207) Land of Mine

land of mine

Il biglietto d’acquistare per “Land of Mine” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Land of Mine” è un film del 2015 scritto e diretto da Martin Zandvliest, con: Roland Moller e Mikkel Boe Folsgaard.

La storia letta sui libri ci dice che i nazisti erano i cattivi, uomini tramutati in demoni, autori di atrocità e folli persecutori del popolo ebraico e che, se oggi viviamo in un mondo quasi libero e giusto ,lo dobbiamo alla sconfitta del nazifascismo nella seconda guerra mondiale.
Sappiamo però anche che la storia viene scritta dai vincitori e spesso questi ultimi hanno le mani macchiate di sangue. Quello che gli storici sono restii a raccontarci è cosa successe nell’immediato dopoguerra in un’Europa devastata dalla macerie e dall’orrore.
A volte il cinema si fa carico di colmare delle lacune e di divulgare delle verità sepolte.
“Land of Mine”, presentato martedì sera alla Festa del Cinema di Roma ne è un bellissimo esempio.
La Danimarca liberata nel 1945, dopo cinque anni di occupazione tedesca, aveva la necessità di “pulire” le sue coste dalle mine nascoste dai nazisti convinti che lo sbarco degli americani sarebbe avvenuto lì.
Un lavoro rischioso che nessun soldato danese voleva compiere. Così, i vertici militari, con il sostegno inglese, decisero di “arruolare” i prigionieri tedeschi per questo compito.
Furono divisi in diversi gruppi i 2 600 prigionieri, per la stragrande maggioranza ragazzi dai 15 ai 18 anni, e chiamati a togliere in sei mesi oltre 1.402.00 mine,
In sfregio alla Convenzione di Ginevra e a qualsiasi diritto, i prigionieri tedeschi vennero usati come cavie senza che avessero alcuna preparazione o abilità specifica nel campo.
Il film catapulta lo spettatore in una storia che, minuto dopo minuto, non può che lasciare stupiti e sgomenti. Si osservano i quattordici ragazzi tedeschi chiamati ad entrare nella squadra del sergente Rasmussen(Moller) e ad obbedire. Un sergente duro, avaro di parole, determinato a sminare le coste danesi e, in apparenza, amorevole solo il suo cane.
I ragazzi, sebbene consapevoli della rischiosa missione, accettano di compierla sperando che alla fine possano tornare in Germania.
Un film giocato sull’emozione e sull’angoscia vissuta da giovani protagonisti e sul rapporto che si instaura con il rude sergente. Lo spettatore entra fin da subito in empatia con i tedeschi e non può che tifare per loro e soffrire quando molti “cadono in missione”. Un film cupo, angosciante, straziante che però si svolge in pieno giorno, su bellissime spiagge davanti ad un mare che risplende. Bellezza e Orrore si scontrano e si alternano sulla scena, creando una convincente miscela di adrenalina, pathos e commozione.
Una sceneggiature asciutta, snella, diretta che ha il merito di aver dato visibilità a un aspetto oscuro e tragico del periodo post bellico. I rari dialoghi sono ben costruiti in tempi e ritmi tesi ad amplificare la tensione narrativa senza però eccedere o scadere nella retorica.
La regia è essenziale, lineare e, nello stesso tempo, esperta e capace di costruire un prodotto bellico davvero diverso dal solito e tenere inchiodato lo spettatore allo schermo fino alle fine. continua su

http://www.mygenerationweb.it/201510232721/articoli/palcoscenico/cinema/2721-anteprima-festa-del-cinema-di-roma-land-of-mine-capolavoro-di-un-passato-post-bellico-che-fa-riflettere

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “Land of Mine” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

“Land of Mine” is a 2015 film written and directed by Martin Zandvliest, with: Roland Moller and Mikkel Følsgaard.

Read history books tells us that the Nazis were the bad guys, men turned into demons, perpetrators of atrocities and insane persecution of the Jewish people and that, if we live in a world almost free and fair, we owe it to the defeat of fascism in the second world War.
But we know also that history is written by the victors, and the latter often have their hands stained with blood. What historians are reluctant to tell you what happened after the war in a Europe devastated by rubble and horror.
Sometimes the film takes care to fill in gaps and to disclose the truth buried.
“Land of Mine”, presented Tuesday night at the Film Festival of Rome is a beautiful example.
Denmark freed in 1945, after five years of German occupation, had the need to “clean up” its shores by mines hidden by the Nazis convinced that the landing of the Americans would take place there.
A risky job that no Danish soldier wanted to perform. Thus, military leaders, with the support English, decided to “recruit” German prisoners for this task.
They were divided into several groups the 2,600 prisoners, the vast majority children aged 15 to 18 years, and asked to take over in six months 1.402.00 mines,
Scarring in the Geneva Convention and to any law, German prisoners were used as guinea pigs without any preparation or have specific skills in the field.
The film catapults the viewer into a story that, minute by minute, can only leave amazed and dismayed. They look at the fourteen German boys called to join the team of Sergeant Rasmussen (Moller) and to obey. A sergeant hard, stingy with words, determined to de-mine the Danish coast and, apparently, just loving his dog.
The boys, although aware of the risky mission, agree to carry it out, hoping that eventually could return to Germany.
A movie played on emotion and on anxiety experienced by the young protagonists and the relationship established with the rude sergeant. The viewer enters immediately empathize with the Germans and can only cheer them and suffer when many “fall on a mission.” A dark film, agonizing, excruciating but takes place in broad daylight, on the beautiful beaches in front of a sea that shines. Beauty and Horror collide and alternate on the scene, creating a convincing mixture of adrenaline, emotion and pathos.
A screenplays dry, lean, direct and has the merit of giving visibility to a dark and tragic aspect of the postwar period. The rare dialogues are well built in tempo and rhythm thesis to amplify the narrative tension without exceeding or falling into rhetoric.
The direction is essential, linear and, at the same time, experienced and capable of building a product war really different than usual and keep viewers riveted to the screen until the end. continues on

http://www.mygenerationweb.it/201510232721/articoli/palcoscenico/cinema/2721-anteprima-festa-del-cinema-di-roma-land-of-mine-capolavoro-di-un-passato-post-bellico-che-fa-riflettere

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

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