205) Pan, viaggio sull’isola che non c’è – Room

pan viaggio all'isola che non c'è

Il bello di un Festival del cinema è che puoi scegliere di vedere diversi generi di film per oltre dieci ore e uscire sfatto alla fine della giornata.
Il vostro caro accreditato si gode una breve pausa in sala stampa, cercando di riordinare le idee su quanto visto oggi. Stamattina il mio lato infantile era di buonumore, per cui la scelta del film è stata inevitabile: “Pan, il viaggio verso l’isola che non c’è” di Joe Wright e scritto da Jason Fuchs. Lo so, conoscete tutti la storia di Peter Pan e, se siete uomini, almeno una volta la vostra compagna o moglie vi avrà accusato di esserne una brutta copia. Però noi già conosciamo il buon Peter, bravo a volare e fiero rivale di Capitan Uncino. Ma chi era prima di compiere il suo destino?
Sì avete capito, ad Hollywood hanno deciso di fare una sorta di prequel di Peter Pan per raccontare le sue origini. Peter (Levi Miller) è stato abbandonato in un orfanotrofio di Londra da sua madre Mary (Seyfried) e per dieci anni è stata cresciuto dalle cattive e avide suore. Siamo nel pieno della seconda guerra mondiale e Peter ha ormai dieci anni e, nonostante tutto, continua a sperare che sua madre torni a riprenderselo. Una notte Peter e altri orfani vengono misteriosamente rapiti da una nave pirata che solca magicamente i cieli di Londra e condotti come prigionieri all’isola che non c’è, dove regna con durezza e fermezza il pirata Barbanera (Hugh Jackman) determinato ad ottenere l’eterna giovinezza. Contro questa dittatura combattono gli indigeni guidati dalla principessa Giglio Tigrato (Rooney Mara) e dalle fate. Questa lotta è sorretta dalla speranza che si avveri la leggenda di Pan, ovvero che un bambino nato nell’isola e poi cresciuto dall’uomo torni per sconfiggere Barbanera.
Peter, insieme al suo amico Uncino (Hedlund), sì avete letto bene, decidono di unirsi alla lotta e per il primo inizia il viaggio di maturazione e consapevolezza che lo porta a capire chi sia veramente. Dunque, convince questo prequel di Peter Pan? Vale la pena aspettare novembre per vederlo? Sì, però pagando un biglietto pomeridiano perché è visivamente interessante, merita il grande schermo per osservare le magnifiche scenografie, stupirsi per gli effetti speciali e apprezzare i costumi. Una produzione grandiosa che dalle nostri parti sarebbe impensabile. Hugh Jackman è un villain credibile, elegante e incisivo oscura il resto del cast per la sua presenza scenica e la capacità di dare intensità al suo personaggio. Rooney Mara è, nel complesso, apprezzabile nel ruolo: dopo una partenza opaca, nella seconda parte il suo personaggio prende quota, riuscendo a dare un segno del suo passaggio. I tasti dolenti vengono da una sceneggiatura che non convince fino in fondo. Se l’idea di partenza è originale, si perde poi nello sviluppo, finendo per risultare poco incisiva e fluida evidenziando limiti strutturali. Vedere un Capian Uncino buono può anche andar bene, ma Hedlund è davvero scialbo nel ruolo. L’esordiente Levi Miller ci mette cuore e impegno e ha tutte le potenzialità per crescere artisticamente. Oggi il suo Peter Pan ha convinto solo a sprazzi, non ha bucato lo schermo, non invogliando lo spettatore a seguirlo nell’avventura e, sebbene il finale sia ben costruito e aperto al sequel, lo spettatore preferisce rispettare le tradizioni.

room

Dopo una mattinata di spazi aperti forse per la legge del contrappasso ho sentito il bisogno di chiudermi in me stesso decidendo di vedere nel pomeriggio “Room”(In italia a marzo 2016) di Lenny Abrahamson, scritto da Emma Donoghue, immergendomi così in una storia cupa,angosciosa e drammatica che prende spunto non solo da un romanzo di successo, ma anche dalla realtà. Un film sicuramente notevole e interessante che merita anche un biglietto “Ridotto”.
Lo spettatore inizia ad osservare la vita di una giovane donna e di un bambino all’interno di una stanza senza finestre. I due non escono mai e vivono la loro esistenza all’interno della stanza, apparentemente sereni. Il bambino, Jack (Jacob Tremblay), ha appena compiuto cinque anni e la madre, Joy (Brie Larson), lo convince a creare insieme una storia. Il loro status quo viene interrotto dall’ingresso nella stanza di uomo, Old Jack, che porta loro da mangiare, e dal trascorrere alcune ore in intimità con Joy…. fino al colpo di scena..
Un film che ti colpisce e scuote, soprattutto nella prima parte, per un’impostazione narrativa e scenica di taglio teatrale che amplifica le emozioni e le sensazioni dei personaggi. Non può non scattare l’empatia con il pubblico grazie alle formidabili e intense interpretazioni dei protagonisti che formano una coppia affiata e credibile in cui gli scarni dialoghi sono comunque vivi, forti e umani. Jacob Tremblay, se possibile, mostra ancora maggiormente il suo talento nella seconda parte dove la scelta di allargare l’orizzonte visivo e il numero dei personaggi fa perdere fuoco e incisività alla storia. La scelta di raccontare il ritorno alla “normalità” di madre e figlio non convince fino in fondo a scapito di ritmo e pathos narrativo.
Menzione particolare per Joan Allen nel ruolo della nonna di Jack, poche e intense scene. Una garanzia.

