264) Fargo -La Serie- 2 Stagione

fargo

Una serie in 10 episodi ideata da Noah Hawley e prodotta da Adam Bernstein, Joel ed Ethan Coen, Noah Hawley, Warren Littlefield, Geyer Kosinski. Con Patrick Wilson, Ted Danson, Jean Smart, Kirsten Dunst, Jesse Plemons. 2015

La vita del tele-dipendente italiano è tutt’altro che semplice. L’amore per il piccolo schermo si scontra molto spesso con la qualità dei prodotti (sceneggiati, fiction, serie) che vengono proposti dai palinsesti.

Per fortuna a salvare il pubblico arrivano dagli Stati Uniti film per la televisione e miniserie, nell’ultimo periodo di gran moda e garanzia di qualità.

Alla Festa del Cinema di Roma è stato presentato in anteprima, con due episodi, uno di questi prodotti di sicuro successo: la seconda, attesa stagione di “Fargo”. Ispirata a un film cult, diretta da registi di spessore come i fratelli Coen, con un cast di stelle l’entusiasmo del pubblico è presto spiegato.

Personalmente ho faticato a entusiasmarsi per la pellicola e della serie, la scorsa primavera, non ha visto neanche un minuto. Vi chiederete perché allora mi sia lanciato in questa recensione. È il duro lavoro dell’inviato, chiamato talvolta a fare i conti – per volere di caporedattore – anche con pezzi e argomenti spinosi.

Tant’è, eccomi qui. Le serie televisive sono, tra i campi spinosi, uno dei più infidi nel quale muoversi. Offendere la sensibilità degli appassionati e mancare di cogliere sfumature, per altri chiarissime, è cosa di un attimo. Nonostante tutta la buona volontà, durante la proiezione di questi due episodi ho faticato non poco per mantenere desta l’attenzione – e aperti gli occhi.

Non avrò la pazienza e le motivazioni del vero fan – quindi prendete le mie parole per quelle che sono, l’opinione di un profano – ma se un show non riesce a conquistarmi già dall’incipit la mia mente prende il volo per altri lidi e la mia concentrazione vacilla.

E l’incipit di Fargo (mini-serie in 10 episodi), secondo me, è debole. È debole quando per far capire allo spettatore che ci troviamo nel 1979 proietta una finta clip di un film in cui recita un giovane attore di nome Ronald Reagan. È debole quando sceglie di introdurre i diversi personaggi attraverso sotto-storie apparentante lontane ma che poi si scoprono essere in realtà legate a doppio filo.

Il terzogenito di una nota famiglia criminale di origine tedesca, i Gerhardt, pur di assicurasi un vantaggioso appalto commerciale minaccia e poi uccide un giudice e tre avventori in un bar.

Il giovane viene poi travolto e ferito mortalmente da un’auto pirata. Alla guida del mezzo la parrucchiera Peggy Blomquist (Kirtsten Dunst), che confessa l’accaduto al marito macellaio Ed (Jesse Plemmons).

Gli efferati omicidi nel bar fanno partire le indagini, guidate dallo sceriffo Hank Larsson (Ted Danson), in collaborazione con l’agente federale nonché genero Lou Solverson (Patrick Wilson).

A chiudere il cerchio, il patriarca dei Gerhardt viene colpito da ictus e per questo non può continuare a guidare il clan. Altri gruppi criminali alzano la testa per soppiantarlo e al contempo si apre una faida familiare per la successione, tra il figlio più grande (Jeffrey Donovan) e la madre (Jean Smart).

Ancora una volta un’anonima cittadina – questa volta si tratta di Luverne, in Minnesota – diventa il centro del mondo, tra crimini e interessi della criminalità organizzata.

Nonostante la presenza di un cast di assoluto prestigio, i personaggi nei primi due episodi non bucano lo schermo, rimanendo confinati in qualcosa di già visto e sentito. La sceneggiatura, anche se ben scritta, scorre lenta e il ritmo è davvero troppo compassato. continua su

http://paroleacolori.com/festa-del-cinema-di-roma-fargo-seconda-stagione/

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

A series of 10 episodes created by Noah Hawley and produced by Adam Bernstein, Joel and Ethan Coen, Noah Hawley, Warren Littlefield, Geyer Kosinski. Patrick Wilson, Ted Danson, Jean Smart, Kirsten Dunst, Jesse Plemons. 2015

The life of the tele-dependent Italian is far from simple. The love for the small screen very often collides with the quality of the products (soap operas, dramas, series) which are proposed by the program schedules.

Fortunately to save the public come from the United States television movies and mini-series, the last period of great fashion and quality assurance.

At the Rome Film Festival he has premiered with two episodes, one of these products successful: the second season of waiting “Fargo.” Inspired by a cult film, directed by film thickness as the Coen brothers, with a cast of stars the audience’s enthusiasm it is easily explained.

Personally I struggled to get excited about the film and the series, last spring, he has not seen a single minute. You may wonder then why I have launched this review. It is hard work envoy, called sometimes to deal – at the behest of editor – even with difficult subjects and pieces.

So much so, here I am. Television shows are among the thorny fields, one of the most treacherous in which to move. Offend the sensibilities of fans and failing to capture nuances, for other clear, is something of a moment. Despite all the good will, during the screening of these two episodes I struggled just to keep alive the attention – and open eyes.

I will not have the patience and motivation of the true fan – so take my words for what they are, the opinion of a layman – but if a show can not conquer me already dall’incipit my mind takes flight to other shores and my concentration falters.

And the opening words of Fargo (mini-series in 10 episodes), in my opinion, is weak. It is weak when to make it clear to the audience that we are in 1979 projects a fake clip of a movie in which she plays a young actor named Ronald Reagan. It is weak when he chooses to introduce the different characters through sub-stories apparentante far but then we discover to be in reality intertwined issues.

The third son of a known crime family of German origin, the Gerhardt, just to make sure a lucrative contract commercial threat and then killing a judge and three customers in a bar.

The youth is then run over and fatally injured by a car pirate. Driving the minibus hairdresser Peggy Blomquist (Kirtsten Dunst), who confesses the incident to her husband Ed Butcher (Jesse Plemmons).

The brutal murders in the bar are from the investigation, led by Sheriff Hank Larsson (Ted Danson), in collaboration with the federal agent and son-Lou Solverson (Patrick Wilson).

To close the circle, the patriarch of Gerhardt is affected by stroke and this can not continue to lead the clan. Other criminal groups raise their heads to supplant him and at the same time opens a family feud over the succession, including the oldest son (Jeffrey Donovan) and her mother (Jean Smart).

Again an anonymous town – this time it’s Luverne, Minnesota – becomes the center of the world, between crimes and interests of organized crime.

Despite the presence of a cast of absolute prestige, the characters in the first two episodes do not pierce the screen, remaining confined to something already seen and heard. The screenplay, although well written, flows slowly and the pace is far too staid. continues on

http://paroleacolori.com/festa-del-cinema-di-roma-fargo-seconda-stagione/

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

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