna in the woods.
A forest in which the super powers of the clowns are not forcing them to face the reality that around and see how the circus life is not the end the best life possible.
It says escape is never the best solution, but in this case the flight gets to all of our players and the opportunity to experience a unique adventure and unrepeatable between surreal gags and grotesque.
And as they say still the old, you can not run away forever and you need a landing place, a safe place.
For our clown safe place will be the Moon not only as a geographical location, but also harbor within the spirit and the soul. A port in which an individual can be truly free and able to be able to love without strings attached.
“Carousel Park” is a tale of love and freedom suitable for audiences of all ages thanks to a well-written text, cool and fun that gives the audience a hour of smiles and insights.
Martina Badiluzzi, Andrea Polia, Mario Russo are excellent performers, managing to achieve a convincing performance on the level of acrobatic. Thus building of characters histrionic, tasty and above all comedians who conquered the audience.
Directed by Dante Antonelli is lively, colorful and dynamic driving with the right timing and rhythm of the show and the cast.
Being free is our Holy Grail and to be that you can also live far from everything and everyone.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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264) Fargo -La Serie- 2 Stagione

fargo

Una serie in 10 episodi ideata da Noah Hawley e prodotta da Adam Bernstein, Joel ed Ethan Coen, Noah Hawley, Warren Littlefield, Geyer Kosinski. Con Patrick Wilson, Ted Danson, Jean Smart, Kirsten Dunst, Jesse Plemons. 2015

La vita del tele-dipendente italiano è tutt’altro che semplice. L’amore per il piccolo schermo si scontra molto spesso con la qualità dei prodotti (sceneggiati, fiction, serie) che vengono proposti dai palinsesti.

Per fortuna a salvare il pubblico arrivano dagli Stati Uniti film per la televisione e miniserie, nell’ultimo periodo di gran moda e garanzia di qualità.

Alla Festa del Cinema di Roma è stato presentato in anteprima, con due episodi, uno di questi prodotti di sicuro successo: la seconda, attesa stagione di “Fargo”. Ispirata a un film cult, diretta da registi di spessore come i fratelli Coen, con un cast di stelle l’entusiasmo del pubblico è presto spiegato.

Personalmente ho faticato a entusiasmarsi per la pellicola e della serie, la scorsa primavera, non ha visto neanche un minuto. Vi chiederete perché allora mi sia lanciato in questa recensione. È il duro lavoro dell’inviato, chiamato talvolta a fare i conti – per volere di caporedattore – anche con pezzi e argomenti spinosi.

Tant’è, eccomi qui. Le serie televisive sono, tra i campi spinosi, uno dei più infidi nel quale muoversi. Offendere la sensibilità degli appassionati e mancare di cogliere sfumature, per altri chiarissime, è cosa di un attimo. Nonostante tutta la buona volontà, durante la proiezione di questi due episodi ho faticato non poco per mantenere desta l’attenzione – e aperti gli occhi.

Non avrò la pazienza e le motivazioni del vero fan – quindi prendete le mie parole per quelle che sono, l’opinione di un profano – ma se un show non riesce a conquistarmi già dall’incipit la mia mente prende il volo per altri lidi e la mia concentrazione vacilla.

E l’incipit di Fargo (mini-serie in 10 episodi), secondo me, è debole. È debole quando per far capire allo spettatore che ci troviamo nel 1979 proietta una finta clip di un film in cui recita un giovane attore di nome Ronald Reagan. È debole quando sceglie di introdurre i diversi personaggi attraverso sotto-storie apparentante lontane ma che poi si scoprono essere in realtà legate a doppio filo.

Il terzogenito di una nota famiglia criminale di origine tedesca, i Gerhardt, pur di assicurasi un vantaggioso appalto commerciale minaccia e poi uccide un giudice e tre avventori in un bar.

