114 ) Crave

crave

Se il Paradiso e l’Inferno sono luoghi ricorrenti nel nostro immaginario, a prescindere dalla presenza o meno di una fede, è invece più complesso fantasticare sul Purgatorio, luogo di passaggio, limbo di anime costrette a scontare una pena prima di vedersi spalancare le porte della beatitudine eterna.
Se Dante con la Divina Commedia ha mostrato al credente cosa lo aspetta dopo la morte, Sarah Kane ha voluto invece immaginare con Crave una sorta di Purgatorio ‘laico’ in cui spazio e tempo smettono di avere un valore e in cui ci si ritrova dentro una prigione, da cui è impossibile fuggire.

Per il regista Pierpaolo Sepe, Crave è un sorta di carcere spirituale in cui alte mura e reti di ferro impediscono a chi vi viene rinchiuso di potersi muovere liberamente. Lo spettatore viene risucchiato da un’atmosfera cupa, soffocante, disperata e carica di tensione emotiva, dove i personaggi non si rassegnano al loro destino. Quattro anime, due donne e due uomini, di cui non conosciamo nulla, solo le iniziali, forse dei loro nomi. Li vediamo agitarsi, parlare da soli e nello stesso tempo in simbiosi con gli altri, rievocare ricordi ed emozioni delle loro vite. Sono nudi, perché solo così possono mostrare la loro idoneità e purezza ad ambire a salire di livello. Non sappiamo da quanto siano lì e quanto tempo dovranno rimanerci, eppure percepiamo dalle loro parole una varietà di sentimenti: rabbia, delusione, amore, speranza, ovvero osserviamo il racconto della vita di ognuno di noi.
E’ difficile comprendere fino in fondo l’essenza di questo spettacolo: un testo complesso, criptico e pieno di sfumature e, per questo, va dato il merito alla regia visionaria di Sepe di aver dato sostanza e forma alle parole e ai pensieri della Kane con una messa in scena ardita, originale e audace, anche grazie alla coraggiosa prova dei quattro attori, Dacia D’Acunto, Gabriele Colferai, Gabriele Guerra e Morena Rastelli, che si sono donati completamente al pubblico sul palcoscenico della Sala Assoli…continua su

http://www.mygenerationweb.it/201506072467/articoli/palcoscenico/teatro/2467-crave-sarah-kane-secondo-pierpaolo-sepe-al-ntfi-2015

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/ser/serfat.asp?site=ebook&xy=amiamoci+nonostante+tutto

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.cavinatoeditore.com

If Heaven and Hell are places recurring in our imagination, regardless of the presence or absence of a faith, however, is more complex fantasize about Purgatory, a place of passage, limbo souls forced to serve a sentence before seeing open doors of eternal bliss.
If Dante’s Divine Comedy has shown the believers what awaits him after death, Sarah Kane wanted to instead imagine Crave with a kind of Purgatory ‘secular’ in which space and time cease to have value and in which we find ourselves in a prison from which escape is impossible.

For director Pierpaolo Sepe, Crave is a kind of spiritual prison where high walls and iron nets to prevent those who are confined to move freely. The viewer is sucked into a gloomy atmosphere, suffocating, desperate and full of emotional tension, where the characters are not resigned to their fate. Four souls, two women and two men, of whom we know nothing, only the initial, perhaps of their names. We see them fidgeting, talking to yourself and at the same time in harmony with others, evoke memories and emotions of their lives. They are naked, because only then can show their fitness and purity to aspire to level up. We do not know what they are there and how long they will stay there, and yet perceive from their words a variety of emotions: anger, disappointment, love, hope, that we look at the story of the life of each of us.
It ‘hard to fully understand the essence of this show: a complex text, cryptic and full of nuances and, therefore, should be given about the visionary director of Sepe of giving form and substance to the words and thoughts of the Kane with a staging daring, original and daring, also thanks to the brave test of the four actors, Dacia D’Acunto, Gabriele Colferai, Gabriel Guerra and Morena Rastelli, who have given themselves completely to the public on the stage of the Hall Solos continues … on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/ser/serfat.asp?site=ebook&xy=amiamoci+nonostante+tutto

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

http://www.cavinatoeditore.com

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