246) Burnt – Il sapore del successo

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Il biglietto d’acquistare per “Burnt, il sapore del successo” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di John Wells. Con Bradley Cooper, Sienna Miller, Omar Sy, Daniel Brühl, Matthew Rhys, Uma Thurman, Emma Thompson, Alicia Vikander. Commedia, 107′. 2015

Saturazione. Rigetto. Nausea. Scusate, non voglio rovinarvi il pranzo, cena o colazione che sia, ma il vostro cronista non può fare a meno di provare questi stati fisici ed emotivi dopo aver visto l’ennesimo film sulla cucina e su uno chef bello e dannato.

Il sottoscritto non sa cucinare neanche un uovo sodo e detesta quasi tutti i programmi di cucina che invece vanno oggi tanto di moda. Capisco anche che il cinema debba seguire i trend del momento e inventarsi il genere commedia alimentare-culinaria può essere stata una buona idea, ma ormai si sta davvero raschiando il fondo del barile.

Le cucine creative degli autori devono essere davvero tristi e vuote se ormai da anni ripropongono lo stesso schema. Se prima gli eroi delle storie erano musicisti, scrittori o cantanti, oggi sono cuochi. E naturalmente i cuochi in questione devono essere attraenti e interessanti, non dei pancioni privi di fascino.

In “Il sapore del successo” lo chef interpretato da Bradley Cooper si chiama Adam Jones e, oltre a destreggiarsi dietro ai fornelli, ha anche lo spirito tormentato di una rock star. Ha alle spalle un passato di alcolista e drogato e questo l’ha spinto ad abbandonare all’improvviso amici e carriera parigino per rifugiarsi in Louisiana a pulire vongole per due anni.

Scontata la pena, Adam decide di rimettersi in gioco e conquistare la terza stella Michelin. Così mette insieme un gruppo di vecchi amici con cui aprire un ristorante. Fanno parte del team il direttore di sala Tony (Bruhl), capace e innamorato da sempre di Adam, e alcune promesse della cucina come la bella Helene (Miller).

Per chi non avesse mai visto una punta di Hell’s kitchen, sappiate che la vita in cucina può trasformarsi in un vero inferno, se lo chef ha la luna storta. Lo chef, d’altra parte, è come il comandante di una nave: il suo compito è quello di tenere unito l’equipaggio e portare a termine la traversata, ovvero soddisfare i clienti, al meglio.

Molto spesso i cuochi, come tutti gli artisti, sono egocentrici e un po’ pazzi e non badano troppo alle buone maniere, quando si tratta di cucina. Per Adam ciò che conta è solo conquistare la terza stella.

Come in ogni commedia che si rispetti non mancano amori, disastri e litigi prima di arrivare al prevedibile e immancabile lieto finale.

Il film sa tanto di minestra riscaldata dal punto di vista narrativo, anche se lo sceneggiatore ha cercato di confondere le acque, aggiungendo qualche spunto che però si rivela poco incisivo.

La regia è pulita, semplice come un piatto di pasta al pomodoro, ma il sugo è di quelli comprati al supermercato, manca del tutto un tocco personale.

Il cast è dignitoso, professionale, ma più adatto alla cucina di una mensa che a quella di un ristorante stellato. Al massimo Daniel Bruhl, grazie alla sua interpretazione fresca, riesce ad apparire allo spettatore come un buon sorbetto digestivo. continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-il-sapore-del-successo/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “Burnt, the taste of success” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Low; 5) Always.

Directed by John Wells. With Bradley Cooper, Sienna Miller, Omar Sy, Daniel Brühl, Matthew Rhys, Uma Thurman, Emma Thompson, Alicia Vikander. Comedy, 107 ‘. 2015

Saturation. Rejection. Nausea. Sorry, I will not spoil the lunch, dinner or breakfast that is, but your reporter can not help but feel these were physical and emotional after seeing yet another film about the kitchen and a chef beautiful and damned.

The undersigned can not cook even a boiled egg and hates almost all the cooking shows that instead are so fashionable today. I also understand that the cinema should follow the current trends and invent the genre comedy food-cooking can be a good idea, but now you’re really scraping the bottom of the barrel.

Kitchens creative authors should be really sad and empty if for years now reproduce the same pattern. If before the heroes of the stories were musicians, writers or singers today are cooks. And of course the chefs are to be attractive and interesting, not the bellies without charm.

In “The taste of success” the chef played by Bradley Cooper is called Adam Jones and, in addition to juggle behind the stoves, also the tormented spirit of a rock star. He looks back on a history of alcoholic and drug addict, and this prompted him to abandon suddenly friends and career Parisian refuge in Louisiana to clean clams for two years.

After serving his sentence, Adam decides to bounce back and win the third Michelin star. So he puts together a group of old friends with which to open a restaurant. They are part of the team room manager Tony (Bruhl), capable and always love Adam, and some promises of the kitchen as the beautiful Helene (Miller).

For those who had never seen a bit of Hell’s Kitchen, know that life in the kitchen can turn into a living hell, if the chef has a bad day. The chef, on the other hand, is like the captain of a ship: its task is to keep the crew together and complete the crossing, or satisfy customers, the better.

Very often the cooks, like all artists, are self-centered and a bit ‘crazy and do not care too good manners when it comes to cooking. To Adam what matters is only to conquer the third star.

As with any comedy that respects no shortage of love, disasters and disputes before reaching the predictable and inevitable happy ending.

The film seems so much heated soup in terms of narrative, even if the writer has tried to muddy the waters, adding some ideas but proves very incisive.

The direction is clean, simple as a plate of pasta with tomato sauce, but the sauce is of those bought at the supermarket, it is completely lacking a personal touch.

The cast is decent, professional, but more suited to the kitchen of a canteen to that of a starred restaurant. At best, Daniel Bruhl, thanks to its fresh interpretation, fails to appear to the viewer as a good digestive sherbet. continues on

http://paroleacolori.com/al-cinema-il-sapore-del-successo/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

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