37) Selma,la strada per la libertà

martin luter king

Il biglietto d’acquistare per “Selma” è :1)Neanche regalato 2)Omaggio 3)di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre

Un film di Ava DuVernay. Con Tim Roth, David Oyelowo, Giovanni Ribisi, Cuba Gooding Jr., Oprah Winfrey, Carmen Ejogo, Tessa Thompson, Alessandro Nivola, Tom Wilkinson, Common. Biografico, 117′. 2014

Se un alieno decidesse di farsi una passeggiata sul nostro pianeta sarebbe felice di sapere che, da sei anni, il leader della più grande democrazia del mondo è un uomo di colore di nome Barack Obama, che ha pure vinto un Nobel per la pace, sebbene più o meno meritato.

Nello stesso tempo, però, sfogliando i giornali o guardando i tg, apprenderebbe che l’umanità è sul’orlo di un potenzialmente catastrofico conflitto tra Russia e Occidente per via di uno Stato chiamato Ucraina, diviso tra diverse etnie, e conteso, ufficialmente per motivi nazionalistici e politici, ufficiosamente per interessi economici.

Infine il nostro immaginario amico verde, passeggiando per le nostre metropoli vedrebbe quanto è complicato essere diversi in un mondo dove la normalità spesso ha a che fare con ignoranza, razzismo e pregiudizio. Si domanderebbe in quale strano mondo è capitato e probabilmente avrebbe qualche difficoltà a scrivere una relazione ai suoi superiori, notando molte contraddizioni in questa razza chiamata umana.

A quel punto l’extraterrestre potrebbe aver bisogno di entrare in una biblioteca per capire la storia di questo mondo, scoprendo che negli Stati Uniti, paese oggi portato come modello di libertà e democrazia, fino al 1965 a un uomo di colore non era consentito esercitare il diritto costituzionale di voto.

Essere nero in America, negli anni ’60, significava subire violenze, umiliazioni e brutalità con l’assenso della politica e della polizia. In Vietnam gli americani combattevano una drammatica e sanguinosa guerra per la libertà contro i comunisti; in patria erano negati i più basilari diritti civili.

“Selma” racconta in maniera asciutta e precisa l’azione politica e sociale del leader per i diritti civili Martin Luther King (Oyelowo) negli anni 1964, quando ottenne il Premio Nobel per la Pace, e 1965, quando ingaggiò con il presidente Johnson (Wilkinson) una dura battaglia affinché l’amministrazione federale emanasse una legge per garantire ai tutti i neri la possibilità di registrarsi e votare. Una legge scomoda e di difficile applicazione soprattutto negli stati del Sud, dove pestaggi e attentati sanguinari razziali erano all’ordine del giorno.

King e il suo gruppo, per riuscire a convincere Johnson, decisero di iniziare una protesta pacifica a Selma, in Alabama, stato governato dall’ultra-conservatore Wallace (Roth), dove l’ordine pubblico era gestito da un sceriffo razzista.

King progettò, tra numerose difficoltà e contrastanti posizioni anche all’interno del suo gruppo, un marcia di liberta da Selma fino alla capitale dell’Alabama Montgomery. Una marcia osteggiata dai poteri locali e dalla polizia al punto che un primo tentativo di effettuarla(Domenica 7 Marzo 65) fu soffocata nel sangue dalleforze dell’ordine in maniera così cruenta e violenta da sconvolgere l’opinione pubblica americana ,che osservandola in diretta tv, fino al punto di spingere anche i bianchi e diverse leader religiosi ad andare a Selma per esprimere la loro solidarietà e soprattutto a marciare con King. Un evento che ovviamente non poteva passare inosservato provocando dure rappresaglie anche nei confronti dei bianchi colpevoli di essere amici de negri, ma fu la spinta decisiva per convincere il Presidente Johnson a prendere posizione sul delicato tema del diritto al voto.
Selma è un opera delicata e nello stesso forte e cruda in cu l’autore ci racconta in maniera efficace e accurata la serie di avvenimenti che cambiarono la storia dell’America e che portarono al trionfo della legalità e della giustizia. Un film storico, sociale e di critica nei confronti un paese che se da una parte si dichiara campione di libertà e dall’altra ha un passato che gronda sangue e vergogna.
Un testo ben scritto, molto teatrale nello sviluppo e nei toccanti dialoghi e ciò nonostante non ne risente il ritmo e in qualche modo ne viene esaltato il pathos narrativo che avvolge appieno lo spettatore facendo sentire parte di un dramma di un popolo vittima di un ingiustizia e di come i tempi della politica fossero più lenti e macchinosi rispetto all’incidere impetuoso della protesta e del desiderio di giustizia.
Inoltre il testo ha il merito di farci conoscere non solo la figura pubblica di Martin Luter King già nota, ma mostra quali angosce ,pensieri e difficoltà familiari avesse l’uomo impegnato in una sfida in cui mise in gioco tutto se stesso : corpo e anima.
La regia ,sebbene di taglio televisivo, è di buon livello, accurata, attente ed è interessante la scelta narrativa di raccontare la storia con dei tempi e ritmi compassati riuscendo però nello stesso tempo a ben delineare i personaggi riuscendo a darli un peso emotivo ed introspettivo.
Selma ha il limite di essere stato fatto un anno dopo il trionfo di “12 anni schiavo” e gli americani non possono per due anni consecutivi premiare “lo stesso tema” sebbene c’è ne sia bisogno, ma sicuramente l’intero cast merita un plauso convinto per come hanno reso credibili i personaggi dando a loro le diverse sfumature e facendo percepire allo spettatore le differenti posizioni politiche e di pensiero.
Il finale di Selma regala emozioni e commozione al pubblico nel sentire le belle parole di Martin Luter King pronunciate nel comizio finale davanti al palazzo del potere dell’Alabama e sicuramente il nostro amico Alieno riascoltandole e vedendo come è cambiato il mondo oggi non esiterebbe a dire che King sarebbe considerato per molti di noi un vero extra terrestre.