Il giovane viene poi travolto e ferito mortalmente da un’auto pirata. Alla guida del mezzo la parrucchiera Peggy Blomquist (Kirtsten Dunst), che confessa l’accaduto al marito macellaio Ed (Jesse Plemmons).

Gli efferati omicidi nel bar fanno partire le indagini, guidate dallo sceriffo Hank Larsson (Ted Danson), in collaborazione con l’agente federale nonché genero Lou Solverson (Patrick Wilson).

A chiudere il cerchio, il patriarca dei Gerhardt viene colpito da ictus e per questo non può continuare a guidare il clan. Altri gruppi criminali alzano la testa per soppiantarlo e al contempo si apre una faida familiare per la successione, tra il figlio più grande (Jeffrey Donovan) e la madre (Jean Smart).

Ancora una volta un’anonima cittadina – questa volta si tratta di Luverne, in Minnesota – diventa il centro del mondo, tra crimini e interessi della criminalità organizzata.

Nonostante la presenza di un cast di assoluto prestigio, i personaggi nei primi due episodi non bucano lo schermo, rimanendo confinati in qualcosa di già visto e sentito. La sceneggiatura, anche se ben scritta, scorre lenta e il ritmo è davvero troppo compassato. continua su

http://paroleacolori.com/festa-del-cinema-di-roma-fargo-seconda-stagione/

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

A series of 10 episodes created by Noah Hawley and produced by Adam Bernstein, Joel and Ethan Coen, Noah Hawley, Warren Littlefield, Geyer Kosinski. Patrick Wilson, Ted Danson, Jean Smart, Kirsten Dunst, Jesse Plemons. 2015

The life of the tele-dependent Italian is far from simple. The love for the small screen very often collides with the quality of the products (soap operas, dramas, series) which are proposed by the program schedules.

Fortunately to save the public come from the United States television movies and mini-series, the last period of great fashion and quality assurance.

At the Rome Film Festival he has premiered with two episodes, one of these products successful: the second season of waiting “Fargo.” Inspired by a cult film, directed by film thickness as the Coen brothers, with a cast of stars the audience’s enthusiasm it is easily explained.

Personally I struggled to get excited about the film and the series, last spring, he has not seen a single minute. You may wonder then why I have launched this review. It is hard work envoy, called sometimes to deal – at the behest of editor – even with difficult subjects and pieces.

So much so, here I am. Television shows are among the thorny fields, one of the most treacherous in which to move. Offend the sensibilities of fans and failing to capture nuances, for other clear, is something of a moment. Despite all the good will, during the screening of these two episodes I struggled just to keep alive the attention – and open eyes.

I will not have the patience and motivation of the true fan – so take my words for what they are, the opinion of a layman – but if a show can not conquer me already dall’incipit my mind takes flight to other shores and my concentration falters.

And the opening words of Fargo (mini-series in 10 episodes), in my opinion, is weak. It is weak when to make it clear to the audience that we are in 1979 projects a fake clip of a movie in which she plays a young actor named Ronald Reagan. It is weak when he chooses to introduce the different characters through sub-stories apparentante far but then we discover to be in reality intertwined issues.

The third son of a known crime family of German origin, the Gerhardt, just to make sure a lucrative contract commercial threat and then killing a judge and three customers in a bar.

The youth is then run over and fatally injured by a car pirate. Driving the minibus hairdresser Peggy Blomquist (Kirtsten Dunst), who confesses the incident to her husband Ed Butcher (Jesse Plemmons).

The brutal murders in the bar are from the investigation, led by Sheriff Hank Larsson (Ted Danson), in collaboration with the federal agent and son-Lou Solverson (Patrick Wilson).

To close the circle, the patriarch of Gerhardt is affected by stroke and this can not continue to lead the clan. Other criminal groups raise their heads to supplant him and at the same time opens a family feud over the succession, including the oldest son (Jeffrey Donovan) and her mother (Jean Smart).

Again an anonymous town – this time it’s Luverne, Minnesota – becomes the center of the world, between crimes and interests of organized crime.

