262) La pazza della porta accanto

la pazza della porta accanto

“La pazza della porta accanto” è uno spettacolo teatrale di Claudio Fava, tratto dall’omonima opera di Alda Merini pubblicata nel 1955 da Bompiani, regia e ideazione scenica di Alessandro Gassman, con: Anna Foglietta, Angelo Tosto, Liborio Natali, Alessandra Costanzo, Sabrina Knaflitz, Olga Rossi, Cecilia Di Giuli, Stfania Ugomari Di Blas, Giorgia Boscarino, Gaia Lo Vecchio.

“La pazza della porta accanto” è in scena al “Teatro Stabile” di Catania fino al 22 Dicembre.

E’ sottile la differenza tra una persona sensibile ed emotivamente fragile e un individuo bisognoso di cure psichiatriche.

Entrambi hanno ricevuto in dono un’anima pura e gentile, capace di amare e accogliere le bellezze del mondo, ma incapaci di reagire alle brutture e violenze della vita.

Quando l’anima si ammala, è difficile fare una diagnosi e spesso la scienza preferisce curare questa malattia con i farmaci ,come se fosse un malanno solo fisico.

L’anima è un territorio inesplorato e la mente ancora qualcosa d’indecifrabile e sconosciuto.

Ieri come oggi, chi entra nel girone dantesco della malattia mentale diventa un reietto della società e privato di ogni diritto. La malattia mentale colpisce tutti, senza nessuna esclusione.

Alda Merini è stata una delle più grandi poetesse del secolo scorso e nello stesso tempo una donna che ha dovuto lottare per una vita contro i demoni presenti nella sua mente.

La sua vita è segnata da continui ricoveri coatti in strutture psichiatriche, dove ha subito abusi e orrori medici dell’epoca.

“La pazza della porta accanto” è la testimonianza amara, cruda e sofferta di come Alda Merini (Foglietta) fu costretta a “soggiornare” all’età di trentasei anni per lungo tempo dentro un manicomio, su richiesta dello stesso marito.

E’ una prigionia fisica e dello spirito per la donna, costretta a confrontarsi con le altre pazienti del reparto e a subire diversi trattamenti di elettroshock. Lo spettatore è sospinto all’interno di un mondo in cui il tempo sembra essere congelato e le giornate sono scandite dalla somministrazione dei farmaci, dalle agognate sigarette e dai colloqui con i medici.

La sensibilità e diversità di Alda è subito notata dal Dottor G (Tosto), che, intuendo il talento della donna, la sollecita a scrivere, dando libero sfogo al suo talento artistico. S’instaura quindi un rapporto medico e paziente diverso dal solito, dove il primo si sforza di uscire dal rigido protocollo e di trattare con pizzico di umanità la paziente di turno. In un luogo dove i pazienti sono trattati come bestie dalle infermiere, Alda riesce a trovare in Pierre (Natali), altro paziente della struttura, la possibilità di amare e sentirsi viva e di poter anche immaginare una vita fuori da lì.

E’ la prima volta che ho assistito a una regia teatrale di Alessandro Gassman e devo ammettere che ne sono rimasto colpito dal talento e creatività e visione artistica. Il regista romano è riuscito, con bravura e sensibilità, a ricostruire le atmosfere cupe e claustrofobiche di un reparto psichiatrico, senza però far pesare il tutto nel cuore e negli occhi dello spettatore. La sua messa in scena è essenziale, intensa e diretta e ben sorretta da una scenografia agile e d’impatto visivo: giocando con gli spazi per dare al pubblico la sensazione di apertura e chiusura, secondo la scena e del momento drammaturgico.

La drammaturgia di Claudio Fava, seppure ben scritta e toccante, soprattutto grazie all’utilizzo delle poesie e parole intense scritte dalla stessa Merini, è debole sul piano narrativo. Sarebbe stato interessante e opportuno approfondire la figura e personalità del Dottor G e del suo rapporto con la protagonista. Appare fuori contesto e costruita in maniera frettolosa la storia d’amore tra Alda e Pierre.

