228) Lea

Lea

Nel nome di mamma. No cari lettori, non sto facendo confusione con il titolo del famoso film “Nel nome del padre” di Jim Sheridan del 1993. Ma dopo aver visto questa mattina, in anteprima stampa, il film Tv “Lea” di Marco Tullio Giordana non ho potuto, tra le varie riflessioni, fare una crasi con questo film.
Chi è Lea? Probabilmente ai più questo nome sarà sconosciuto come lo era per me fino ad oggi. Lea Garofalo (Valeria Scalera) era una ragazza qualsiasi con “la sventura” di far parte di una famiglia di uomini d’onore legati alla ndrangheta. Prima il padre e poi il fratello Floriano (Mauro Conte). Vive con la famiglia a Petilia Policastro, piccolo paesino della Calabria.
Lea era una ragazza orgogliosa, combattiva e decisa a fare la propria vita. Desidera una vita “normale”, onesta, lontana dagli affari di famiglia. Si innamora di Carlo (Alessio Praticò), suo coetaneo, e pur non sposandosi mettono su famiglia avendo una figlia di nome Denise e decidendo di trasferirsi a Milano per trovare lavoro. Qui Carlo inizia una serie di attività illegali che spingono Lea alla decisione di lasciarlo per poi fuggire con la figlia. La donna ferma nel voler garantire la sicurezza ed un futuro migliore alla figlia decide di diventare “testimone” della polizia e di entrare nel programma “testimoni” vagabondando per l’Italia sotto falso nome. Ma ciò non basta a evitare la vendetta di Carlo e soprattutto dei clan per il suo tradimento pronti anche a uccidere il fratello Floriano.
Lo Stato giudicando modesto il valore della testimonianza di Lea la toglie dal programma testimoni. Lea, oramai sola, trova aiuto e sostegno concreto dall’associazione “Libera” di Don Ciotti. Ciò non le evita però di “scomparire” nel nulla la sera del 24 novembre del 2009 mentre si trova Milano con figlia. Denise è l’unica a non credere alle calunniose storie sulla fuga della madre. Certa delle responsabilità criminali di suo padre accetta così, di collaborare con le autorità “sotto copertura” per inchiodare i colpevoli e ottenere giustizia.
Sarebbe una bella trama di un movie crime peccato che sia una storia vera e tragica.
Peccato che Lea Garofalo abbia pagato con la vita la scelta di vivere onestamente.
Marco Tullio Giordana, dopo “I cento passi”, sceglie di raccontare un’alta storia di “un caduto” come lui stesso ha dichiarato in conferenza stampa per opera delle mafie. Un donna semplice che è diventata come Peppino Impastato, da Lea stessa ammirata, un simbolo.
Il film dal punto di vista narrativo però non convince fino in fondo. La prima parte in cui è protagonista l’intensa e determinata Vanessa Scalera riesce a tenere alta l’attenzione del pubblico e conquistare e tenere con bravura e personalità la scena. Nella seconda parte quando avviene la staffetta del protagonista da madre e figlia il pathos narrativo cala e il ritmo della storia perde quota Linda Caridi seppure abbia fornito una perfomance generosa e intensa risulta ancora acerba nell’interpretare ruoli così importanti. Non riesce a trasmettere come Scalera, il senso e lo spirito di una donna forte. La regia di Giordana è semplice, pulita, tesa a dare spazio all’intricata storia evidenziando le diverse sfumature di grigio anche all’interno dello stato tra l’inefficienza della burocrazia e la bravura delle forze dell’ordine. Manca però il tocco dell’artista creativo che conosciamo. Un discreto film ma non all’altezza dal punto di visto emotivo, artistico e di coinvolgimento dei “I cento passi”. continua su

http://www.mygenerationweb.it/201511122758/articoli/nerdzone/serie-tv/2758-lea-una-storia-di-n-drangheta

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

In the name of mother. No dear readers, I am not making confusion with the title of the famous film “In the Name of the Father” by Jim Sheridan in 1993. But after seeing this morning, in print preview, the TV movie “Lea” by Marco Tullio Giordana I could , among other considerations, a portmanteau do with this film.
Who is Lea? Probably the most this name will be unknown as it was for me to this day. Lea Garofalo (Valeria Scalera) was a girl with any “misfortune” of being part of a family of men of honor-related Ndrangheta. First his father and then his brother Florian (Mauro Conte). He lives with his family in Petilia Policastro, a small town in Calabria.
Leah was a girl proud, combative and determined to make his own life. He wants a “normal” life, honest, away from the family business. He falls in love with Carlo (Alessio practiced), his contemporary, and while not marrying raise families having a daughter named Denise and decided to move to Milan to find work. Here Charles begins a series of illegal activities that lead Lea to the decision to leave and then fled with her daughter. The woman stopped in wanting to ensure safety and a better future to his daughter decides to become a “witness” of the police and of entering the program “witnesses” wandering Italy under an assumed name. But this is not enough to avoid the revenge of Charles and especially for his betrayal of the clans are also ready to kill his brother Floriano.
The state judging modest value of the testimony of witnesses Lea takes it from the program. Lea, now alone, finds help and practical support by the “Free” Don Ciotti. This does not, however, to avoid the “disappear” into thin air on the evening of 24 November 2009, while in Milan with daughter. Denise is the only one not to believe the slanderous stories about the flight of the mother. Some of the criminal responsibility of his father accepts so, to cooperate with the authorities “undercover” to nail the culprits and obtain justice.
It would be a nice plot of a crime movie too bad it’s a true story and tragic.
Too bad Lea Garofalo have paid with their lives the choice to live honestly.
Marco Tullio Giordana, after “The Hundred Steps”, choose to tell a high story of a “fallen” as he himself said in a press conference by the work of the mafia. A simple woman who has become as Peppino Impastato, Lea same admired, a symbol.
The film from the narrative point of view, however, does not convince all the way. The first part in which the protagonist is the intense and determined Vanessa Scalera manages to hold the attention of the public and win and keep the scene with talent and personality. In the second part takes place when the relay of the protagonist from mother and daughter pathos narrative falls and the pace of the story loses altitude Linda Caridi even have provided a generous and intense performance is still immature in interpreting such important roles. He fails to convey how Scalera, the meaning and the spirit of a strong woman. Directed by Giordana is simple, clean, aimed at giving space the tangled story highlighting the different shades of gray even within the state between the inefficiency of the bureaucracy and the skill of the police. Missing is the touch of the creative artist we know. A decent movie but not up to the point of view emotional, artistic and involvement of “The Hundred Steps”. continues on

http://www.mygenerationweb.it/201511122758/articoli/nerdzone/serie-tv/2758-lea-una-storia-di-n-drangheta

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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