53) La Gatta sul tetto che scotta

La gatta sul tetto che scotta

Un dramma teatrale scritto da Tennessee Williams, tradotto da Gerardo Guerrieri, diretto da Arturo Cirillo. Con Vittoria Puccini, Vinicio Marchioni, Paolo Musio, Franca Penone, Salvatore Caruso, Clio Cipoletta, Francesco Petruzzelli.

È più comodo adattarsi alla moda del momento che andare controcorrente. Meglio mentire ed essere popolare, che dire la verità e restare solo. Viviamo in una società dove l’ipocrisia e il conformismo sono ancora i tratti prevalenti, e anche all’interno di una stessa famiglia è possibile osservare l’apoteosi della falsità.

Nonostante le parole modernità e progresso siano sulla bocca di tanti, certi usi e costumi non si evolvono mai davvero.

Fino a ieri non conoscevo direttamente il drammaturgo Tennessee Williams, anche se voci del suo talento e soprattutto dei suoi successi teatrali e cinematografici mi erano giunte all’orecchio – chi non ha almeno sentito nominare “Un tram che si chiama desiderio”? Non sapevo quindi cosa aspettarmi da La gatta sul tetto che scotta – al teatro Ambra Jovinelli di Roma fino al 15 marzo – e leggendo la sinossi di regia che lo presenta come un dramma ho avuto, lo confesso, un attimo di smarrimento. Ero ovviamente curioso di vedere per la prima volta in scena Vittoria Puccini e di riconfermare la stima artistica a Vinicio Marchioni e ho incrociato le dita

Quando si è aperto il sipario e ho iniziato a conoscere le dinamiche della coppia formata da Margaret (Puccini) e Brick (Marchioni) e ad ascoltare i rispettivi lamenti, nella mia mente è apparso il ricordo del bellissimo e feroce film danese “Festen”. Già perché in entrambi i casi lo spettatore viene avvolto dalla storia e soprattutto dai turbolenti e precari equilibri di una famiglia in cui niente è come appare.

Chiusi nella propria camera da letto, Maggie e Brock si confrontano sull’infelicità del loro matrimonio, in cui non ci sono più passione, sesso e complicità. Per via dell’amarezza e della delusione di lei, dell’apatica indifferenza di lui.

Maggie la gatta cerca di scuotere il marito, di sedurlo, di richiamarlo ai suoi doveri e soprattutto di non farsi ingannare dal fratello Cooper (Petruzzell) e dalla cognata Mae (Cipoletta) per ciò che riguarda la probabile divisione dell’eredità di papà Harvey (Musio), malato di cancro.

Nonostante i tentativi della donna, Brick sembra non prestare alcuna attenzione né nutrire il minimo interesse per le parole della moglie, preso com’è dall’alcol e dal doloroso ricordo dell’amico Skipper, prematuramente scomparso. Un’amicizia intensa, particolare, forse più che intima, quella che univa i due uomini, capace di generare più che qualche sospetto nella famiglia.

Famiglia guidata con rigore e forza da Papà Harvey che, nonostante la malattia, si dimostra energico e carismatico al punto da battibeccare continuamente con la moglie Ida (Penone), con i figli e con la mal sopportata nuora. Harvey, nel corso di un drammatico e serrato dialogo con Brick, capirà quali sono i motivi che spingono il figlio a bere, e cosa lo renda tanto infelice, facendo in qualche modo capire allo stesso figlio la vera natura del legame che lo legava a Skipper. Una rivelazione che, insieme alla malattia del patriarca, rischierà di far saltare l’apparente serenità familiare, tanto da spingere Maggie, intenzionata a non perdere la propria posizione, ad annunciare una futura nascita, rendendo felice i genitori di Brick e suscitando perplessità nel resto della famiglia.

Probabilmente scrivendo che il testo di Williams – premiato con il secondo Pulitzer nel 1955 – non mi ha particolarmente colpito, e in alcuni punti è arrivato addirittura ad annoiarmi, farò gridare allo scandalo i puristi del teatro, eppure da spettatore pagante ho colto solo in parte il pathos e la vera essenza di questa storia… continua su

http://paroleacolori.com/a-teatro-la-gatta-sul-tetto-che-scotta/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.amazon.it/Amiamoci-nonostante-tutto-Vittorio-Agr%C3%B2-ebook/dp/B00TJEWLZU/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1425729620&sr=1-1&keywords=amiamoci+nonostante+tutto

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano : “Essere Melvin”

http://www.cavinatoeditore.com

 

A play written by Tennessee Williams, translated by Gerardo Warriors, directed by Arturo Cirillo. With Vittoria Puccini, Vinicio Marchioni, Paolo Musio, Franca Penone, Salvatore Caruso, Clio Cipoletta, Francesco Petruzzelli.

It is more comfortable fit the current fashion that go against. Better to lie and be popular, that tell the truth and be alone. We live in a society where the hypocrisy and conformism are still prevalent traits, and even within the same family is possible to observe the apotheosis of falsehood.

Despite the words modernity and progress are on the lips of many, certain customs and traditions never evolve really.

Until yesterday I did not know directly the playwright Tennessee Williams, although rumors of his talent and above all of his achievements theater and film I had reached the ear – who has not at least heard of “A Streetcar Named Desire”? I did not know then what to expect from Cat on a Hot Tin Roof – the theater Ambra Jovinelli Rome until 15 March – and reading the synopsis of direction which presents him as a drama I had, I confess, a moment of bewilderment. I was obviously curious to see for the first time on stage Vittoria Puccini and reconfirm estimates artistic Vinicio Marchioni and I crossed my fingers

When the curtain opened and I started to learn about the dynamics of the couple formed by Margaret (Puccini) and Brick (Marchioni) and to listen to their complaints, in my mind it appeared the memory of the beautiful and fierce Danish film “Festen”. Yes, because in both cases the viewer is surrounded by history and especially by the turbulent and precarious balance of a family in which nothing is as it seems.

Closed in their own bedroom, Maggie and Brock comparing sull’infelicità of their marriage, where there are no more passion, sex and complicity. Because of the bitterness and disappointment of her, dell’apatica indifference to him.

Maggie the cat tries to shake her husband, to seduce him, to call him back to his duties, and above all not to be fooled by his brother Cooper (Petruzzell) and sister Mae (Cipoletta) as regards the probable division of inheritance Dad Harvey ( Musio), cancer patient.

Despite attempts by the woman, Brick seems not paying any attention nor nourish the slightest interest in the words of his wife, taken as alcohol and painful memory of his friend Skipper, who died prematurely. Intense friendship, especially, perhaps more than intimate, one that united the two men, capable of generating more than some suspicion in the family.

Family tour with rigor and strength from Dad Harvey, despite the disease, proves energetic and charismatic enough to constantly bickering with his wife Ida (Penone), with the children and with the unwelcome daughter. Harvey, during a dramatic and intense dialogue with Brick, will understand what are the motives for his son to drink, and what makes him so unhappy, doing somewhat the same child understand the true nature of the bond that bound him to Skipper . A revelation which, together with the disease of the patriarch, in danger of blowing up the apparent serenity family, so much so that Maggie, determined not to lose its position, to announce a future birth, making happy parents of Brick and arousing concerns in the rest family.

Probably writing the text of Williams – awarded second Pulitzer in 1955 – I was not particularly impressed, and in some places even came to bore me, I will cry foul purists theater, yet by paying spectator I caught only partially the pathos and the true essence of this story … read on

http://paroleacolori.com/a-teatro-la-gatta-sul-tetto-che-scotta/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and have Cavinato Publisher: “Being Melvin”

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