163) Taxi Teheran

taxi teheran

Il biglietto d’acquistare per “Taxi Teheran”è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Taxi Teheran” è un film del 2015 scritto,diretto e interpretato da Jafar Panahi.

Se vuoi conoscere in maniera approfondita gli umori di una città e comprendere abitudini e mentalità dei suoi abitanti hai due scelte: prendere un caffè al bar o un taxì e ascoltare le chiacchiere dell’autista.
Immaginate un giorno di salire su un taxi e di trovarvi come guidatore Paolo Sorrentino, Carlo Verdone, Nanni Moretti e chissà, magari, uno Steven Spielberg, pronti e sorridenti per portavi dove volete.
E’ un sogno? Forse, ma per Jafar Panahi, oltre che un’idea creativa, reinventarsi tassinaro per un giorno è stata soprattutto una necessità per eludere la censura del Regime iraniano e continuare così a fare il suo vero mestiere: l’uomo di cinema.
Con molto semplicità, Panahi porta lo spettatore dentro il cuore della città di Teheran attraverso un taxi e rendendolo “complice” della sua personale idea di candid camera.
A Teheran il taxi è come un bus sul quale possono salire per una corsa anche più persone, trasformandolo così in una sorta di salotto dove si può discutere di tutto: legalità, politica, diritti civili e criminalità.
Già perché in Iran, nonostante sia in vigore e applicata con frequenza la pena di morte, la microcriminalità è ampiamente diffusa e i piccoli furti sono all’ordine del giorno.
L’opinione pubblica è divisa tra “tolleranza zero” e “giusta pena”, ben rese dal dibattito tra i primi due passeggeri di giornata che si scontrano su cosa sia la vera giustizia in Iran.
Panahi non prende mai posizione, limitandosi ad essere un arbitro sornione e preoccupandosi solo di portare i suoi clienti a destinazione.
Clienti… come la coppia disperata per un tragico incidente stradale che costringe il moribondo marito a fare testamento per garantire un futuro alla propria moglie perché la legge islamica non la tutela.
Assistiamo quindi ad una via di mezzo tra un documentario e una fiction in cui, però, mancano i pregi di entrambi i generi perché si sente l’assenza di una vera idea di fondo e di un preciso filo rosso narrativo.
Non c’ è un testo scritto da seguire, si assiste ad un’improvvisazione senza alcun attore, ma con protagoniste persone vere, fattore che svela le proprie criticità nel ritmo e nella fluidità della pellicola. continua su

http://www.mygenerationweb.it/201509042621/articoli/palcoscenico/cinema/2621-taxi-teheran-orso-d-oro-al-festival-di-berlino

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “Taxi Tehran” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Taxi Tehran” is a film of 2015 written and directed by Jafar Panahi

If you want to know in depth the mood of a city and understand the habits and mentality of its inhabitants have two choices: get a coffee at the bar or a taxi and listen to the chatter of the driver.
Imagine a day to board a taxi driver to find as Paolo Sorrentino, Carlo Verdone, Nanni Moretti and who knows, maybe, one Steven Spielberg, smiling and ready to where you were wearing.
Is a dream? Perhaps, but for Jafar Panahi, as well as a creative idea, reinvent taxi driver for the day was especially a need to circumvent censorship of the Iranian regime and thus continue to do its real job: the man of cinema.
With much simplicity, Panahi brings the viewer into the heart of the city of Tehran through a taxi and making “accomplice” of his personal idea of ​​candid camera.
In Tehran, the taxi is like a bus which may go up for a race even more people, thus turning them into a kind of living room where you can discuss everything: law, politics, civil rights and crime.
Yes, because in Iran, despite being in force and applied frequently the death penalty, petty crime is widespread and petty theft are commonplace.
Public opinion is divided between “zero tolerance” and “just penalty”, well made by the debate between the first two passengers to the day that clash on what true justice in Iran.
Panahi never takes place, merely to be a referee sly and worrying only to bring his clients to their destination.
Customers … as the couple desperate for a tragic car accident that forces the dying husband to make a will to secure a future for his wife because Islamic law does not protect.
We therefore witness a cross between a documentary and a fiction in which, however, lacks the advantages of both kinds because he feels the lack of a true idea and a clear narrative thread.
There ‘is a written text to follow, we are witnessing an improvisation without any actor, but starring real people, a factor which reveals their criticality in the rhythm and flow of the film. continues on

http://www.mygenerationweb.it/201509042621/articoli/palcoscenico/cinema/2621-taxi-teheran-orso-d-oro-al-festival-di-berlino

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

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