Despite the presence of a cast of absolute prestige, the characters in the first two episodes do not pierce the screen, remaining confined to something already seen and heard. The screenplay, although well written, flows slowly and the pace is far too staid. continues on

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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263) Versailles

versailles

Una serie ideata da Simon Mirren e David Wolstencroft. Con George Blagden, Alexander Vlahos, Dominique Blanc. Storico. 2015

Stagione 1, Episodi 10

La vita di corte può essere affascinante, ma allo stesso tempo è irta di pericoli e trappole (la vicenda di Maria Antonietta, in questo senso, è esemplare).

Essere Re non è mestiere facile. Non devi solo governare un popolo, ma saper essere visionario al punto giusto, evitando en passant di farti uccidere dal primo congiurato che passa.

Il monarca protagonista della serie storica francese ideata da Simon Mirren e David Wolstencroft è Luigi XIV, una vera super-star, per l’epoca. Siamo nella Francia del 1667, alla corte più cool d’Europa.

Luigi è un giovane uomo che ama la vita e le belle donne, ma è anche abbastanza scaltro da capire che alla sua stessa corte c’è chi briga per fargli lo sgambetto.

Passato alla storia come il Re Sole, il sovrano ha una visione: modernizzare la Francia. Per farlo vuole iniziare costruendo una reggia che funga da esempio e da modello, Versailles. Una reggia degna delle Mille e una notte, capace di stupire il mondo e così facendo dimostrare la grandezza della Francia. Il giovane Luigi è deciso a compiere l’impresa nonostante il parere contrario dei suoi ministri, restii anche per motivi di sicurezza.

“Versailles” è una serie bella da vedere, ricca, sontuosa. Le scenografie, i costumi, le ricostruzioni storiche sono curate, ma come spesso accade cotanto fumo finisce per nascondere ben poco arrosto. continua su

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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A series created by Simon Mirren and David Wolstencroft. With George Blagden, Alexander Vlahos, Dominique Blanc. Historical. 2015

Season 1, Episode 10

Court life can be fascinating, but at the same time is fraught with dangers and traps (the story of Marie Antoinette, in this sense, is exemplary).

Being king is not easy craft. You must not only govern a people, but knowing how to be a visionary in the right place, avoiding en passant he killed the first conspired passing.

The protagonist of the series French monarch conceived by Simon Mirren and David Wolstencroft is Louis XIV, a real super-star, for the time. We are in France in 1667, the court coolest of Europe.

Louis is a young man who loves life and beautiful women, but is also smart enough to understand that his own court there are those who bother to make him tripped.

Known to history as the Sun King, the sovereign has a vision: to modernize France. To do want to start building a palace to serve as an example and a model, Versailles. A palace worthy of the Arabian Nights, able to surprise the world and in doing so demonstrate the greatness of France. The young Louis is determined to accomplish the feat against the advice of his ministers, unwilling even for security reasons.

“Versailles” is a series beautiful to see, rich, sumptuous. The sets, costumes, historical reconstructions are cured, but how often does so much smoke ends up hiding little roast. continues on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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262) La pazza della porta accanto

la pazza della porta accanto

“La pazza della porta accanto” è uno spettacolo teatrale di Claudio Fava, tratto dall’omonima opera di Alda Merini pubblicata nel 1955 da Bompiani, regia e ideazione scenica di Alessandro Gassman, con: Anna Foglietta, Angelo Tosto, Liborio Natali, Alessandra Costanzo, Sabrina Knaflitz, Olga Rossi, Cecilia Di Giuli, Stfania Ugomari Di Blas, Giorgia Boscarino, Gaia Lo Vecchio.

“La pazza della porta accanto” è in scena al “Teatro Stabile” di Catania fino al 22 Dicembre.

E’ sottile la differenza tra una persona sensibile ed emotivamente fragile e un individuo bisognoso di cure psichiatriche.

