142 ) The Babadok

horror

Io e il mio vecchio  e grasso amico Roberto Sapienza siamo lieti di presentarVi un nuovo gradito  #spettatorePagante: Lorenzo Dagnino

L’amico Lorenzo esordisce  parlandoci del film #TheBabadok.  Buona Lettura e Tenevi Forte!

Il biglietto d’acquistare per “Babaddok” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4)Ridotto 5) Sempre

” The Bababook” è un film del 2015  scritto e diretto da Jennifer Kent, con : Essie Davis, Noah Wiseman, Daniel Henshall, Hayley McElhinney, Barbara West, Benjamin Winspear

Lo ammetto: quando mi sono seduto in sala al cinema, pop corn da una parte (al diavolo i puristi, il cinema non è lo stesso senza un po’ di pop corn fumanti) e bicchierone di coca-cola dall’altra, mi aspettavo nient’altro che l’ennesimo horror paranormale (avendo visto il trailer), l’ennesimo clichè in stile Jason Blum (Insidious e Paranormal Activity, per intenderci) che mi avrebbe ovviamente lasciato l’amaro in bocca.
Bene, per chi crede che “The Babadook” si avvicini anche solo lontanamente a quel genere di film horror, il genere che bene o male ha dominato per decenni il mercato dell’orrore cinematografico, sbaglia di grosso.
La trama è abbastanza semplice ed intuitiva: Amelia vive da sola con il figlio Samuel in una vecchia casa, probabilmente in Australia. La donna presenta sin da subito una condizione psichica molto precaria dovuta alla perdita, 7 anni prima, del suo amato marito. Fin da subito, i due personaggi principali stonano fortemente, nella loro totale alienazione, (e ciò regala allo spettatore una terribile e bellissima sensazione di ansia) coi toni iniziali della pellicola, la cui storia inizia, seguendo la convenzione, in medias res.
Il giovane Sam, 6 anni, è fortemente convinto che la sua famiglia (composta della fattispece da lui stesso, la madre e un piccolo cagnolino agitato) sia perseguitata da mostri e che sia suo compito proteggere i suoi cari.
Questa convinzione, nonostante sia qualcosa di assolutamente comprensibile in un bambino di 6 anni, arriva ad assumere proporzioni talmente iperboliche da costringere mamma Amelia a tenere il bambino a casa e non permettergli di frequentare i suoi coetanei, causa le sue sempre più frequenti crisi di panico e di aggressività.
Una sera, durante la solita “lettura prima della nanna”, Sam porge alla madre un libro per bambini, dalla perfetta rilegatura rossa, che la stessa Amelia non ricordava di avere: “Mr. Babadook”, il “Signor Babadook”.
Leggendo il libro a suo figlio, la madre capisce da subito che qualcosa non quadra, le immagini e le didascalie del libro sono molto inquietanti, quasi minacciose, e non possono essere inserite in un libro per bambini.
Col tempo, Sam si convince che la creatura oscura descritta nel libro, il signor Babadook appunto, sia proprio il mostro che popola la sua fervida fantasia puerile, quell’essere maligno dal quale dovrà salvare coloro che ama.
Nel frattempo, la vita dei protagonisti è funestata da improvvisi e terribili rumori che si manifestano in casa, oltre ad un’inspiegabile infestazione di cimici.
Cominciando a dubitare dell’innocuità del libro, Amelia tenta di disfarsene strappandolo, ritrovandolo poi con sue estremo orrore integro sulla soglia della porta di casa.
Da questo momento in poi, la creatura del libro si manifesterà fisicamente ed aggressivamente nella vita di Amelia e Sam, rendendo la loro esistenza un inferno e sottraendo loro ogni possibile serenità.
Al culmine della violenza, quando il “Babadook” si fa finalmente vedere quasi nella sua interezza e cerca di portare via con se Sam, Amelia (dopo essere stata posseduta dal mostro ed aver cercato di uccidere il proprio figlio) userà l’affetto di Sam nei suoi confronti per affrontare il temibile mostro e, in un certo senso, domarlo.
Il “Babadook” non abbandonerà mai le vita di Amelia e Sam ma, accudendolo e nutrendolo, nascosto a tutti giù in cantina, lascerà loro vivere una vita normale e serena.

