195) E’ arrivata la felicità

 

felicità
Quando saremo felici? Quando saremo in pace con noi stessi?
Mi dispiace, ma questo post non vi darà alcuna agognata risposta.
Non essendo nè un filosofo né un prete , ma bensì solo un teledipendente sull’orlo di una crisi di nervi.
Perché mi sento così? Semplice, ho appena finito di vedere  la prima puntata della nuova fiction Rai “è arrivata la felicità”.
Presentata dalla critica e dai media come qualcosa di nuovo e diverso potendo contare sulla scrittura di Ivan Cotroneo e la regia di Riccardo Milani.
E come spesso accade in questi casi la montagna ha partorito un topolino.
Un topolino triste e brutto che provoca solo fastidio e nausea.
È desolante dover constatare come i vertici Rai vivano una realtà tutta loro e non siano capaci di raccontare la quotidianità delle famiglie italiane senza cadere nel banale e retorico.
Pensare di costruire da una parte una commedia rassicurante e adatta per la tutta la famiglia e dall’altra cercare di strizzare l’occhio ai nuovi fermenti culturali e sociale del Paese diventando cerchiobottisti non è un bel biglietto da visita.
La Dc è scomparsa più di vent’anni fa, eppure questa fiction rievoca malamente il “talento” democristiano di voler soddisfare tutti.
Lo spettatore dopo aver sopportato un’insulsa sigla iniziale, conosce subito i due protagonisti della nostra storia Orlando(Santamaria) e Angelica(Pandolfi) che parlando direttamente in camera, apparentemente in luoghi diversi e distanti, ci raccontano gli eventi di come sono incontrati e innamorati. Il primo è un architetto, padre di due figli e soprattutto traumatizzato dal brusco addio della moglie( Caterina Murino) e in grave crisi esistenziale. Invece la seconda è una libraia, vedova e madre anch’essa di due figlie gemelle e in procinto di sposare il fidanzato perfetto .
Due persone diverse e soprattutto con idee opposte sul’Amore costrette a frequentarsi per motivi di lavoro. Lo spettatore prova a seguire le vicende dei due protagonisti e delle rispettive famiglie, anch’esse agli antipodi. Quella di Orlando progressista, invece conservatrice e bigotta quella di Angelica , costretta anche ad accettare l’altra figlia lesbo e incinta.
L’intreccio narrativo risulta caotico e poco funzionale a far entrare lo spettatore in empatia con i personaggi . Il ritmo è davvero compassato e poco incisivo. I dialoghi sono alquanto stereotipati risultando poco naturali e credibili.
La regia di Milani a differenza di altri lavori non brilla risultando sciatta e senza mordente.
La coppia Santamaria- Pandolfi non incendia finora gli animi e presi singolarmente sono apparsi ancora in fase di riscaldamento nel dare sostanza ai loro personaggi.
Da menzionare sono invece le performance di Lunetta Savino, madre bigotta e omofoba che da domani diventerà sicuramente icona gay e Simona Tabasco assai vivace nel ruolo dell’esuberante estetista napoletana.

Tra pochi giorni sbarcherà il colosso Netflix in Italia e molti pensano che sarà un terremoto televisivo e onestamente dopo stasera non possiamo augurarci che sia bello forte.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

When we are happy? When we are at peace with ourselves?
Sorry, but this post will not give you any answer coveted.
I am neither a philosopher nor a priest, but rather just a couch potato on the verge of a nervous breakdown.
Why do I feel this way? Simple, I just finished watching the first episode of the new Rai fiction “came the happiness.”
Submitted by the critics and the media as something new and different relying on writing Ivan Cotroneo and directed by Riccardo Milani.
And as often it happens in these cases, the mountain gave birth to a mouse.
A mouse sad and ugly that only causes discomfort and nausea.
It is distressing to note how the top Rai live a reality of their own and are not able to tell the daily of the Italian families without becoming banal and rhetorical.
They expect to build on the one hand a reassuring comedy and suitable for the whole family and the other trying to wink to the new social and cultural turmoil of the country becoming cerchiobottisti not a nice business card.
The DC has disappeared over twenty years ago, but this fiction evokes badly the “talent” Democrats want to satisfy everyone.
The spectator after enduring un’insulsa opening theme, knows immediately the two protagonists of our history Orlando (Santamaria) and Angelica (Pandolfi) that talking to your room, apparently in different places and distant, they tell events as they met and lovers. The first is an architect, father of two children and especially traumatized by the sudden farewell of his wife (Caterina Murino) and in grave existential crisis. Instead the second is a librarian, a widow and mother of twin daughters and also about to marry the perfect boyfriend.
Two different people and especially with opposing ideas sul’Amore forced dating for work. The viewer tries to follow the adventures of the two protagonists and their families, also poles apart. Orlando to progressive, however conservative and bigoted that of Angelica, also forced to accept the other and pregnant lesbian daughter.
The storyline is chaotic and impractical to let the viewer empathize with the characters. The pace is very staid and unremarkable. The dialogues are quite stereotyped resulting unnatural and credible.
Directed by Milani unlike other work does not shine resulting sloppy and no bite.
The couple Santamaria- Pandolfi not fire so far tempers and individually have appeared still warming up in giving substance to their characters.
Worth mentioning are the performances of Lunetta Savino, homophobic and bigoted mother that tomorrow will definitely become a gay icon and Simona Tabasco very vibrant role in the exuberant Neapolitan beautician.

In a few days the giant Netflix will land in Italy and many think it will be an earthquake television and honestly after tonight we can not hope that it is looking strong.

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