continua su

http://www.mygenerationweb.it/201510192709/articoli/palcoscenico/cinema/2709-anteprima-festa-del-cinema-di-roma-pan-e-the-room

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The beauty of a Film Festival is that you can choose to see different kinds of films for over ten hours and unmade out at the end of the day.
Your dear credited enjoying a short break in the press room, trying to collect his thoughts on what we saw today. This morning my childish side was in a good mood, so the choice of the film was inevitable: “Pan, the journey to Neverland” by Joe Wright and written by Jason Fuchs. I know, you all know the story of Peter Pan and, if you are men, at least once your girlfriend or wife you will be accused of a draft. But we already know the good Peter, good to fly and fierce rival of Captain Hook. But who was the first to fulfill his destiny?
Yes you read, Hollywood decided to make a sort of prequel to Peter Pan to tell its origins. Peter (Levi Miller) was abandoned in an orphanage in London by his mother Mary (Seyfried) and for ten years has been raised by the bad and greedy sisters. We are in the midst of World War II and Peter has now ten years old and, despite everything, continues to hope that her mother come back to retrieve it. One night Peter and other orphans are mysteriously kidnapped by a pirate ship that sails magically skies of London and conducted as prisoners to Never Land, where he reigns with toughness and firmness the pirate Blackbeard (Hugh Jackman) determined to get the ‘eternal youth. Against this dictatorship fight the natives led by Princess Tiger Lily (Rooney Mara), and fairies. This struggle is supported by a hope that it will be the legend of Pan, or that a child born on the island and then grown man back to defeat Blackbeard.
Peter, along with his friend Hook (Hedlund), yes you read that right, they decide to join the fight for the first and begins the journey of maturity and awareness that leads him to understand who he really is. So convinced this prequel to Peter Pan? Worth the wait to see it in November? Yes, but paying a ticket afternoon because it is visually interesting, it deserves the big screen to watch the magnificent scenery, surprising special effects, and appreciate the costumes. A grand production that from our side would be unthinkable. Hugh Jackman is a credible villain, elegant and incisive dark the rest of the cast for his stage presence and the ability to give strength to his character. Rooney Mara is, overall, appreciated the role: After a dull start, in the second part of his character takes off, failing to give a sign of his passing. Buttons are sore from a screenplay that does not convince all the way. If the idea is original, then you lose in the development, only to be not very effective and fluid highlighting structural limits. Access to a good Capian Hook can also be good, but Hedlund is really bland in the role. The rookie Levi Miller puts heart and commitment and has the potential to grow artistically. Today his Peter Pan has convinced only in flashes, not washing the screen, not enticing the viewer to follow the adventure and although the ending is well built and opened to the sequel, the viewer prefers to respect the traditions.
After a morning of open space for perhaps the law of retaliation, I felt the need to lock myself in the afternoon and decided to see “Room” (In Italy in March 2016) by Lenny Abrahamson, written by Emma Donoghue, immersing himself in a story dark, dramatic and distressing that he inspired not only by a successful novel, but also from reality. A film certainly remarkable and interesting that deserves a ticket “Reduced”.
The viewer begins to observe the life of a young woman and a child in a room without windows. They never go out and live their lives in the room, apparently serene. The child, Jack (Jacob Tremblay), has just turned five years old and her mother, Joy (Brie Larson), convinces him to create a story together. The status quo is interrupted by the entrance into the room of a man, Old Jack, which leads them to eat, and spend some time in intimacy with Joy …. until the plot twist ..
A film that hits you and shakes, especially in the first part, for narrative and scenic setting of the theatrical cut that amplifies the emotions and feelings of the characters. It can not take empathy with the public thanks to the formidable and intense interpretations of the characters that form a pair affiata and credible where skinny dialogues are still alive, strong and human. Jacob Tremblay, if possible, even more shows his talent in the second part where the decision to extend the visual horizon and the number of the characters lose focus and effectiveness to the story. The choice to tell a return to “normalcy” of mother and child does not convince all the way at the expense of rhythm and narrative pathos.
Special mention to Joan Allen in the role of the grandmother of Jack, and a few intense scenes. A guarantee.

continues on

http://www.mygenerationweb.it/201510192709/articoli/palcoscenico/cinema/2709-anteprima-festa-del-cinema-di-roma-pan-e-the-room

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

 

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