Entrambi hanno ricevuto in dono un’anima pura e gentile, capace di amare e accogliere le bellezze del mondo, ma incapaci di reagire alle brutture e violenze della vita.

Quando l’anima si ammala, è difficile fare una diagnosi e spesso la scienza preferisce curare questa malattia con i farmaci ,come se fosse un malanno solo fisico.

L’anima è un territorio inesplorato e la mente ancora qualcosa d’indecifrabile e sconosciuto.

Ieri come oggi, chi entra nel girone dantesco della malattia mentale diventa un reietto della società e privato di ogni diritto. La malattia mentale colpisce tutti, senza nessuna esclusione.

Alda Merini è stata una delle più grandi poetesse del secolo scorso e nello stesso tempo una donna che ha dovuto lottare per una vita contro i demoni presenti nella sua mente.

La sua vita è segnata da continui ricoveri coatti in strutture psichiatriche, dove ha subito abusi e orrori medici dell’epoca.

“La pazza della porta accanto” è la testimonianza amara, cruda e sofferta di come Alda Merini (Foglietta) fu costretta a “soggiornare” all’età di trentasei anni per lungo tempo dentro un manicomio, su richiesta dello stesso marito.

E’ una prigionia fisica e dello spirito per la donna, costretta a confrontarsi con le altre pazienti del reparto e a subire diversi trattamenti di elettroshock. Lo spettatore è sospinto all’interno di un mondo in cui il tempo sembra essere congelato e le giornate sono scandite dalla somministrazione dei farmaci, dalle agognate sigarette e dai colloqui con i medici.

La sensibilità e diversità di Alda è subito notata dal Dottor G (Tosto), che, intuendo il talento della donna, la sollecita a scrivere, dando libero sfogo al suo talento artistico. S’instaura quindi un rapporto medico e paziente diverso dal solito, dove il primo si sforza di uscire dal rigido protocollo e di trattare con pizzico di umanità la paziente di turno. In un luogo dove i pazienti sono trattati come bestie dalle infermiere, Alda riesce a trovare in Pierre (Natali), altro paziente della struttura, la possibilità di amare e sentirsi viva e di poter anche immaginare una vita fuori da lì.

E’ la prima volta che ho assistito a una regia teatrale di Alessandro Gassman e devo ammettere che ne sono rimasto colpito dal talento e creatività e visione artistica. Il regista romano è riuscito, con bravura e sensibilità, a ricostruire le atmosfere cupe e claustrofobiche di un reparto psichiatrico, senza però far pesare il tutto nel cuore e negli occhi dello spettatore. La sua messa in scena è essenziale, intensa e diretta e ben sorretta da una scenografia agile e d’impatto visivo: giocando con gli spazi per dare al pubblico la sensazione di apertura e chiusura, secondo la scena e del momento drammaturgico.

La drammaturgia di Claudio Fava, seppure ben scritta e toccante, soprattutto grazie all’utilizzo delle poesie e parole intense scritte dalla stessa Merini, è debole sul piano narrativo. Sarebbe stato interessante e opportuno approfondire la figura e personalità del Dottor G e del suo rapporto con la protagonista. Appare fuori contesto e costruita in maniera frettolosa la storia d’amore tra Alda e Pierre.

Anna Foglietta regala un’intensa e quasi convincente performance di Alda Merini. L’attrice romana mette tutta se stessa nel ruolo, confermando ancora una volta il suo talento e capacità. Non è facile mettere in scena le fragilità e turbolenze dell’animo umano. La sua Alda è una combattente, un amante della vita, una donna che non vuole arrendersi e soprattutto una persona bisognosa di amore. continua su

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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“The crazy next door” is a play of Claudio Fava, adapted from the work of Snowshoeing published in 1955 by Bompiani, direction and scenic design by Alessandro Gassman, with Anna Foglietta, Angelo Tosto, Liborio Natali, Alessandra Costanzo Sabrina Knaflitz, Olga Rossi, Cecilia Di Giuli, Stfania Ugomari Di Blas, Giorgia Boscarino, Gaia Lo Vecchio.