 

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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The ticket purchase for “Selma” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

A film by Ava DuVernay. With Tim Roth, David Oyelowo, Giovanni Ribisi, Cuba Gooding Jr., Oprah Winfrey, Carmen Ejogo, Tessa Thompson, Alessandro Nivola, Tom Wilkinson, Common. Biographical, 117 ‘. 2014

If an alien decides to take a walk on our planet would be happy to know that, for six years, the leader of the largest democracy in the world is a black man named Barack Obama, who also won a Nobel Peace Prize, although more or less deserved.

At the same time, however, leafing through the newspapers or watching the news, would learn that humanity is sul’orlo of a potentially catastrophic conflict between Russia and the West because of a state called Ukraine, divided between different ethnic groups, and contended, officially nationalistic and political reasons, unofficially for economic interests.

Finally our imaginary friend green, walking through our city would see how complicated it is to be different in a world where normality often has to do with ignorance, racism and prejudice. Would wonder what strange world happened and probably would find it difficult to write a report to his superiors, noting many contradictions in this race called human.

At that point the extraterrestrial might need to go into a library to understand the history of this world, and found that in the United States, led the country today as a model of freedom and democracy, until 1965 a black man was not allowed to exercise the constitutional right to vote.

Being black in America, in the 60s, meant violence, humiliation and brutality with the approval of politics and police. In Vietnam the Americans were fighting a dramatic and bloody war for freedom against the Communists; at home were denied their most basic civil rights.

“Selma”, said in a dry and precise political action and social development of the civil rights leader Martin Luther King (Oyelowo) in 1964, when she won the Nobel Prize for Peace, and 1965, when engaged with President Johnson ( Wilkinson) an uphill battle to ensure that the federal administration emanated a law to ensure that all blacks the opportunity to register and vote. A law uncomfortable and difficult to implement especially in the South, where beatings and racial bloody attacks were commonplace.

King and his group, to be able to convince Johnson, decided to start a peaceful protest in Selma, Alabama, was ruled by the ultra-conservative Wallace (Roth), where public order was maintained by a racist sheriff.

King designed, among many difficulties and conflicting positions even within his group, a freedom march from Selma to the capital Montgomery Alabama. A march opposed by local authorities and police to the point that a first attempt to perform it (Sunday, March 7, 65) was drowned in blood dalleforze order in a manner so cruel and violent to upset the American public, that watching on live TV to the point of pushing even whites and several religious leaders to go to Selma to express their solidarity and above all to march with King. An event that obviously could not go unnoticed even provoking harsh reprisals against whites guilty of being friends of blacks, but it was the final push to convince President Johnson to take a position on the delicate issue of the right to vote.
Selma is a delicate work and at the same strong and harsh in cu the author tells us in effectively and accurately the series of events that changed the history of America, and that led to the triumph of law and justice. A film historian, social and critical a country that if one part is declared champion of freedom and the other has a past dripping blood and shame.
A well-written text, very theatrical in development and touching dialogues and yet not affected the pace and in a way it is exalted pathos narrative that fully envelops the viewer by making you feel part of a drama of a people victim of an injustice and as of the time of the policy were slower and cumbersome compared all’incidere impetuous of the protest and the desire for justice.
Furthermore, the text has the merit of us know not only the public figure of Martin Luther King already known, but shows such anxieties, thoughts and family difficulties had the man engaged in a challenge in which risked everything himself, body and soul .
Directed, although cutting television, is of good quality, accurate, careful and interesting narrative choice to tell the story with the times and rhythms prim but managed simultaneously to delineate the characters well managing to give an emotional weight and introspective .
Selma has the limit of being done a year after the triumph of “12 Years a Slave” and the Americans can not for two consecutive years to reward “the same theme” although there it is needed, but surely the entire cast deserves a Earnest applause for how they made believable characters by giving them different shades and making the viewer feel the different political positions and thought.
The final Selma with emotions and emotion to the public to hear the beautiful words of Martin Luther King said in the final campaign rally in front of the palace of power Alabama and definitely our friend Alien riascoltandole and seeing how it changed the world today would not hesitate to say that King would be considered for many of us a true extra terrestrial.

36) Whiplash

whiplash

Il biglietto d’acquistare per “Whiplash” è: 1)Neanche regalato 2)Omaggio 3) di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre

“Whiplash” è un film del 2015 scritto e diretto da Damien Chazelle, con : Miles Teller, J.K. Simmons e Paul Reiser.
Solo chi è di animo gentile, sensibile e candido può cogliere la vera essenza della musica e suonarla.
Il musicista è un uomo creativo, buono, educato e dotato di buoni sentimenti.
Ascoltare musica scalda il cuore e scriverne ti fa essere un uomo migliore.
Chi insegna musica è un persona colta, garbata e profonda.
E’ una vita che ascolto queste tipi di frasi da chi ha fatto della musica una seconda pelle o di chi va più spesso ai concerti che dal dottore.

