220) Alaska

german

Il biglietto d’acquistare per “Alaska” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Claudio Cupellini. Ccon Elio Germano, Astrid Begèes Frisbey, Valerio Binasco, Elena Radonicich, Marco D’Amore, Paolo Pierobon. Drammatico, 125′. 2015

Ci sono film di cui comprendi l’essenza al primo fotogramma. Per altri, invece, serve una seconda visione. Altri ancora sono talmente criptici che rinunci a trovare loro un significato, ma ne ammiri comunque la messa in scena, la fotografia oppure la recitazione.

E poi ci sono i film brutti, quelli sciatti e scritti in maniera contorta, tanto che, mentre li guardi, non puoi fare altro che controllare in maniera compulsiva l’orologio, sperando che finiscano il prima possibile.

“Alaska” di Claudio Cupellini rientra in quest’ultima categoria e dopo aver ascoltato anche la conferenza stampa con i protagonisti hai come la sensazione che tutti – regista, attori, personaggi – vivano proprio in un mondo diverso dal tuo.

Di cosa parla Alaska? Per il vostro inviato alla Festa del Cinema si tratta di una storia d’amore dai toni noir, con protagonisti Fausto (Germano) e Nadine (Frisbey), che s’incontrano per caso sul tetto di un grande hotel parigino e poi si inseguono, si amano e finiscono per dividersi nel giro di cinque anni.

Secondo gli sceneggiatori e l’attore Elio Germano, invece, il film racconta l’affannosa ricerca della felicità da parte dei personaggi, ricerca portata avanti contro tutto e tutti. Magari, un giorno, qualcuno ricorderà loro che un certo Gabriele Muccino sul tema ha già fatto un film piuttosto illuminante. Come ci auguriamo che Elio Germano, stimato e talentuoso attore, si renda conto, prima o dopo, di cosa significhi veramente la parola commedia, e magari ne faccia una (invece di sostenere che “L’ultima ruota del carro” di Giovanni Veronesi e “Io e Napoleone” di Virzì ne siano degli esempi calzanti).

“Alaska” – forse il nome doveva mettermi in guardia in tal senso – gela sul nascere qualsiasi tentativo dello spettatore di provare empatia con i personaggi. Una storia d’amore che non decolla mai, rimanendo piatta e unidimensionale; due protagonisti che non arrivano mai ad avere una personalità o una struttura psicologica.

Gli autori hanno voluto rimarcare con orgoglio, in conferenza stampa, il fatto di aver scritto un testo inedito, diverso, teso a raccontare il desiderio di ogni uomo di migliorarsi e raggiungere i propri obiettivi. Di nuovo lo spettatore/inviato, ascoltando queste parole, è rimasto un po’ perplesso, perché per lui/me appariva chiaro che il fil rouge del film fosse invece la storia d’amore. continua su

http://paroleacolori.com/festa-del-cinema-di-roma-alaska/

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “Alaska” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Low; 5) Always.

A film by Claudio Cupellini. Ccon Elio Germano, Astrid Begèes Frisbey, Valerio Binasco, Elena Radonicich, Marco D’Amore, Paolo Pierobon. Drama, 125 ‘. 2015

There are movies that you understand the essence of the first frame. For others, however, it needs a second viewing. Still others are so cryptic that waives find them a meaning, but still admire the staging, photography or acting.

And then there are bad movies, those slovenly and written in a twisted way, so that while you watch them, you can not do nothing but compulsively control the clock, hoping to end up as soon as possible.

“Alaska” by Claudio Cupellini falls into the latter category, and after having listened to the press conference with the players you have the feeling that everyone – director, actors, characters – just live in a world different from yours.

What’s it about Alaska? For your sent to the Film Festival is a love story-toned noir starring Fausto (Germano) and Nadine (Frisbey), who meet by chance on the roof of a big Parisian hotel and then chase, They love each other and end up split in five years.

According to the writers and the actor Elio Germano, however, the film tells the frantic pursuit of happiness by the people, research carried out against all odds. Maybe, one day, someone will remind them that a certain Gabriele Muccino on the subject has already done a movie quite enlightening. As we hope that Elio Germano, respected and talented actor, you realize, sooner or later, of what it is really the word comedy, and maybe we’ll do a (instead of maintaining that “The third wheel” by Giovanni Veronesi and “Napoleon and Me” Virzi they are the cases in point).

“Alaska” – perhaps the name was to warn me to do so – freezes the bud any attempt of the viewer to empathize with the characters. A love story that never took off, remaining flat and one-dimensional; two protagonists never get to have a personality or psychological structure.

The authors wanted to point with pride at the press conference, the fact that he had written an unpublished text, different, tended to tell the desire of every man to improve and reach their goals. Again the viewer / sent, hearing these words, it was a bit ‘confused, because for him / me it was clear that the underlying theme of the film was rather the love story. continues on

http://paroleacolori.com/festa-del-cinema-di-roma-alaska/

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