“The crazy next door” is on stage at the “Teatro Stabile” of Catania up to 22 December.

And ‘the subtle difference between a sensitive and emotionally fragile and an individual in need of psychiatric care.

Both have received the gift of a pure soul and kind, able to love and embrace the beauty of the world, but unable to respond to the violence and ugliness of life.

When the soul is sick, it is difficult to diagnose and often prefers science to cure this disease with medication, as if it were a single physical ailment.

The soul is unexplored territory and the mind still something indecipherable and unknown.

Yesterday as today, those entering the Dantesque of mental illness becomes a social outcast and deprived of all rights. Mental illness affects everyone, without exclusion.

Snowshoeing is one of the greatest poets of the last century and at the same time a woman has had to fight for life against the demons in his mind.

His life is marked by continuous hospitalizations forced psychiatric facility, where he abused and physicians of horrors.

“The crazy next door” is testimony to the bitter, harsh and painful how Snowshoeing (Foglietta) was forced to “stay” at the age of thirty-six for a long time in a mental hospital, at the request of the same husband.

And ‘imprisonment physical and spirit for the woman, forced to confront the other patients in the ward and undergo several electroshock treatments. The viewer is pushed into a world where time seems to be frozen, and the days are punctuated by the administration of drugs, cigarettes and the coveted interviews with doctors.

The sensitivity and diversity of Alda is immediately noticed by Doctor G (Soon), who, sensing the talent of women, urges it to write, giving free rein to his artistic talent. Is established then a medical and patient than usual, where the first struggles to get out of the strict protocol and dealing with pinch of humanity the patient on duty. In a place where patients are treated like animals by the nurse, Alda can not find in Pierre (Natali), another patient of the facility, the ability to love and to feel alive and you can even imagine a life away from there.

It ‘the first time I attended a theater production of Alessandro Gassman and I must admit that I am impressed by the talent and creativity and artistic vision. The Roman director has managed, with skill and sensitivity, to reconstruct the dark atmosphere and claustrophobic of a psychiatric ward, but not to weigh all in the heart and in the eyes of the viewer. His staging is essential, direct, intense and well supported by a set design agile and visual impact: playing with spaces to give the audience the feeling of opening and closing, according to the scene and the dramatic moment.

Dramaturgy by Claudio Fava, although well written and moving, especially through the use of poetry and intense words written by the same Merini, is weak in terms of narrative. It would be interesting and appropriate to study the figure and personality of Dr. G and its relationship with the protagonist. It appears out of context and built in a hasty romance between Alda and Pierre.

Anna Foglietta gives an intense and almost convincing performance Snowshoeing. The Roman actress puts all of herself into the role, confirming once again his talent and ability. It’s not easy to stage and the fragility of the human turmoil. His Alda is a fighter, a lover of life, a woman who does not want to surrender and especially a person in need of love. continues on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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107) Essere Melvin a Catania