Ebbene dopo aver visto “Whiplash” dimenticate questi concetti e i “verginelli” della musica ripongano nel cassetto i bei ideali e i buoni propositi. Chi vuole fare della musica la sua professione deve sudare, sacrificasi, versare lacrime e sangue. Essere musicista significa trascorrere la maggior parte della propria vita in simbiosi con lo strumento e dimenticarti una vita sociale e di ogni affetto. Essere musicista è come vivere dentro una bolla fatta di esercizi ossessivi e assoluta dedizione alla causa. “Whiplash” è la storia del giovane e talentuoso batterista Andrew Newman (Teller) selezionato dall’insegnate Terence Fletcher(Simmons) per far parte dell’orchestra jazz di uno di più importanti conservatori degli Stati Uniti. Per il protagonista dovrebbe essere l’inizio di una splendida carriera e soprattutto l’opportunità di crescita artistica e di realizzare il suo unico sogno per il quale è disposto a rinunciare ad ogni cosa e vivere solo per esercitarsi con la sua batteria. Ma fa parte dell’orchestra di Fletcher significa in vero entrare in un girone dantesco, essere in una caserma della Folgore e se volete prigionieri di un sadico. Mentre scorrevano le immagini sullo schermo la mia mente ricordava altri film come “Amadeus” di Milos Forman, Full metal “Jacket “di Kubrick e Karate Kid, generi diversi eppure accumunati da una forza emotiva, una violenza visiva e da una passione che conquistarono milioni di fan . “Whiplash” riunisce in qualche modo lo spirito di questi tre film accentuando e se possibile esaltandone ancora di più le loro virtù ed elementi significati.Fletcher è un insegnante terribile, brutale,odioso, maniacale, ossessivo e rigoroso come il sergente di Full Metal Jacket e nello stesso tempo ha la sensibilità del maestro Niaghi nel cogliere l’essenza più profonda della musica e come il maestro Salieri vive solo ed esclusivamente per lei e spingendo e sprona ndooltre modo a dare il massimo i i suoi allievi portandoli quasi alla follia come fece il maestro italiano con Mozart.

Si instaura cosi un rapporto di amore, odio e competizione tra maestro e allievo basato solo ed esclusivamente su talento musicale e sulla voglia e determinazione dimostralo.
La bellezza del jazz e la magia e la poetica delle sue note si contrappongono al sudore e al sangue che letteralmente Andrew versa in ogni scena sulla batteria durante le prove inveito e bastonato anche non solo verbalmente da Fletcher.
Un film adrenalinico crudo, spietato e nello stesso tempo carico di emotività purezza e calore che solo la musica può darti.
Fletcher e Andrew sono maestro e allievo, a volte amici e spesso antagonisti,ma soprattutto entrambi sono determinati a vincere e a far bella musica e rimanere nella storia.
Una sceneggiatura vivace, intensa, ben scritta che ti avvolge, ti scuote, ti fa riflettere creandoti insieme angoscia ed estasi mentre ti fai rapire dalla musica. I dialoghi sono serrati, scarni, violenti e magistralmente interpretati.
Un testo che alterna con efficacia e incisività momenti di stasi ed dinamismo puro riuscendo a mantenere alto e forte il pathos narrativo travolgendo e avvolgendo lo spettatore.
La regia di Chazelle, nonostante la giovane età, è davvero notevole e si nota oltre il talento e la creatività, tiene un occhio e mano esperta nel saper saggiare e distribuire i momenti topici lungo i film dando alla storia se possibile una marcia in più.
Conoscevo “ televisivamente” J.K Simmons per la serie “The Closer” apprezzandone la solidità e asciuttezza della recitazione, ma con il suo Fletcher sublima il suo talento e suoi cavalli d battaglia dando vita a una interpretazione che con merito gli consegnerà l’Oscar e a mio avviso resterà negli annali del cinema per qualità e intensitaà
Preciso, rigoroso senza mai eccedere nel mostrare il suo personaggio fuori contesto o sopra le righe.
Forma con il giovane attore Miles Teller una perfetta e riuscita coppia creando una toccante e profonda alchimia e generando empatia con il pubblico.
Teller dona il proprio corpo alla causa per rendere vero, reale e avvincente un duello personale, musicale e soprattutto di vita tra i due personaggi.
Il finale bello, epico e potente fatto solo di musica e sguardi non solo colpisce ed emoziona lo spettatore inchiodandolo fino alla fine e oltre alla poltrona, ma soprattutto lo sprona e invita ad andare sempre e comunque oltre i suoi limiti per realizzare i propri sogni.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci ,nonostante tutto”

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The ticket purchase for “Whiplash” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

“Whiplash” is a 2015 film written and directed by Damien Chazelle, with: Miles Teller, JK Simmons and Paul Reiser.
Only someone who is kind-hearted, sensitive and candid can capture the true essence of the music and play it.
The musician is a creative man, good, polite and with good feelings.
Listen to music warms the heart and makes you write be a better man.
Who teaches music is an educated person, gentle and deep.
It ‘a life that listening these types of phrases by those who have made music a second skin or those who go to concerts more often than the doctor.