Onestamente, tralasciando i graditissimi (e palesi) riferimenti a grandi pilastri portanti del genere horror quali “The Shining” e “L’esorcista” , trovo “The Babadook” un film molto innovativo e distante da qualsiasi forma di banalità.
A partire dalla musica e gli effetti sonori, spesso ossessivi e martellanti come un horror psicologico che si rispetti richiede, fino alla fotografia sempre plumbea e “dark” che fa sfumare qualsiasi colore in una scala di “bluastri”, per arrivare ai temi, sicuramente profondi e che offrono ottimi spunti di riflessione.
In sala ho sentito una domanda molto importante, alla quale vorrei cercare di trovar risposta.
“Cos’è il Babadook?”
Rappresentato prima come un disegno a pastelli poi come un’ombra evanescente che scivola nell’oscurità, il Babadook è ciò di cui noi abbiamo più paura. È, per Sam, l’orribile uomo nero, il BauBau burtoniano che popola i suoi incubi e che lo spaventa a morte ed è, per Amelia, il male che popola la mente umana e la sua vita. È il marito morto, è il suo istinto psicotico che ritiene Sam il responsabile della perdita dell’amato consorte. Quel male che si annida nei meandri più nascosti e oscuri della mente umana, quella parte oscura che ognuno di noi non può ignorare ma che, nutrendola e accudendola, accetta di non manifestarsi e di rimanere, per sempre, nella “cantina” della nostra anima.
Come dicevo, davvero una pellicola coi controfiocchi.
Le uniche due pecche, se così si possono definire, le ho personalmente trovate nella durata del film stesso (a mio parere 93 minuti non sono stati abbastanza per sviluppare una storia come questa che avrebbe anche potuto essere divisa in diversi capitoli) e nella figura stessa del mostro Babadook, così bene presentata all’inizio del film come ombra elusiva ed oscura (bella innovazione nel genere horror) e poi palesatasi, con un triste clichè, come entità paranormale, non interna alla psiche dei due personaggi come all’inizio del film si era creduto, ma esterna ed estranea, come arrivata dalle viscere degli inferi. Quest’improvviso cambio direzionale nella descrizione e nella presentazione della figura del mostro, forse, fa perdere all’intera pellicola il suo potenziale di diventare un film “portante” del genere horror, un film che avrebbe fatto storia. Peccato davvero, l’eccessiva frettolosità del finale fa davvero perdere tanto a questo “mancato capolavoro”.
Detto questo, la pellicola in generale è ottima, sia tematicamente che tecnicamente e davvero non ha nulla a che vedere con certi “pasticci” di recente uscita. 93 minuto che scorrono veloci, forse troppo e che ci lasciano la voglia di vederne ancora, magari un seguito.
Un giudizio molto sintetico sulla pellicola è “consigliata”. Si, consiglio caldamente la visione del film a chiunque si definisca appassionato di cinema e di horror perchè, nonostante il potenziale inespresso, erano davvero parecchi anni che non si vedeva, nelle sale italiane, un horror così ben fatto.
L’australiana Jennifer Kent, con “The Babadook” ha decisamente conquistato la mia stima e il mio apprezzamento.

Voto sintetico: 7.5

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.cavinatoeditore.com

Me and my fat old friend Roberto Sapienza we are pleased to present a new welcome #spettatorePagante: Lorenzo Dagnino

The friend Lorenzo begins speaking to the film #Babadok. Good Reading and cared Forte!

The ticket purchase for “Babaddok” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Bababook” is a 2015 film written and directed by Jennifer Kent, with: Essie Davis, Noah Wiseman, Daniel Henshall, Hayley McElhinney, Barbara West, Benjamin Winspear

