232) Trepalium – Bad Guys

trepalium

La seconda giornata del Roma Fiction Fest è decisamente in chiaroscuro, La mattina è infatti iniziata con la visione della serie francese Trepalium nella sezione “Concorso Internazionale”.

Leggendo la sinossi c’erano le basi di qualcosa davvero interessante: in un futuro non molto lontano la società è divisa tra occupati e inattivi, con le due categorie separate da un muro spesso e solido che rievoca il vecchio e caro Muro di Berlino. Due mondi separati e distinti: quello degli occupati è colorato, pulito,ordinato strutturato in maniera militare e ogni individuo è chiamato a soddisfare le attese delle aziende, pena il licenziamento e la deportazione nella zona degli inattivi; le soglie di stress, paura e ansia sono ovviamente altissime, non c’è spazio per il minimo errore. Quello degli inattivi è desolato, sporco, povero, governato dalla legge del più forte e i suoi abitanti sono considerati degli esseri inferiori, inutili e ghettizzati.

Un mondo dove l’80 % della popolazione è inattiva rappresenta l’incubo per ogni governante: un mondo scosso da conflitti, congiure, cospirazioni e rapimenti come quello avvenuto ai danni del ministro del lavoro. Il Premier nonché moglie del rapito per ottenerne la liberazione ha accettato di attuare uno straordinario piano di occupazione e di permettere a 150000 inattivi di entrare nel mondo degli occupati.

Una idea narrativa che sollecita la curiosità dello spettatore e soprattutto la sua fantasia: la puntata è intrisa di un’atmosfera cupa, drammatica e soffocante. Tuttavia fatica a decollare sul piano del ritmo e del pathos narrativo, non convince l’intreccio narrativo e lo stesso cast appare debole e poco incisivo nel rappresentare i personaggi divisi equamente tra occupati e inattivi che inevitabilmente vengono ad incrociarsi. Non scocca la scintilla empatica nello spettatore che fatica a trovare un vero filo rosso e a farsi coinvolgere dalla storia benché il lavoro sia un tema caldo e tocchi, in modo diverso, tutti.

La parola “lavoro” deriva dal termine latino “trepalium” cioè uno strumento di tortura e sofferenza, ma l’unica sofferenza qui è quella dello spettatore che sceglie arrivare fino alla fine della puntata.

bad guys

Tutt’altra musica nel pomeriggio con la serie coreana Bad Guys inserita nella sezione “Serial Crime”. Confesso di avere una certa prevenzione nei riguardi delle produzioni orientali e in linea di massima evito di vederle sia che si tratti di film che di serie TV, ma devo ammettere che ad oggi, Bad Guys è il miglior prodotto visto al Festival.

Ambientata a Seoul nei giorni nostri, la serie mostra una società che ci si immagina ricca, felice e ordinata. Invece viene mostrato il lato oscuro e violento della città, in cui dilaga la criminalità e gli efferati omicidi sono all’ordine del giorno. Un serial killer da mesi uccide senza pietà donne nei giorni di pioggia senza che la polizia sia capace di fermarlo. Quando durante un inseguimento viene ucciso un giovane poliziotto nonché figlio del capo della polizia, la misura è davvero colma: il capo desideroso di vendicare il figlio e di fermare il serial killer decide di richiamare in servizio il detective Oh Goo-Tak, un vero cane sciolto, poco incline a rispettare le regole, definito dagli stessi colleghi “un cane pazzo”.

Oh Goo-Tak accetta il caso avendo la garanzia di avere carta bianca, il che si traduce nel far uscire dal carcere tre criminali per formare una squadra speciale: Lee Jung-Moon, serial killer psicopatico ma con QI da genio, Park Woong–Cheol, boss della mafia e dotato di una forza incredibile e Jung Tae-Soo killer infallibile. I tre assassini, seppure riluttanti, accettano di collaborare con la polizia in cambio della promessa di uno sconto di pena di 5 anni a chi sarà capace di fermare il serial killer: una scrittura semplice, diretta e avvincente che parte dall’idea che solo un cattivo può fermare un altro cattivo. continua su

http://www.mygenerationweb.it/201511152766/articoli/nerdzone/serie-tv/2766-dal-roma-fiction-fest-trepalium-e-bad-guys

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The second day of the Rome Fiction Fest is decidedly mixed results, the morning is in fact began with the vision of the French series Trepalium in the “International Competition”.

Reading the synopsis were the foundation of something really interesting in a not too distant future the company is divided between employed and inactive, with the two groups separated by a solid wall and often reminiscent of the dear old Berlin Wall. Two separate and distinct worlds: that of the employed is colorful, clean, orderly arranged in a military and each individual is called upon to meet the expectations of companies, on pain of dismissal and deportation in the inactive; thresholds of stress, fear and anxiety are obviously very high, there is no room for the slightest mistake. One of the inactive is desolate, dirty, poor, governed by the law of the jungle and its inhabitants are considered inferior beings, unnecessary and ghettoized.

A world where 80% of the population is inactive is the nightmare for every ruler: a world shaken by conflicts, plots, conspiracies and kidnappings like the one that occurred at the expense of the Minister of Labour. The Premier and the wife kidnapped to secure his release has agreed to implement an extraordinary level of employment and allow 150,000 inactive to enter the world of employees.

A narrative idea that urges the viewer’s curiosity and especially his imagination: the episode is full of gloomy atmosphere, dramatic and suffocating. However struggling to take off in terms of rhythm and narrative pathos, unconvincing the storyline and the same cast appears weak and unremarkable in representing the characters divided equally between employed and inactive that inevitably come to cross. No sparks empathy in the viewer which is struggling to find a real thread and getting involved in the story although the work is a hot topic and touches, in a different way, everyone.

The word “work” comes from the Latin “Trepalium” that is an instrument of torture and suffering, but the only one suffering here is the viewer who chooses it to the end of the episode.

A completely different music in the afternoon with the Korean series Bad Guys inserted in the “Serial Crime”. I confess to a certain prejudice towards productions Eastern and in principle I avoid seeing them whether it be film or TV series, but I have to admit that today, Bad Guys is the best product seen at the Festival.

Set in Seoul in the day, the series shows a society that we imagine rich, happy and orderly. Instead shows the dark and violent side of the city, where crime is rampant and brutal murders are commonplace. A serial killer for months kills mercilessly women on rainy days without the police being able to stop it. When during a chase is killed a young policeman and son of the police chief, the measure is really full: the boss keen to avenge his son, and to stop the serial killer decides to call the detective on duty Oh Goo-Tak, a real dog loose, little inclined to respect the rules, defined by their colleagues “a mad dog”.

Oh Goo-Tak accepts the case and we are guaranteed to have carte blanche, which results in getting out of prison three criminals to form a special team: Lee Jung-Moon, psychopathic serial killer but with genius IQ from, Park Cheol-Woong , the mafia boss and has incredible strength and Jung Tae-Soo sure kill. The three assassins, albeit reluctantly, agree to cooperate with the police in exchange for the promise of a reduction of sentence of 5 years who will be able to stop the serial killer: a write simple, direct and compelling that the idea that only a bad can stop another bad. continues on

http://www.mygenerationweb.it/201511152766/articoli/nerdzone/serie-tv/2766-dal-roma-fiction-fest-trepalium-e-bad-guys

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

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