Well after seeing “Whiplash” forget these concepts and “Verginelli” music ripongano in the drawer the good ideals and good intentions. Who wants to make music his profession must sweat, sacrificasi, shed tears and blood. Being a musician means to spend most of their lives in symbiosis with the instrument and forget a social life and every affection. Being a musician is like living inside a bubble made of exercises obsessive and absolute dedication to the cause. “Whiplash” is the story of the young and talented drummer Andrew Newman (Teller) selected by the teacher Terence Fletcher (Simmons) to join the orchestra of one of the most important jazz conservatories in the United States. For the protagonist should be the beginning of a beautiful career and especially the opportunity to artistic growth and to realize his dream for which only one is willing to give up everything and live only for practicing his drums. But it is part of the orchestra of Fletcher means in real enter a Dante’s circle, being in a barracks of the Thunderbolt and if you want to prisoners of a sadist. While ran pictures on the screen my mind remembered other films like “Amadeus” by Milos Forman, Full metal “Jacket” Kubrick and Karate Kid, different genres yet toghether a emotional force, a visual violence and a passion that conquered millions of fans. “Whiplash” brings together somehow the spirit of these three films accentuating and if possible even more exalting their virtues and elements significati.Fletcher is a terrible teacher, brutal, hateful, manic, obsessive and rigorous as the sergeant in Full Metal Jacket and at the same time has the sensitivity of the master Niaghi in capturing the deepest essence of the music and how the teacher Salieri lives exclusively for her and pushing and spurs ndooltre way to give maximum ii his students bringing them almost to madness as did Italian master with Mozart.This establishes a relationship of love, hate and competition between teacher and student based solely on musical talent and the desire and determination prove it.
The beauty of jazz and the magic and the poetry of his notes are opposed to the sweat and blood that literally Andrew versa in every scene on the battery during rehearsals railed and clubbed also not only verbally by Fletcher.
A film adrenaline raw, ruthless and yet emotive purity and warmth that only music can give you.
Fletcher and Andrew are master and pupil, sometimes friends and often antagonistic, but especially both are determined to win and make beautiful music and stay in history.
A screenplay lively, intense, well-written that envelops you, shakes you, makes you reflect together creating you anguish and ecstasy while you make kidnap music. The dialogues are tight, skinny, violent and masterfully interpreted.
A text that alternates with effectiveness and impact moments of stasis and dynamism pure managing to maintain a high and strong pathos sweeping narrative and enveloping the viewer.
Directed by Chazelle, despite his young age, is truly remarkable and is known beyond the talent and creativity, keeps an eye and expert hand in being able to test and deploy the important moments along the film giving the story if possible a higher gear.
Knew “televised” JK Simmons for the series “The Closer” appreciating the solidity and dryness of the acting, but with his Fletcher sublimates his talent and his horses d battle creating an interpretation that with about the hand over the Oscar and my notice will remain in the annals of cinema for quality and intensitaà
Precise, rigorous never exceeded in showing his character out of context or over the top.
Form with the young actor Miles Teller perfect and successful couple creating a touching and profound alchemy and generating empathy with the audience.
Teller gives his body to the cause to make true, real and compelling a personal duel, music and life experience between the two characters.
The final beautiful, epic and powerful made only of music and looks not only affects and excites the viewer nailing it to the end and in addition to the chair, but above all the spurs and invites to go always beyond its limits to achieve their dreams.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher International show “Being Melvin”

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101) Amiamoci, nonostante tutto (Vittorio De Agrò)

 

Non sono uno scrittore, né un critico, tanto Copertina Amiamoci, nonostante tuttomeno aspiro a diventarlo. Eppure tu mi dirai, caro amico/a magari anche guardandomi di traverso o forse solo bonariamente, che quasi ogni giorno  da ormai tre anni  , disturbo la tua pace e serenità con le mie parole e soprattutto rischiando una querela da parte del sindacato degli scrittori. Scrivo perché scrivere per me è terapeutico e soprattutto mi diverte raccontare, spero sempre con educazione e rispetto, il lavoro degli altri. Dopo #EssereMelvin non avevo in mente né in animo di sporcare ancora la carta, ma come spesso accade il Destino sceglie una diversa sceneggiatura per ognuno di noi.
Quando lo scorso settembre ho rivisto dopo sette anni Ginevra, l’Aspirante Diva, al Roma Fiction Fest e con mia sorpresa e confesso amarezza mi ha negato, in maniera plateale e pubblica, la mano lanciandomi un’occhiata carica di sentimenti negativi, mi sono chiesto cosa passi per la testa di una donna, specie se stimata, lusingata e applaudita da tutti. Per alcune settimane mi sono domandato come un principio di quasi amicizia potesse tramutarsi in rancore e rabbia.
Perché spesso i più grandi amori diventino poi feroci odi e terribili inimicizie?
Già mi interrogavo su cosa fosse veramente l’Amore, a mio avviso, il vero quarto Segreto di Fatima.
La riposta a questa mia domanda, è giunta per caso durante una cena solitaria al mio ristorante abituale, vicino casa, mentre osservavo litigare una coppia composta da un quarantenne annoiato e una bella ragazza ventenne. Una coppia visivamente mal assortita eppure profondamente legata per arrivare a discutere in quella maniera. Quella sera oltre a me al ristorante c’era anche una coppia sposata da cinquant’anni che, vedendo tale scena, cominciò a commentare con me su come l’amore oggi sia davvero diverso da quello vissuto e interpretato loro tempi.
Sempre quella sera tornando a casa, come si suole dire, ebbi la illuminazione e così decisi di scrivere il mio modesto contributo, per chiarire e scoprire il segreto che si cela dietro quella diabolica invenzione dell’uomo chiamata “Amore”
Oggi è San Valentino, festa degli Innamorati o per molti festa del consumismo e dell’ipocrisia, io preferisco vederla come l’atto di coraggio di chi comunque decida di mostrare i propri sentimenti in pubblico.
Amare ti cambia la vita e la mia è cambiata tante volte e onestamente non rimpiango nulla.
Non so se i miei racconti possano servire qualcosa, ma ho la speranza che chi avrà la pazienza di leggerli possa dire con un sorriso e con sicurezza: Hai ragione Vittorio, Amiamoci,nonostante tutto.
Buon San Valentino a tutti
Con affetto
Vittorio.

