267) Irrational Man

woody allen

Il biglietto d’acquistare per “Irrational Man” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Woody Allen. Con Emma Stone, Joaquin Phoenix, Parker Posey, Jamie Blackley. Thriller, 96′. 2015

Anche a chi ha il genio dentro può pesare lo scorrere del tempo e la paura della morte. Se però il genio in questione è ironico e cinico come Woody Allen allora confrontarsi con questi difficili temi può diventare l’occasione per sorridere e riflettere.

Il regista statunitense, oggi arzillo ottantenne, è famoso per avere poca fiducia negli esseri umani e nessuna in Dio. La nostra società, per lui, somiglia sempre di più a un cane nevrotico che si morde la coda; una società dove regna il grigio e dove il confine tra morale e amorale, tra giusto e sbagliato è diventato sottile, in molti casi inesistente.

Con il film “Match point”, Allen aveva messo in luce come l’avidità e l’ambizione fossero le vere muse ispiratrici per l’uomo, capace di tutto sotto il loro stimolo. “Irrational man” può essere considerato una nemesi o se volete un sequel ancora più amaro della pellicola del 2005. Qui infatti si evidenzia come il nichilismo di valori e di umanità abbiano spodestato ogni forma di energia vitale nell’uomo.

Il protagonista della storia è Abe Lucas (Phoneix), professore di filosofia decadente nel fisico e soprattutto nello spirito. Separato dalla moglie e dedito all’alcolismo, Lucas arriva in un nuovo college privo di ogni entusiasmo e con un crescente istinto suicida.

Nonostante questo le donne che incontra, siano queste insoddisfatte docenti come Rita Richards (Posey) o brillanti studentesse come Jill Pollard (Stone), sono attratte da lui. Lucas però sembra vivere dentro una bolla, incapace di sentire qualsiasi cosa, finché un giorno, per caso, ascoltando una discussione al bar tra estranei trova un motivo per rimettersi in pista: elaborare il delitto perfetto per regalare a una giovane madre in difficoltà la felicità.

Sono tanti i romanzi e i film nel corso del tempo che hanno provato a raccontare come si possa compiere un delitto perfetto e farla franca. Lo stesso Allen, in “Match Ponit”, aveva affrontato l’argomento. In questo caso, però, la costruzione del delitto da parte del protagonista è vissuta dallo spettatore nei toni della commedia, e l’azione immorale, invece di procurare orrore e cupezza, produce effetti positivi. Lucas è infatti un assassino felice, voglioso di amare e di gustare di nuovo i piacere della vita.

Vita e morte, per Allen, possono coesistere e danzare insieme, portando benessere e persino gioia nella vita di uomo depresso e senza futuro.

Una visione ardita e come sempre controcorrente, quella del regista, che fonda le sue argomentazioni su un testo ben scritto, di spessore e ricco di citazioni e riflessioni filosofiche, che nella prima parte rendono il film godibile e divertente, dimostrando che è possibile ridere anche di un omicidio causale e preterintenzionale.

Lo spettatore è spinto a tifare per il protagonista e non a condannarlo per le sue azioni, rallegrandosi per come Lucas sia alla fine uscito dalla sua bolla d’infelicità anche se compiendo un atto innegabilmente immorale.

“Irrational man” perde purtroppo quota e incisività nella seconda parte, quando il regista e autore mette da parte l’elemento filosofico per far prevalere quello comico, mettendo in luce i limiti della struttura e dell’intreccio narrativo del film. continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-irrational-man/

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “Irrational Man” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Low; 5) Always.

Even to those who have the genius inside you can weigh the passage of time and the fear of death. But if the genius in question is ironic and cynical as Woody Allen then confront these difficult issues can become an opportunity to smile and think.

The American director, today spry octogenarian, is famous for having little faith in human beings and in no God. Our company, for him, increasingly resembles a neurotic dog chasing its tail; a society where reigns the gray and where the line between moral and immoral, between right and wrong has become thin, in many cases non-existent.

With the film “Match Point,” Allen had highlighted as greed and ambition were the true muses for man, capable of anything under their stimulus. “Irrational man” can be considered a nemesis or if you want a sequel even more bitter film 2005. Here it shows how the nihilism of values ​​and humanity have overthrown all forms of vital energy in man.

The protagonist of the story is Abe Lucas (Phoneix), professor of philosophy decadent physically and especially spiritually. Separated from his wife and addicted to alcoholism, Lucas arrives at a new college without any enthusiasm and with an increasing suicidal instinct.

Despite this woman he meets, whether they are dissatisfied teachers as Rita Richards (Posey) or brilliant students as Jill Pollard (Stone), they are drawn to him. Lucas, however, seems to live inside a bubble, unable to feel anything, until one day, by chance, at the bar listening to a discussion between strangers find a reason to get back on track: develop the perfect crime to give to a young mother struggling happiness .

There are many novels and films over the years who have tried to tell us how we can make a perfect murder and get away with it. The same Allen, in “Match Ponit”, had addressed the issue. In this case, however, the construction of the crime by the protagonist is experienced by the viewer in the tone of the play, and the immoral action, instead of procuring horror and gloom, produces positive effects. Lucas is indeed a murderess happy, eager to love and enjoy again the pleasure of life.

Life and death, for Allen, can coexist and dance together, bringing well-being and even joy in the lives of depressed man with no future.

A vision and daring as always against, that of the director, who based his arguments on a well-written text, thick and full of quotations and philosophical reflections, that in the first part make the film enjoyable and fun, showing that you can even laugh a causal murder and manslaughter.

The viewer is encouraged to cheer for the hero and not to condemn him for his actions, rejoicing as Lucas has finally emerged from his bubble of misery even if performing an act undeniably immoral.

“Irrational man” unfortunately lost altitude and impact in the second half, when the director and author puts aside the philosophical element to give precedence to the comic, revealing the limits of the plot structure and narrative of the film. continues on

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