206) The Walk – Registro di Classe

the walk

C’è chi da bambino sogna di fare il calciatore, chi l’astronauta, chi l’attore. E poi c’è Philippe Petit, un ragazzo parigino come tanti, che scopre di avere una passione per il funambolismo, un talento naturale e doti fisiche per essere giocoliere e acrobata.
Philippe Petit non è un semplice funambolo, è un artista, un teatrante dell’aria. Quando si trova su una corda si sente vivo e in armonia con l’essenza della vita. Una vita dedicata a fare imprese impossibili. “The Walk” è il nuovo film di Robert Zemeckis, scritto da lui stesso con Christopher Browne, in cui si racconta la vita di Philippe, interpretato da un magistrale Joseph Gordon-Levitt, e di come questi decise a tavolino di “camminare” lungo un cavo tra le due Torri Gemelle di New York il 7 Agosto del 1974. Phillippe è un autodidatta del funambolismo che nel corso della sua vita, sfidando divieti e problemi organizzativi, riesce a compiere imprese uniche.
La scelta delle Torre Gemelli arriva quasi spontanea quando il protagonista, leggendo per caso un articolo su un giornale, apprende della loro prossima inaugurazione. Philippe decide di coinvolgere in questa folle impresa la sua fidanzata Annie e alcuni amici fidati. Si esercita per lunghi mesi con Papa Rudy (Ben Kinsley), anziano e esperto funambolo di circo per imparare questa rischiosa forma d’arte.
Philippe e la sua squadra, una volta giunti a New York e dopo aver studiato per mesi come poter aggirare la sicurezza delle Torri e trasportare l’attrezzatura necessaria, all’alba del 7 agosto stupiranno il mondo.
Se la prova generale per il funambol francese era stata la cattedrale di Notre Dame, le Torri rappresentano un livello ancora superiore di rischio ed eccitazione.
Il film di Zemeckis non è altro che un straordinario concentrato di egocentrismo di un uomo che ha scelto di vivere non una vita spericolata, semmai diversa dal solito perché solo cosi era capace di esprimere la sua arte. Come ha detto Philippe in conferenza stampa, il funambolismo non potrà mai essere sport perché è piuttosto una forma di arte in cui c’è bisogno di solitudine e concentrazione oltre che di grandi doti atletiche. Zemeckis è bravo nel delineare la figura dell’uomo prima e dell’artista, poi, che vive in simbiosi con il cavo e i suoi progetti.
Sebbene abbia una fidanzata e degli amici, Philippe non sogna una famiglia o un lavoro stabile, ma nuovi e impossibili luoghi dove esibirsi. Il film, ben scritto, diretto e avvolgente, ha però una struttura narrativa a due tempi, una prima parte lenta e meno interessante, in cui lo spettatore scopre il protagonista e l’evoluzione della sua vita per poi diventare intensa e vivace nella seconda parte, quando l’azione si sposta a New York e si segue con curiosità e interesse le operazioni del team di Philippe. E, come una tragedia greca, il climax arriva puntuale e in maniera spettacolare dal punto visivo ed emotivo quando lo spettatore sale sul filo sospeso in aria tra le due Torri con il protagonista. Da quel momento la regia, che prima era stata pulita, semplice , ma senza particolari acuti, sale di tono e Zemeckis dimostra talento ed esperienza, facendo trattenere il respiro allo spettatore durante le ben quattro traversate di Philippe. Un film che ruota tutto attorno al protagonista Joseph Gordon Levitt, che si dimostra all’altezza del compito e capace di risultare credibile nel ruolo, creando empatia con il pubblico. Anche se va detto che dopo aver ascoltato e visto l’originale nella spumeggiante conferenza stampa, l’attore americano ne risulta una copia sbiadita.
“The Walk” merita sicuramente un biglietto “Ridotto” perché permette di far conoscere anche alle nuove generazioni un personaggio davvero atipico e istrionico, che ancora oggi continua a misurare la sua vita con un filo e la possibilità di unire due punti sulla carta impossibile.