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I’m not a writer, nor a critic, nor aspire to become one. Yet you tell me, dear friend / a maybe even looking sideways or maybe just good-naturedly, that three years now almost every day, disturbing your peace and serenity with my words and especially risking a lawsuit by the union of the writers. I write because writing is therapeutic for me and most of all I enjoy telling, I always hope with education and respect, the work of others. After #EssereMelvin I had in mind nor in mind dirtying the card again, but as often happens Fate chooses a different script for each of us.
When I reviewed last September after seven years in Geneva, the Aspirant Diva, at the Roma Fiction Fest and to my surprise and confess bitterly denied me, very publicly and the public, the hand glance at the office of negative feelings, I asked what steps to the head of a woman, especially if estimated, flattered and applauded by all. For a few weeks I wondered how a principle of almost friendship could turn into resentment and anger.
Because often the greatest loves then become fierce hatreds and terrible enmities?
Already I wondered about what was really the Love, in my opinion, the real Fourth Secret of Fatima.
The answer to my question, came by chance during a solitary dinner at my usual restaurant, close to home, as I watched a quarreling couple made a forty bored and a beautiful girl of twenty. A couple visually mismatched yet deeply tied to get to talk that way. That evening over to me at the restaurant there was a couple married for fifty years, seeing this scene, began to comment on how the love with me today is very different from that lived and played their times.
Always returning home that evening, as they say, I had the lighting and so I decided to write my modest contribution to clarify and uncover the secret that lies behind the diabolical invention of man called “Love”
Today is Valentine’s Day, the Feast of Lovers or for many festival of consumerism and hypocrisy, I prefer to see it as the act of courage of those who still decide to show their feelings in public.
Love changes your life and mine has changed many times and I honestly do not regret anything.
I do not know if my stories can serve something, but I hope that those who have the patience to read them can say with a smile and with confidence: You’re right Vittorio, Let us love, despite everything.
Happy Valentine’s Day to all
affectionately
Vittorio.

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35) Mi piaci perchè sei così

vanessa incontrada

Uno spettacolo teatrale in due atti, scritto e diretto da Gabriele Pignotta. Con Gabriele Pignotta, Vanessa Incontrada, Fabio Avaro e Siddharta Prestinari.

L’amore ti cambia la vita e se hai la fortuna di incontrare la tua anima gemella tutto ti sembrerà più bello. È per questo che avere un compagno/una compagna che ti abbracci di notte e ti sorregga nei momenti difficili è tra le cose più desiderate al mondo.

Dite che devo smettere di mangiare i Baci perugina e di leggere le frasi d’amore che contengono? Può darsi, sicuramente la mia linea ne trarrebbe giovamento. Ma tornando ad argomenti più seri: cosa significa, per voi, oggi essere una coppia?

Abbiamo meno pazienza di un tempo, siamo egoisti, intolleranti e meno inclini al compromesso. Certo, continuiamo a innamorarci, ci fidanziamo e magari ci sposiamo anche, convinti che sarà amore per sempre. Poi la quotidianità, sotto forma di spazzatura da buttare, panni sporchi lasciati in giro per casa e sabati sera trascorsi in poltrona davanti alla tv, irrompe nella favola e rivela quanto l’amore possa essere breve ed effimero.

È quello che succede alla coppia formata da Marco (Pignotta) e Monica (Incontrada) – protagonista dello spettacolo “Mi piaci perché sei così”, al Teatro Quirino di Roma fino al 22 febbraio – che dopo essersi conosciuti per caso nel metrò di Parigi ed essersi innamorati, decidono di sposarsi e iniziare una vita insieme. Lui è un disegnatore di fumetti disordinato e poco incline alle faccende di casa; lei è un’impiegata di banca rigorosa e disciplinata. …continua su

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Vittorio De Agrò e Cavinato Edtore International presentano “Essere Melvin”

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A play in two acts, written and directed by Gabriele Pignotta. With Gabriele Pignotta, Vanessa Incontrada, Fabio Miser and Siddharta Prestinari.

Love changes your life and if you are lucky enough to meet your soulmate everything will look more beautiful. That’s why I have a companion / a partner hold you at night and you underpinning in difficult times is one of the things you want most in the world.

Say that I have to stop eating the Baci Perugina and read the words of love which contain? It may be, surely it would enhance my line. But back to more serious topics: what does it mean, for you, today being a couple?

We have less patience for a time, we are selfish, intolerant and less inclined to compromise. Of course, we continue to fall in love, we fidanziamo and maybe we get married too, believe that will love forever. Then everyday life, in the form of garbage to burn, dirty clothes left around the house and spent Saturday night in an armchair in front of the tv, bursts into the story and reveals how love can be short and ephemeral.

That’s what happens to the couple formed by Marco (Pignotta) and Monica (Incontrada) – the protagonist of the show, “I like you because you’re so” at the Teatro Quirino in Rome until February 22 – that after they met by chance in the Paris Metro and falling in love, they decide to get married and start a life together. He is a cartoonist messy and not prone to household chores; she is an employee of the bank rigorous and disciplined. continues on

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Vittorio De Agro and Cavinato Edtore International show “Being Melvin”

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34) Festival di Sanremo

sanremo 2015

Nelle ultime settimane si è discusso molto su chi sia “l’italiano medio”, su come questo personaggio pensi e agisca, per merito o demerito del film omonimo di Maccio Capatonda. Personalmente non ho visto la pellicola in questione, anche perché so bene chi è l’italiano medio: sono io, ovviamente.

L’Italiano medio guarda e soprattutto tifa la nazionale di calcio solo agli europei e ai mondiali, per poi disprezzarla e snobbarla il resto del tempo a favore del club cittadino. L’Italiano medio guarda ogni anno il Festival di Sanremo, anche se ufficialmente ne dice pesta e corna. Perché Sanremo è Sanremo, come recita un famoso ritornello, ma soprattutto perché Sanremo è la nostra copertina di Linus di cui, per quanto logora, vecchia e desueta, non possiamo proprio fare a meno. Tutto cambia, tutto si evolve, e sebbene siano nati innumerevoli talent show musicali più glamour e popolari, il Festival resta un punto fermo.

Partendo dal presupposto che io e la musica apparteniamo a due mondi separati e distinti, per me Sanremo è il momento in cui posso atteggiarmi a critico musicale e dire la mia al bar con gli amici sullo stato della canzone italiana.

Con questo spirito, ieri ho accesso la tv per seguire la prima puntata, come da tradizione. L’anteprima non era un’idea malvagia: un buon modo per dare ai cantati la possibilità di raccontarsi al pubblico tra aneddoti e battute. Se non fosse che questo “attacco” è durato quasi quanto una puntata media di un fiction americana (40 minuti) e che si è trasformato in una questua degli artisti, al grido di “Teniamo famiglia, per favore votateci”.