essere melvin presentazione apertura

Casa, dolce casa. E’inutile girarci intorno, puoi anche viaggiare per il mondo, ma il sapore e i colori della tua terra non hanno eguali.
Lo scorso luglio avevo scelto di presentare ad amici e parenti siciliani il mio “Amiamoci, nonostanteTutto”, mettendo in scena, credo, una bella #FestaDellAmore.
Ciò nonostante, si sa, il primo amore, non si scorda mai. Così quando Laura Rapicavoli, il giorno dopo, mi ha prospettato l’opportunità di presentare #EssereMelvin a Catania il mio egocentrismo è stato più veloce della mia parte razionale nel rispondere positivamente all’invito.
Melvin e la Sicilia sono stati per lungo tempo due amori, divenuti pesi terribili, da portare nel cuore e sulle spalle.
A tre anni dalla mia scelta di tornare in campo, e di condividere la mia storia con tutti voi, sentivo e vedevo che c’era un pezzo mancante nel mio bel puzzle.
Il pezzo mancante l’ho trovato ieri pomeriggio, partecipando, grazie all’associazione culturale “Anteas,” alla bella manifestazione “OltreLeParole”.
Un’opportunità di farmi conoscere raccontando a un caloroso e appassionato pubblico la mia vita e, soprattutto, mostrando la mia anima e i miei sentimenti.
Mi hanno accompagnato in questo viaggio :la cortese e professionale Cristina Torrisi, valente giornalista oltre che direttore della rivista “Nuove edizioni Boeheim”, e l’amica e talentuosa attrice Laura Rapicavoli.
Due belle donne che mi hanno sostenuto con garbo ed eleganza nello spiegare cosa abbia significato “Essere Melvin” .
E, quando le parole non sono state sufficienti, ecco giungere puntuali gli interventi della meravigliosa e toccante musica suonata dal violino dell’intenso Serghei Pascov.
Non voglio essere di parte, ma è stato davvero bello “sentire” il pubblico e come si sia creato un ponte emotivo e intellettivo con i presenti.
Ringrazio Pina Rapicavoli per essere stata una perfetta ed elegante “padrona di casa” e i dirigenti dell’Anteas per la splendida ospitalità.
Ho sentito il calore e l’affetto della mia città e ascoltare le parole del pubblico” siamo tutti un po’ Melvin”mi hanno davvero toccato.
Non credo di essere un uomo coraggioso, ma sentirselo dire, fa sempre piacere.
Sono tornato a casa, e mai come ieri, ho pensato: Il Tempo è Galantuomo.

ecco i video e foto  della serata:

Album Foto

https://www.facebook.com/essere.melvin/media_set?set=a.513170685523140.1073741834.100004906388526&type=3

Vittorio De Agrò e Cavinato editore presentano “Essere Melvin”

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Home Sweet Home. E’inutile getting around it, you can travel the world, but the flavor and colors of your land are unrivaled.
Last July I decided to show to friends and family Sicilians my “Let us love, nonostantetutto”, staging, I think, a pretty #FestaDellAmore.
Nevertheless, you know, first love, you never forget. So when Laura Rapicavoli, the next day, I considered the opportunity to present #EssereMelvin Catania my ego was faster than my rational to respond positively to the invitation.
Melvin and Sicily have long been two loves have become terrible weights, to bring the heart and shoulders.
Three years after my decision to return to the field, and to share my story with all of you, I felt and saw that there was a missing piece in my beautiful puzzle.
The missing piece I found yesterday afternoon by participating, thanks to the cultural association “Anteas,” the great event “oltreleparole”.
An opportunity to make known to me telling a warm and passionate public my life and, above all, showing my soul and my feelings.
I have accompanied me on this journey: the courteous and professional Cristina Torrisi, a talented journalist as well as editor of the magazine “New editions Boeheim”, and her friend and talented actress Laura Rapicavoli.
Two beautiful women who supported me with grace and elegance in explaining what it meant “Be Melvin”.
And when the words were not enough, there came punctual interventions of the beautiful and touching music played by the violin intense Serghei Pascov.
It will not be biased, but it was really nice “feel” the public and how it created an emotional and intellectual bridge with the present.
Thank Pina Rapicavoli for being a perfect and elegant “hostess” and managers dell’Anteas for the wonderful hospitality.
I felt the warmth and affection of my city and listen to the words of the audience “we are all a bit ‘Melvin” I was really touched.
I do not think of being a brave man, but to hear it, it’s always nice.
I got home, and never like yesterday, I thought: Time Is Gentleman.