I admit it: when I sat in the room to the movies, popcorn on the one hand (to hell with the purists, the film is not the same without a little ‘popcorn smoldering) and glass of Coca-Cola on the other, I expected nothing more than yet another horror paranormal (having seen the trailer), yet another cliché style Jason Blum (Insidious and Paranormal Activity, for instance) that I would obviously left a bitter taste.
Well, for those who believe that “The Babadook” even remotely comes close to that kind of horror movie, the kind that for better or worse, has dominated the market for decades horror film, wrong.
The plot is pretty simple and intuitive: Amelia lives alone with his son Samuel in an old house, probably in Australia. The woman has since suffered a mental condition very precarious due to the loss, seven years before, of her beloved husband. From the beginning, the two main characters clash heavily in their total alienation, (and this gives the viewer a terrible and wonderful feeling of anxiety) with initial tone of the film, whose story begins, following the convention, in medias res.
Young Sam, 6 years old, strongly believes that his family (composed of fattispece by himself, his mother and a little dog agitated) is haunted by monsters and it’s his job to protect his loved ones.
This belief, despite being something quite understandable in a 6 year old, is assuming proportions so hyperbolic as to force mom Amelia to keep the child at home and not allow him to attend his peers, because of his increasingly frequent panic attacks and aggression.
One evening, during the usual “reading before bed,” Sam’s mother hands him a book for children, the perfect red binding, that the same Amelia did not remember to have, “Mr. Babadook”, “Mr. Babadook”.
Reading the book to his son, the mother understands immediately that something is wrong, the pictures and captions in the book are very disturbing, almost threatening, and can not be placed in a children’s book.
Over time, Sam is convinced that dark creature in the book, Mr. Babadook fact, it is precisely the monster that inhabits his lively imagination childish, that being the evil from which will save those she loves.
Meanwhile, the life of the protagonists is marred by sudden and terrible noises that occur in the home, as well as an inexplicable infestation of bed bugs.
Beginning to doubts as to the book, Amelia tries to discard pulling or ritrovandolo then with his extreme horror intact in the doorway of the house.
From this point on, the creature of the book will be manifested physically and aggressively in the life of Amelia and Sam, making their lives hell and subtracting them every possible serenity.
At the height of the violence, when the “Babadook” you do finally see almost in its entirety and try to do away with him Sam, Amelia (after being possessed by the monster and he tried to kill his son) will use the love of Sam for him to face the fearsome monster and, in a sense, subdue him.
The “Babadook” will never abandon the life of Amelia and Sam but, accudendolo and feeding him, hidden from all down in the basement, let them live a normal, quiet life.

Honestly, aside from the very welcome (and obvious) references to the great pillars of the horror genre such as “The Shining” and “The Exorcist”, I find “The Babadook” a movie very innovative and far from any form of banality.
From the music and sound effects, often obsessive and relentless as a psychological horror respectable requires, until the photograph always leaden and “dark” that does fade any color on a scale of “bluish”, to get to the issues, definitely deep and that offer great food for thought.
In the hall I heard a very important question, which I would try to find answers.
“What is Babadook?”
Represented first as a crayon drawing then vanishing like a shadow that slips into the darkness, the Babadook is what we fear most. It is, for Sam, the horrible black man, the Bow Wow Burton populating his nightmares and that scares him to death and is, for Amelia, the evil that inhabits the human mind and his life. He is the husband died, his instinct psychotic believes Sam responsible for the loss of the beloved consort. The evil that lurks in the depths hidden and obscure the human mind, that dark side that everyone can not ignore but that, nourishing and accudendola, agree not to occur and remain, forever, in the “basement” of our soul .
As I said, really a film with controfiocchi.
The only two flaws, if one can define, I personally find the length of the film itself (in my opinion 93 minutes were not enough to develop a story like this that might have been divided into various chapters) and in the figure Monster Babadook, so well presented at the beginning of the film as shadow elusive and obscure (good innovation in the horror genre) and then welcome shift, with a sad cliché, like paranormal entity, not internal to the psyche of the two characters as the beginning of the movie He was believed, but external and foreign, as came from the bowels of hell. This sudden directional changes in the description and presentation of the figure of the monster, perhaps, lose the entire film its potential to become a movie “carrier” of the horror genre, a film that would make history. Too bad, the excessive haste of the final does really lose much in this “failure masterpiece”.
That said, the film in general is excellent, both thematically and technically, and really has nothing to do with some “trouble” recently released. 93 minutes to run fast, maybe too much and leave us the desire to see again, maybe later.
A very brief judgment on the film is “recommended”. Yes, I strongly recommend the movie to anyone who defines horror movie fan and because, despite the untapped potential, were really several years not seen, in Italian cinemas, a horror so well done.
The Australian Jennifer Kent, with “The Babadook” has definitely earned my respect and my appreciation.

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