L’anziano che in me ha rischiato di addormentarsi già durante questa fase introduttiva, ma quando finalmente ho visto apparire il sempre pallido Carlo Conti, conduttore e direttore artistico di quest’anno per il rituale “Urbi et Orbi” sanremese, ho preso il sesto caffè della giornata e mi sono preparato alla maratona. Ero curioso di vedere con quale stile Conti avrebbe condotto il Festival e devo dire che, nel complesso, non mi è dispiaciuto. Ha scelto un profilo minimal, classico, pulito, mettendosi al servizio delle canzoni, dimostrando maturità e furbizia televisiva, e lasciando anche il giusto spazio ai “suoi gioielli”, Emma, Arisa e Rocio Munoz Morales…. continua su

http://paroleacolori.com/al-via-il-festival-di-sanremo-comicita-infelice-e-musica-passabile/

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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In recent weeks there has been much discussion about who is “the Italian average”, how this character think and act, for merit or demerit of the eponymous film Maccio Capatonda. Personally I have not seen the film in question, because I know who the Italian average: I am, of course.

The Italian average looks and especially cattail the national football only to Europeans and to the world, then despise and snub the rest of the time in favor of the club citizen. The Italian average looks every year the Festival of Sanremo, although officially it says mache and horns. Why Sanremo Sanremo, as goes the famous refrain, but mainly because Sanremo is our security blanket which, as worn, old and obsolete, we can not do without. Everything changes, everything evolves, and though they were born countless talent show music’s most glamorous and popular, the Festival remains a staple.

Assuming that I and the music belong to two worlds separate and distinct, for me Sanremo is the time when I can pose as a music critic and tell my friends at the bar on the state of the Italian song.

In this spirit, yesterday I access the TV to follow the first episode, as usual. The preview was not a bad idea: a good way to give sung the opportunity to tell their stories to the public between anecdotes and jokes. Except that this “attack” lasted almost as much as an average episode of American fiction (40 minutes) and that has turned into a begging of the artists, shouting “We hold the family, please vote for us.”

Elder mine that was in danger of falling asleep already during this introductory phase, but when I finally saw the always appear pale Carlo Conti, conductor and artistic director of this year for the ritual “Urbi et Orbi” Sanremo, I took the sixth coffee of the day and got ready in the marathon. I was curious to see what style with Conti would lead the Festival and I must say that overall, I am not sorry. He chose a minimal profile, classic, clean, at the service of the songs, showing maturity and cleverness television, and also leaving the right space to “her jewelry,” Emma, Arisa and Rocio Munoz Morales continues on ….

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33) Il Guardiano del Faro (Camilla Lackberg)

lackberg
“Il guardiano del faro” è un libro scritto da Camilla Lackberg nel 2009 e pubblicato in Italia da Marsilio nell’ottobre 2014.
Aspettavo di leggere il nuovo libro della Lackberg dopo il finale aperto dell’intensa e avvincente “La Sirena” che aveva ottenuto il gradimento dei suoi tanti fan. Sono ormai diventato un convinto fan della scrittrice svedese capace di mescolare con efficacia e talento vari generi: dal puro giallo all’introspettivo passando per il fantasy .
E’ sempre difficile costruire un giallo e ancora di più dare vita a una saga con personaggi credibili, reali e con delle personalità che sappiano coinvolgere e incuriosire il lettore per anni.
Questo è il caso della bella e intelligente coppia formata da Patrick ed Erica che da anni divertano e coinvolgono il pubblico dividendosi tra vita privata e i complessi casi di omicidio da risolvere nella tranquilla cittadina di Fjalbacka. Nell’ultima puntata della saga avevamo lasciato Erica e la sorella Anna prossime entrambe al parto e con Patrick in un stato da infarto incombente , creando cosi l’autrice i presupposti per delle drammatiche svolte puntualmente verificatesi con l’inizio cupo del romanzo durante la breve e toccante descrizione di un funerale in cui non si può non percepire e condividere il dolore dei personaggi quando scopriamo che a lasciarci prematuramente è stato il bambino di Anna, dopo che le due sorelle hanno avuto un drammatico incidente stradale mentre correvano in ospedale . Se Erica, dopo una difficile e travagliato post partum, ha potuto abbracciare i suoi due bei gemelli: Anton e Noel , invece per Anna inizia una periodo di immenso dolore e apatia per il suo lutto. Lo stesso Patrick, passata l’iniziale paura, torna al lavoro con l’invito dei medici a non affaticarsi troppo.
Ma gli assassini non aspettano il recupero Patrick così costretto a mettersi subito in azione quando viene scoperto il cadavere di Mats Severin, giovane contabile, impegnato nell’ambizioso progetto del sindaco Erling di costruire in città un moderno e costoso centro benessere”Badis” grazie al contributo di fondi privati garantiti da una coppia di fratelli dal misterioso e oscuro passato :Vivianne e Anders
Un omicidio in apparenza senza movente, visto la vita privata impeccabile e tranquilla del contabile. Ma come spesso accade cominciando a grattare esce sempre fuori lo sporco nascosto e verità scomode.
Come spesso è accaduto nei romanzi della Lackberg anche in questo libro dall’iniziale storia principale si diramano storie apparentemente “secondarie” e non collegate tra di loro, ma che poi durante lo sviluppo della storia invece avranno modo di toccarsi e poi di unirsi al filone principale facendo così modificare al lettore la propria prospettiva sulla storia. Storie di donne maltrattate fisicamente e soprattutto sottomesse psicologicamente da uomini violenti e insensibili che le spingono inutilmente a fuggire come nel caso di Madeleine o stringere i denti per il bene del figlio come nel caso di Emelie o reagire in maniera drammatica e tragica come nel caso di Annie, donna caduta anche nel vizio della droga.
E’ strano oltre che triste per il lettore leggere casi di feroce e brutale femminicidio anche nella civile Svezia eppure sfogliando le pagine di questo romanzo non si può non commuoversi e tifare per queste donne unite da un tragico destino sia nel presente che nel passato.
Storie di donne e di omicidi e anche di fantasmi ambientate in una isola leggendaria e cupa che non può non evocare il bel film “The Others”.
Il libro ha un partenza lenta, forse compassata, ma progressivamente il ritmo aumenta con lo sviluppo dell’intreccio narrativo grazie allo stile sempre fluido, puliti e lineare dell’autrice , riuscendo trascinare e coinvolgere il lettore soprattutto sul piano psicologico ed emozionale.
“Il guardiano del faro” è un giallo psicologico dove prevalgono le emozioni sulle azioni soprattutto nella seconda parte in cui il pathos narrativo è più incalzante e incisivo.
Il finale, anche se cupo e amaro, risulta convincente e ben costruito suscitando diverse e differenti sensazioni nel lettore e soprattutto mettendo in risalto come ogni donna possa essere vittima e nello stesso tempo protagonista di violenza quando la sua mente e anima è sottoposta ad abusi e ingiustizie indegne.