Vittorio De Agro Cavinato and publisher have “Being Melvin”

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261) Il professor Cenerentolo

 

pieraccioniIl biglietto d’acquistare per “Il professor Cenerentolo” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Leonardo Pieraccioni. Con Leonardo Pieraccioni, Laura Chiatti, Massimo Ceccherini, Davide Marotta, Flavio Insinna, Sergio Friscia. Commedia, 92′. 2015

C’era una volta un giovane regista, toscano verace, che con i suoi primi film sorprese la critica e soprattutto il pubblico, portando sul grande schermo una comicità gagliarda e spumeggiante.

Ai primi successi – “I laureati” (1995) e “Il ciclone” (1996) – seguirono pellicole a profusione, all’esorbitante ritmo di una ogni anno, non tutte, purtroppo, ugualmente riuscite.

Se fino a oggi, a ogni appuntamento natalizio al cinema con Leonardo Pieraccioni, lo spettatore usciva dalla sala con la speranza che, il prossimo anno, le cose sarebbero andate meglio, dopo aver visto “Il professor Cenerentolo” temo che anche l’ultimo degli ottimisti dovrà arrendersi al fatto che il declino artistico del regista toscano sia ornai giunto al punto di non ritorno.

Umberto è un ingegnere che ha tentato una rapina in banca ed è stato colto con le mani nel sacco. Per questo sta scontando la pena nel carcere di Ventotene, ma può frequentare la biblioteca locale e girare film educativi insieme ai compagni di sventura e al direttore della prigione.

Durante la proiezione del suo ultimo film Umberto incontra Morgana, una bella insegnante di ballo che lo scambia per un operatore culturale e pare interessata a frequentarlo. Umberto dunque alimenta l’equivoco e inizia a inventarsi mille occasioni per sgattaiolare fuori di prigione, nonostante il rientro obbligato a mezzanotte, come un moderno Cenerentolo.

Nonostante il tentativo di avventurarsi in tematiche “mature”, il film risulta insulso, insensato, costruito su una sceneggiatura grottesca, modesto sia nel contenuto che nello stile.

Pieraccioni prova a dimostrare come la sua regia sia cresciuta, diventata più attenta e riflessiva col passare degli anni e dei film, ma il risultato finale è insufficiente, come può esserlo uno di quei prodotti per la tv, pensati per essere trasmessi la domenica pomeriggio, tra un caffè e una pennichella. continua su

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “Professor Cinderella” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Low; 5) Always.

A film by Leonardo Pieraccioni. Leonardo Pieraccioni Chiatti, Massimo Ceccherini, David Marotta, Flavio Insinna, Sergio Friscia. Comedy, 92 ‘. 2015

There once was a young director, Tuscan true, that with his first film surprises critics and especially the public, bringing to the big screen comedy and vigorous bubbling.

In early successes – “Graduates” (1995) and “Cyclone” (1996) – followed films galore, exorbitant rate of one every year, not all, unfortunately, equally successful.

If until now, every Christmas event to the movies with Leonardo Pieraccioni, the viewer out of the room with the hope that, next year, things would have been better, after seeing “Professor Cinderella” I fear that the last of the Optimists will surrender to the fact that the decline of artistic Tuscan director is henceforth reached the point of no return.

Umberto is an engineer who attempted a bank robbery and was caught red-handed. For this he is serving his sentence in prison in Ventotene, but can attend the local library and take educational films along with fellow sufferers and the director of the prison.

During the screening of his latest film Umberto meets Morgan, a beautiful dance teacher who mistakes him for a cultural worker and seems interested in attending. Umberto then feeds the misconception and starts to invent a thousand chances to sneak out of the prison, despite the forced return at midnight, like a modern Cinderella.

Despite the attempt to venture into issues “ripe”, the film is silly, foolish, built on a script grotesque, modest in both content and style.

Pieraccioni tries to demonstrate how its director has grown, it becomes more thoughtful and reflective as the years passed and the movie, but the end result is insufficient, as it can be one of those products for television, thought to be broadcast on Sunday afternoons, between a coffee and a nap. continues on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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