Anna Foglietta regala un’intensa e quasi convincente performance di Alda Merini. L’attrice romana mette tutta se stessa nel ruolo, confermando ancora una volta il suo talento e capacità. Non è facile mettere in scena le fragilità e turbolenze dell’animo umano. La sua Alda è una combattente, un amante della vita, una donna che non vuole arrendersi e soprattutto una persona bisognosa di amore. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/al-teatro-stabile-di-catania-la-pazza-della-porta-accanto/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

“The crazy next door” is a play of Claudio Fava, adapted from the work of Snowshoeing published in 1955 by Bompiani, direction and scenic design by Alessandro Gassman, with Anna Foglietta, Angelo Tosto, Liborio Natali, Alessandra Costanzo Sabrina Knaflitz, Olga Rossi, Cecilia Di Giuli, Stfania Ugomari Di Blas, Giorgia Boscarino, Gaia Lo Vecchio.

“The crazy next door” is on stage at the “Teatro Stabile” of Catania up to 22 December.

And ‘the subtle difference between a sensitive and emotionally fragile and an individual in need of psychiatric care.

Both have received the gift of a pure soul and kind, able to love and embrace the beauty of the world, but unable to respond to the violence and ugliness of life.

When the soul is sick, it is difficult to diagnose and often prefers science to cure this disease with medication, as if it were a single physical ailment.

The soul is unexplored territory and the mind still something indecipherable and unknown.

Yesterday as today, those entering the Dantesque of mental illness becomes a social outcast and deprived of all rights. Mental illness affects everyone, without exclusion.

Snowshoeing is one of the greatest poets of the last century and at the same time a woman has had to fight for life against the demons in his mind.

His life is marked by continuous hospitalizations forced psychiatric facility, where he abused and physicians of horrors.

“The crazy next door” is testimony to the bitter, harsh and painful how Snowshoeing (Foglietta) was forced to “stay” at the age of thirty-six for a long time in a mental hospital, at the request of the same husband.

And ‘imprisonment physical and spirit for the woman, forced to confront the other patients in the ward and undergo several electroshock treatments. The viewer is pushed into a world where time seems to be frozen, and the days are punctuated by the administration of drugs, cigarettes and the coveted interviews with doctors.

The sensitivity and diversity of Alda is immediately noticed by Doctor G (Soon), who, sensing the talent of women, urges it to write, giving free rein to his artistic talent. Is established then a medical and patient than usual, where the first struggles to get out of the strict protocol and dealing with pinch of humanity the patient on duty. In a place where patients are treated like animals by the nurse, Alda can not find in Pierre (Natali), another patient of the facility, the ability to love and to feel alive and you can even imagine a life away from there.

It ‘the first time I attended a theater production of Alessandro Gassman and I must admit that I am impressed by the talent and creativity and artistic vision. The Roman director has managed, with skill and sensitivity, to reconstruct the dark atmosphere and claustrophobic of a psychiatric ward, but not to weigh all in the heart and in the eyes of the viewer. His staging is essential, direct, intense and well supported by a set design agile and visual impact: playing with spaces to give the audience the feeling of opening and closing, according to the scene and the dramatic moment.

Dramaturgy by Claudio Fava, although well written and moving, especially through the use of poetry and intense words written by the same Merini, is weak in terms of narrative. It would be interesting and appropriate to study the figure and personality of Dr. G and its relationship with the protagonist. It appears out of context and built in a hasty romance between Alda and Pierre.

Anna Foglietta gives an intense and almost convincing performance Snowshoeing. The Roman actress puts all of herself into the role, confirming once again his talent and ability. It’s not easy to stage and the fragility of the human turmoil. His Alda is a fighter, a lover of life, a woman who does not want to surrender and especially a person in need of love. continues on

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/al-teatro-stabile-di-catania-la-pazza-della-porta-accanto/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

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