Vittorio De Agrò  e Cavinato Editore International presentano “Essere Melvin”

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“The lighthouse keeper” is a book written by Camilla Lackberg in 2009 and published in Italian by Marsilio in October 2014.
I waited to read the new book of Lackberg after the Open final intense and compelling “La Sirena” who had obtained the approval of his many fans. Have now become a staunch fan of the Swedish writer able to mix effectively and talent various genres: from pure yellow introspective through the fantasy.
It ‘s always difficult to build a yellow and even more to create a saga with believable characters, real and with the personalities who are able to engage and intrigue the reader for years.
This is the case of the beautiful and intelligent couple formed by Patrick and Erica, who for years are fun and involve the public dividing his time between private life and complex murder cases to be resolved in the quiet town of Fjalbacka. The last episode of the saga had left Erica and her sister Anna coming both childbirth and with Patrick in a state from impending heart attack, thus creating the conditions for the author of the dramatic time operations occurred with the beginning of the novel during the gloomy short and touching description of a funeral in which one can not perceive and share the pain of the characters when we discover that to leave prematurely was the child of Anna, after the two sisters have had a dramatic car accident as they ran to the hospital. If Erica, after a difficult and troubled post partum, could embrace her two beautiful twins Anton and Noel instead for Anna begins a period of immense pain and apathy for his bereavement. The same Patrick, past the initial fear, back to work with the invitation of doctors to avoid fatigue too.
But the killers do not expect the recovery so Patrick had to get straight into the action when it is discovered the corpse of Mats Severin, a young accountant, committed in the ambitious project of Mayor Erling to build in the city a modern and expensive spa “Badis” thanks to contribution of private funds guaranteed by a pair of brothers from the mysterious and dark past: Vivianne and Anders
A murder apparently without motive, since the privacy and quiet of the impeccable accounting. But as often happens beginning to scratch out always out dirt and hidden truths.
As often happened in the novels of Lackberg also in this book from the initial main story branching stories seemingly “minor” and not connected to each other, but then during the development of the story instead will have the opportunity to touch and then to join the trend main doing so change the reader’s perspective on history. Stories of abused women physically and psychologically especially submissive to men violent and insensitive that push unnecessary to flee as in the case of Madeleine or bite the bullet for the good of the child as in the case of Emelie or react in a dramatic and tragic as in the case of Annie, women also fall into the vice of drugs.
It ‘strange than that sad for the reader to read cases of fierce and brutal civil femicide in Sweden but also through the pages of this novel, you can not not love and cheer for these women united by a tragic fate in the present and in the past.
Stories of women and murders and even ghosts set in a legendary island and dark that can not fail to evoke the great movie “The Others”.
The book has a slow start, perhaps prim, but gradually the pace is increasing as the plot narrative thanks to the style always fluid, clean and linear author, managing drag and engage the reader for psychological and emotional.
“The lighthouse keeper” is a psychological thriller where emotions prevail on actions especially in the second part where the pathos narrative is more pressing and incisive.
The final, though dark and bitter, convincing and well built arousing different and different feelings in the reader and especially highlighting how every woman can be a victim and at the same time advocate of violence when his mind and soul is subjected to abuse and injustice unworthy.

32) Birdman o L’Imprevedibile Virtù dell’Ignoranza

birdman

Il biglietto d’acquistare per “Birdman o l’imprevedibile virtù dell’ignoranza” è: 1)Neanche regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5) Sempre
“Birdman oL’Imprevedibile Virtù dell’Ignoranza” è un film del 2015 diretto da Alejandro González Iñárritu, scritto da Alejandro González Iñárritu,Armando Bo, Nicolas Giacobone, Alexander Dinelaris, con: Michael Keaton, Edward Norton, Emma Stone,Naomi Watts, Zach Galifianakis, Amy Ryan, Merritt Wever.