registro di classe amelio
La mia mattinata al Festival, dopo aver trattenuto il respiro e rischiato le vertigini, è virata su un argomento più terreno, ma assai scivoloso e complesso come la nostra scuola con l’interessante documentario di Gianni Amelio e Cecilia Pagliarinim “Registro di classe Libro I”. 55 minuti di girato selezionati tra la grande quantità di materiale a disposizione negli archivi del MIUR. I registi hanno compiuto delle scelte felici, mostrando le mutazioni della nostra scuola dai primi del novecento fino agli anni sessanta, di come la scuola sia stata usata dal regime fascista per plasmare e manipolare le giovani generazioni rispetto ai loro scopi. Lo spettatore osserva come la scuola fosse, non molto tempo fa, un vero luogo di aggregazione sociale e quanto fosse importante il suo ruolo per vincere la piaga dell’analfabetismo. Non si può non riflettere, guardando le immagini, su come la scuola sia servita a diffondere la lingua italiana in tutto Paese e a unificarlo veramente, quando all’interno dei nuclei familiari si era solito parlare in dialetto. Magari il montaggio poteva essere pensato per dare maggiore ritmo, che alla lunga risulta abbastanza compassato. continua su

http://www.mygenerationweb.it/201510212714/articoli/palcoscenico/cinema/2714-anteprima-festa-del-cinema-di-roma-the-walk-di-zemeckis-e-registro-di-classe-di-gianni-amelio

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

 

 

There is a child who dreams of becoming a soccer player, who the astronaut, who the actor. And then there’s Philippe Petit, a Parisian boy like many, who discovers he has a passion for acrobatics, a natural talent and physical attributes to be a juggler and acrobat.
Philippe Petit is not an easy tightrope walker, is an artist, a theatrical air. When you find a rope feels alive and in harmony with the essence of life. A life dedicated to doing business impossible. “The Walk” is the new film by Robert Zemeckis, written by himself with Christopher Browne, which tells the life of Philippe, played by a masterful Joseph Gordon-Levitt, and how they decided to table to “walk” along a cable between the two Twin Towers in New York on August 7, 1974. Phillippe is a self-taught acrobatics that during his life, defying bans and organizational problems, can perform feats unique.
The choice of the Twin Tower comes almost spontaneously when the protagonist, she read an article in a newspaper, he learns of their next inauguration. Philippe decides to engage in this crazy business his girlfriend Annie and some trusted friends. It exercises for long months with Pope Rudy (Ben Kinsley), senior and expert tightrope walker in the circus to learn this risky form of art.
Philippe and his team, once they arrive in New York and after studying for months how to circumvent the security of the Towers and carry the necessary equipment, at dawn on August 7 will astonish the world.
If the dress rehearsal for the funambol French had been the cathedral of Notre Dame, the towers represent an even higher level of risk and excitement.
Zemeckis’s film is nothing but an extraordinary concentration of self-centeredness of a man who chose not to live a reckless life, rather than the usual because the only way he was able to express his art. As Philippe said in a press conference, the acrobatics will never be sport because it is rather a form of art where there is need for solitude and concentration as well as the great athletic skills. Zemeckis is good at delineating the figure of the man and the artist first, then, living in symbiosis with the cable and its projects.
Although he has a girlfriend and friends, Philippe does not dream of a family or a stable job, but new and impossible places to perform. The film, well written, directed and enveloping, however, has a narrative structure in two stages, the first part slow and less interesting, in which the viewer discovers the star and the evolution of his life before becoming intense and lively in the second half When the action moves to New York and follows with curiosity and interest in the operations of the team of Philippe. And, like a Greek tragedy, the climax arrives on time and in spectacular fashion from the point of view and emotional when the viewer gets on the wire hanging in the air between the two towers with the protagonist. Since that time, he directed that before had been cleaned, simple, but with no particular acute rises in pitch and Zemeckis demonstrates talent and experience, making the audience hold their breath during the four crossings Philippe. A film that revolves around the protagonist Joseph Gordon Levitt, who proves up to the task and able to be credible in the role, creating empathy with the public. Although it must be said that after hearing and seeing the original in sparkling press conference, the American actor it is a poor imitation.
“The Walk” is definitely worth a ticket “reduced” because it allows you to make known to the younger generation a really atypical and histrionic, which still continues to measure his life by a thread, and the ability to join two points on the card impossible.
My morning at the Festival, after holding his breath and almost dizzy, you turn on a topic more ground, but very slippery and complex as our school with the interesting documentary by Gianni Amelio and Cecilia Pagliarinim “Gradebook Book I “. 55 minutes of footage selected from the vast amount of material available in the archives of the Ministry of Education. The directors have made choices happy, showing the transformations in our school from the early twentieth century until the sixties, of how the school was used by the fascist regime to shape and manipulate the young generation than their purposes. The viewer observes how school was, not long ago, a real place for social gatherings and how important it was his role to overcome illiteracy. One can not but think, looking at pictures, on how the school has served to spread the Italian language throughout the country and unify it really, when in households is used to speak in dialect. Maybe the assembly could be thought to give more rhythm, which in the long run is quite stiff. continues on

http://www.mygenerationweb.it/201510212714/articoli/palcoscenico/cinema/2714-anteprima-festa-del-cinema-di-roma-the-walk-di-zemeckis-e-registro-di-classe-di-gianni-amelio

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto

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