129) L’Una dell’Altra

 

L'una dell'altra“L’Una dell’Altra” è uno spettacolo teatrale scritto e diretto da Valentina D’Andrea, con : Flavia G. de Lipis e Valentina D’Andrea, stasera in scena al Roma Fringe Festival per le semifinali.

Confesso di non essere un amante delle discoteche. Non amo il caos, il rumore e il dover essere per tante ore stretti l’uno all’altro condividendo sudori, sorrisi e musica terribile.
Eppure molti trovano in quel luogo un modo per non essere soli e illudersi di essere parte di una comunità. Un’ illusione che cessa all’alba quando uscendo dai locali si torna un entità assestante, soli con i propri problemi e pensieri magari aspettando il bus con dei “colleghi” sconosciuti di sfrenati balli.
Parliamo poco di noi, siamo restii ad aprirci,ma a volte paradossalmente ci viene più facile e semplice con uno sconosciuto.
Immaginate di vedere due donne in attesa del notturno dopo una notte folle che si scrutano e in apparenza molto diverse tra loro.
Pina( de Lipis) è una persona semplice, timida, precisa invece Lucy(D’Andrea) è una donna esuberante, eccessiva, amante del contatto fisico.
Due giovani donne che trovano nel ballare una barriera e soprattutto uno scacciapensieri a una vita che non le soddisfa. Pina vorrebbe fare la giornalista e Lisa l’attrice, ma la dura realtà e le bollette da pagare le costringono a ben altro umili e poco gratificanti lavori.
Entrambe hanno un rapporto problematico con le rispettive madri e avrebbero voluto maggiori attenzioni dai loro padri. Lisa e Pina sono diverse,ma nello stesso tempo simili e il loro inaspettato incontro diventa un modo per confessarsi l’un con l’altra trovando in qualche modo sollievo e sostegno. Due anime sole, triste e desiderose di cambiare vita e soprattutto di poter aver una chance di essere felici.
Un testo fluido, divertente , ben scritto dall’autrice che permette al pubblico di entrare nel mondo delle due donne e di essere parte attiva e partecipe dei loro discorsi.
La regia premia ed esalta con bravura il talento di Flavia G De Lipis e la forza scenica di D’Andrea formando così una coppia frizzante ed energetica e creando una bella empatia con il pubblico. Forse il ritmo non è costante, accusando un calo nella parte centrale maggiormente onirica, pur conservando però un buon pathos narrativo fino alla fine.
De Lipis recita con naturalezza e candore, D’Andrea recita invece di cuore e pancia.
Due diversi stili e modi di recitar, ma che rendono chiara e forte il messaggio dello spettacolo: nessuno è solo fino in fondo.
Il finale poetico che omaggia e ricorda Fellini piace e commuove spingendo lo spettatore ad accompagnare le due protagoniste nel loro ritorno a casa.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.cavinatoeditore.com

“The One from the Other” is a play written and directed by Valentina D’Andrea, with: Flavia G. de Lipis and Valentina D’Andrea, tonight on stage at Rome Fringe Festival for the semifinals.

I confess to not being a lover of nightclubs. I do not love the chaos, noise and having to be for many hours huddled together sharing sweat, smiles and terrible music.
Yet many find that place in a way not to be alone and hope to be part of a community. An ‘illusion that ceases at dawn when coming back from a local entity assestante, alone with their problems and thoughts perhaps waiting for the bus with the “colleagues” of unknown wild dances.
We speak little of us, we are reluctant to open up, but sometimes there is paradoxically easier and simple with a stranger.
Imagine seeing two women waiting for the night after a wild night that scrutinize and apparently very different.
Pina (de Lipis) is a simple person, shy, precise instead Lucy (D’Andrea) is an exuberant woman, too, loving physical contact.
Two young women are dancing in a barrier and above all a harp in a life that satisfies them. Pina would like to be a journalist and actress Lisa, but the harsh reality and bills to force them to pay much more humble and unrewarding work.
Both have a problematic relationship with their mothers, and they wanted more attention from their fathers. Lisa and Pina are different, but at the same time similar and their unexpected encounter becomes a way to confess with each other somehow finding relief and support. Two lonely souls, sad and anxious to change his life and above all, to have a chance to be happy.
A text fluid, fun, well-written by the author that allows the public to enter the world of the two women and to be an active participant and their speeches.
Directed rewards and celebrates with bravura talent Flavia G De Lipis and strength scenic D’Andrea forming a pair bubbly and energetic and creating a good empathy with the public. Maybe the pace is not constant, blaming a decline in the central dream more, while still maintaining a good narrative pathos to the end.
De Lipis reads naturally and candor, D’Andrea says instead of the heart and stomach.
Two different styles and ways of reciting, but making clear and strong message of the show: no one is alone the way.
The final poetic homage and remember like Fellini and moves pushing the spectator to accompany the two protagonists in their return home.

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