250) Il viaggio di Arlo

il viaggio di arlo

Il biglietto d’acquistare per “Il viaggio di Arlo” è :1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Il viaggio di Arlo” è un film d’animazione del 2015 di Pete Sohn, scritto da Meg LeFauve.

Non avremmo voluto essere nei panni dl regista e dello sceneggiatore Pixar chiamati a doversi confrontare con il campione d’incassi “Inside out”. Eppure Pete Sohn e LeFauve sono riusciti con “il viaggio di Arlo”, ha firmare un altro gioiellino della galassia Disney. E se volete, paradossalmente, vincono la sfida abbassando l’asticella dei contenuti e la complessità della scrittura che aveva reso “Inside Out” un film poco adatto ai bambini.

“Il viaggio di Arlo” si muove all’interno del solco narrativo dei film Disney più classici avendo chiaramente “Il Re Leone” come punto di riferimento.

Arlo è un dinosauro, il terzo figlio di una famiglia di apatosauri contadini impegnati nel duro lavoro dei campi.

Arlo non ha ancora trovato la sua strada, un’identità precisa e soffre nel non poter reggere il confronto con i fratelli e di non essere un figlio degno di stima per il padre Papo. Un padre che in vero è certo del valore del figlio e cerca in tutti i modi di spronarlo e scuoterlo fino al giorno in cui perderà la vita mentre sono sulle tracce di un predatore che gli deruba delle loro riserve di grano. Un atipico predatore avendo le sembianze di un bambino delle caverne che dopo un’iniziale diffidenza stringe da parte di Argo ritenendolo responsabile della morte di suo padre, diventerà il suo compagno nel viaggio che il nostro protagonista compierà per tornare a casa.

Attenzione però alla parola “viaggio” che nel nostro caso ha una doppia valenza: letterale e morale. La prima permette allo spettatore di seguire le avventure della simpatica coppia e agli incontri che faranno con i diversi personaggi che abitano il pianeta dai dinosauri allevatori ai predoni e infine agli sciacalli. Ciò che però piace e commuove di più è il viaggio interiore che compie Arlo. Lo spettatore lo accompagna nel passaggio dalla fase adolescenziale a quella adulta. Un percorso lungo il quale riesce a prendere coscienza delle proprie potenzialità, togliendosi di dosso le proprie sicurezze e soprattutto può guardare in faccia le proprie paure e andare oltre.

Ci sentiamo tutti un po’ Arlo e lo siamo stati in momenti diversi delle nostre vite e magari in formule diverse abbiamo affrontato lo stesso viaggio. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-il-viaggio-di-arlo/

The ticket purchase for “The journey of Arlo” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“The journey of Arlo” is an animated film of 2015 Pete Sohn, written by Meg LeFauve.

We would not have wanted to be in the shoes dl director and screenwriter called Pixar to have to deal with the blockbuster “Inside Out”. Yet Pete Sohn LeFauve and managed with “the journey of Arlo,” he sign another gem Galaxy Disney. And if you want, paradoxically, they win the challenge by lowering the bar of content and complexity of writing that made “Inside Out” film unsuitable for children.

“The Good Dinosaur”” moves within the groove of the narrative Disney film classic having clearly “The Lion King” as a reference point.

Arlo is a dinosaur, the third son of a family of apatosauri farmers engaged in the hard work of the fields.

Arlo has not found its way, a precise identity and suffers in that it can not hold a candle to the brothers and not a son worthy of esteem for his father Papo. A father who is certainly true of the value of the child and tries in every way to encourage it and shake it until the day he loses his life while they are on the trail of a predator that robs their grain reserves. An unusual predator having the appearance of a child of the caves that after initial suspicion tightens by Argo holding him responsible for the death of his father, would become her partner in the journey that our protagonist will perform to return home.

But be careful with the word “trip” which in our case has a double meaning: the literal and moral. The first allows the viewer to follow the adventures of the friendly couple and the meetings that they will do with the different characters that inhabit the planet from dinosaurs breeders to the robbers and finally to the jackals. But what like and moves the most is the inner journey that makes Arlo. The viewer accompanies him in the transition from adolescence to adulthood. A path along which manages to become aware of their own potential, taking off their safeties and above can look in the face their fears and go beyond.

We all feel a bit ‘Arlo and we have been at different times of our lives and maybe in different formulas we faced the same trip. continues on

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-il-viaggio-di-arlo

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