240) The Man in high castle -Deutschland 83

svastica

Giornata “Made in Germany” al Roma Fiction Fest. Un Paese che oggi come ieri condiziona e influenza la vita politica, sociale ed economica del mondo.

In mattinata abbiamo iniziato riscrivendo la storia studiata a scuola: Adolf Hiltler si è suicidato nel suo bunker pur di non farsi catturare. Il nazifascismo è stato sconfitto dopo una tragico e terribile conflitto. Gli Alleati pur di piegare l’ostinata resistenza nipponica non hanno esitato a sganciare due bombe atomiche.

Ma se non fosse andata cosi? Se La Germania e il Giappone avessero vinto la guerra? Se avessero scoperto prima l’atomica decidendo di sperimentarla sul suolo americano, come sarebbe stato il mondo?

Una risposta a questi quesiti l’ha data Philip K. Dick con il suo romanzo ucronico The Man in the High Castle (La Svastica sul Sole in italiano), che non ho avuto il piacere di leggere, immaginando gli Stati Uniti sconfitti e divisi tra i tedeschi e giapponesi. Uno scenario che sicuramente ben si presta a una versione televisiva per i suoi contenuti interessanti e suggestivi.

Così Frank Spotnitz ha firmato l’adattamento televisivo del romanzo e i produttori Ridley Scott e David Zucker hanno deciso di scommettere su questa fiction che si diverte a giocare con la storia. Ambientata in America negli Anni ’60, The Man in the High Castle catapulta lo spettatore in quello che potremmo definire un incubo bellico in cui la società americana si è piegata all’ideologia nazista e ai costumi e usi nipponici.

La libertà è stata soppressa. Le SS girano indisturbate per le strade e i forni crematori per gli ebrei e i malati di mente sono un fatto normale. La Svastica sventola e Adolf Hitler è il padrone del mondo. Eppure esiste una forma di resistenza a questa orribile dittatura, c’è infatti a San Francisco una cellula desiderosa di combattere il regime. Lo spettatore conosce nell’arco della prima puntata prima il giovane ribelle Joe Blake che si offre volontario per una pericolosa missione, e subito dopo la bella Juliana Crain, amante della cultura orientale nonostante il fatto che suo padre sia stato ucciso dai giapponesi.

Dopo aver assistito all’assassinio della sorellastra Trudy da parte della polizia segreta nipponica, Juliana decide di sostituirsi a lei in una misteriosa operazione di spionaggio che la porterà ad attraversare il Paese e a conoscere casualmente Joe che si scoprirà essere in vero una spia nazista.

Pilot decisamente originale e intrigante che non lascia indifferenti: l’atmosfera cupa e angosciante è in linea con un contesto storico rovesciato; la struttura narrativa si presenta solida e asciutta e con una regia attenta e brava nel costruire i sub-plot. Il ritmo non è dei più fulminanti e brillanti ma ciò non è invalidante, e i giovani interpreti mostrano interessanti potenzialità.

83

Dopo aver immaginato e riscritto la storia, nel primo pomeriggio abbiamo fatto un tuffo nel passato con Deutschland 83 fino ai tempi della Guerra Fredda.

Guerra fredda che significava Muro di Berlino e due Germanie. La paura di una possibile Terza Guerra Mondiale era alta tra i due blocchi e la paura della bomba atomica era palpabile. Il pilot ci proietta nella Germania dell’Est dove i vertici dell’intelligence, spaventati dalle parole del presidente americano Reagan su una possibile rappresaglia decidono di mandare un loro uomo ad Ovest per spiare i piani del nemico.

La scelta ricade su una giovane recluta di nome Martin Rauch che di fatto viene obbligato ad accettare per il bene del regime. Egli assume così una falsa identità e diventa l’assistente di campo del comandante della Difesa della Germania Ovest. Sembra di vedere una sorta di 007 alla rovescia ma senza l’appeal e la forza narrativa di James Bond. continua su

http://www.mygenerationweb.it/201511192776/articoli/nerdzone/serie-tv/2776-roma-fiction-fest-made-in-germany-the-man-in-the-high-castle-e-deutschland-83

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Day “Made in Germany” at the Roma Fiction Fest. A country today like yesterday affects and influences the political, social and economic world.

In the morning we started rewriting history studied at school: Adolf Hiltler committed suicide in his bunker in order not to get caught. Fascism was defeated after a tragic and terrible conflict. Allies in order to bend the stubborn resistance of Japan did not hesitate to drop two atomic bombs.
But if she did not like that? If Germany and Japan had won the war? If they had found out before the Atomic decided to try it on American soil, as would be the world?

An answer to these questions was given by Philip K. Dick with his novel ucronico The Man in the High Castle (The Swastika on the Sun in Italian), which I have not had the pleasure of reading, imagining the United States defeated and divided between the Germans and Japanese. A scenario that definitely lends itself to a television version for its content interesting and suggestive.

So Frank Spotnitz have signed the television adaptation of the novel and producers Ridley Scott and David Zucker decided to bet on this fiction that enjoys playing with history. Set in America in the ’60s, The Man in the High Castle catapult the viewer into what might be called a nightmare of war in which American society is bent to Nazi ideology and customs and uses Japanese.

Freedom was suppressed. The SS run undisturbed through the streets and crematoriums for Jews and the mentally ill are a regular occurrence. The swastika waving and Adolf Hitler is the master of the world. Yet there is a form of resistance to this horrible dictatorship, there is in fact a cell in San Francisco eager to fight the regime. The viewer knows during the first episode before the young rebel Joe Blake who volunteers for a dangerous mission, and immediately after the beautiful Juliana Crain, fond of Eastern culture despite the fact that his father was killed by the Japanese.

After witnessing the murder of sister Trudy by the Japanese secret police, Juliana decided to replace her in a mysterious spy operation that will take her to cross the country and to know that Joe casually turns out to be true in a Nazi spy.

Pilot decidedly original and intriguing that does not go unnoticed: the gloomy atmosphere and distressing is consistent with a historical context overthrown; the narrative structure is solid and dry, with a careful direction and good at building the sub-plot. The pace is not the most scathing and brilliant but this is not disabling, and young performers show interesting potential.

Having imagined and re-written the history, in the early afternoon we had a blast from the past with Deutschland 83 until the times of the Cold War.

Cold War meant that the Berlin Wall and the two Germanys. The fear of a possible World War III was high between the two blocs and the fear of the atomic bomb was palpable. The pilot projects us in East Germany, where the leaders of intelligence, frightened by the words of President Reagan on a possible retaliation decided to send a man to their West to spy on the enemy’s plans.

The choice falls on a young recruit named Martin Rauch which in fact is obliged to accept for the sake of the regime. He thus assumes a false identity and become the field assistant of the commander of the defense of West Germany. It seems to see a sort of 007 down but without appeal and the narrative power of James Bond. continues on

http://www.mygenerationweb.it/201511192776/articoli/nerdzone/serie-tv/2776-roma-fiction-fest-made-in-germany-the-man-in-the-high-castle-e-deutschland-83

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

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