C’è chi ama le luci dei riflettori e chi invece le rifugge. C’è chi sogna di fare l’attore e di essere sempre e comunque al centro dell’attenzione e chi si diverte di più a muovere i fili.
Non invidio personalmente chi di professione fa l’attore. Un mestiere che , forse , da tante soddisfazioni, gloria soldi, ma nello stesso tempo ti fa vivere una condizione di vera solitudine e in un stato di perenne nevrosi e ossessioni.
Lo spettatore pagante ti premia, ti innalza e ti osanna e il minuto dopo ti butta nel dimenticatoio.
Un attore rischia a volte di rimanere prigioniero di un personaggio interpretato nonostante tutti i suoi sforzi per liberarsene e di essere rinchiuso dentro una prigione dorata. A quel punto l’attore e prima ancora l’uomo deve scegliere se adagiarsi e pagarsi prima il mutuo e poi la pensione o lottare per dimostrare le sue vere qualità al mondo.
La storia del cinema è piena di questi casi di “prigionia” e alcuni di essi sono sfociati anche in tragedia.
Ero curioso di vedere ieri sera “Birdman” presentato in anteprima all’ultimo Festival di Venezia lo scorso settembre e che successivamente stafacendo incetta di premi e in rampa di lancio per la notte degli Oscar.
Chi è Birdaman? Il Box Office nostrano, in maniera superficiale,pensando che fosse la storia di un super eroe soprattutto avendo come protagonista il redivivo Michael Keaton (per la mia generazione era e resta l’unico Batman) nei primi giorni di proezione lo sta in parte punendo negli incassi.
In vero Birdman è un super eroe , un personaggio che ha incantato le platee di mezzo mondo negli novanta, ma che per suo interprete Riggan Thompson(Keaton) è diventato un seconda pelle fastidiosa, un fantasma ingombrante, una voce che lo insegue ovunque e il segnale di un declino artistico. Riggan si rifiuta di “morire “ come Birdman e decide di reinventarsi attore di teatro a Broadway ,sfidando lo scetticismo degli amici e soprattutto dei critici , mettendo in scena il libro “What We Talk About When We Talk About Love” di Raymond Carver.
Riggan e il suo fidato agente e amico Jake(Galifianakis) mettono in piede una squadra di talentuosi e nevrotici attori che lavoreranno con impegno e passione nei giorni precedenti alla premiere per creare uno spettacolo degno di Broadaway. Lo spettatore entra così all’interno del back stage di una produzione teatrale e scopre la vita di un cast dove emergono antipatie, gelosie, amori e soprattutto nevrosi e personalità forti tra gli attori. Assistiamo tra il divertito e lo stupito agli scontri verbali e poi fisici tra Riggan e il vanesio ed eccentrico collega Mike Shiner(Norton) per dimostrare chi sia tra i due un vero Attore.
Non si può provare tenerezza per le attrici Lesley (Watts) e Laura(Riseborough) brave e forti in scena e fragili e succubi dei loro colleghi nella vita privata.
Uno spettacolo teatrale che è anche l’ultima chiamata per Riggan per ricostruire un rapporto con Sam,la figlia tossica e problematica.
Riggan oscilla continuamente tra realtà, finzione e psicosi cercando con tutte le sue forze di liberarsi da tutte le maschere che è stato costretto ad indossare nella sua vita e di poter essere finalmente sé stesso in scena e la sua ferocia determinazione lo porterà anche a compiere gesti estremi e imprevedibili.
Birdman è un testo complesso, delicato, carico di immagini suggestive, ben scritto, allegorico, malinconico e ironico.
Gli autori con bravura ed efficacia presentano allo spettatore, in vero, tre storie che si fondono insieme con eleganza e armonia: la sofferta evoluzione interiore di Riggan, il suo complicato rapporto con la figlia e la cruda e nello stesso comica vita degli attori fuori dalla scena. Non c’è una vera e precisa cadenza temporale e di spazio i protagonisti si muovono all’interno del teatro luogo per eccellenza dove è possibile raccontare e descrivere le sommità e le miserie umane allo stesso tempo. I personaggi sono ben costruiti soprattutto sul piano psicologico e i dialoghi sono diretti, serrati, intensi e avvolgenti.
La regia è creativa, piacevole, di talento e in alcuni momenti surreale. Piace la scelta di usare molto i primi piani e di seguire i vari personaggi nelle loro scene anche di diverse angolature esaltando così il testo e le capacità interpretative degli attori. Il ritmo nel complesso è costante e l’attenzione dello spettatore non cala mai avvolto in buon pathos narrativo.
Michael Keaton è tornato sulla scena con una prestazione notevole e degna di un convinto applauso.
Il suo Riggan in qualche modo è la storia della sua vita e da ciò ne trae spunto e ispirazione per dare al personaggio sangue e anima riuscendo a regalare al pubblico emozioni e sensazioni forti e soprattutto creando una bella empatia.
Per Edward Norton è un gradito ritorno di fiamma dopo le ultime opache perfomance. È perfetto nel ruolo dell’attore maniaco e vanesio rispolverando il talento e l’eclettismo che lo ha reso famoso e stimato dai fan.
La vera sorpresa, almeno per me, è Emma Stone davvero brava, toccante e credibile nel ruolo di Sam. Regala una prestazione da Prima Attrice , ricca di sfumature emotive e con ventaglio di riusciti e intensi primi piani. La sua nomination agli Oscar è più che meritata.
Il resto del cast è comunque degno di menzione per qualità e passione mostrata.
Forse l’unica vera pecca del film è nel finale che, sebbene poetico e ben costruito, risulta allungato e frettoloso, ma comunque lasciando allo spettatore l’amaro sorriso che in fondo la vera gloria risiede nell’essere liberi di mente e di spirito perché la fama può essere anche la peggiore delle prigioni.

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The ticket purchase for “Birdman or unpredictable virtue of ignorance” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Birdman oL’Imprevedibile Virtues of Ignorance” is a 2015 film directed by Alejandro González Iñárritu, written by Alejandro González Iñárritu, Armando Bo, Nicolas Giacobone, Alexander Dinelaris, with Michael Keaton, Edward Norton, Emma Stone, Naomi Watts, Zach Galifianakis, Amy Ryan, Merritt Wever.

Some people love the spotlight and who shuns the. There are those who dream of being an actor and being always the center of attention and who has more fun to move the wires.
Personally I do not envy those who by profession is the actor. A trade that, perhaps, from a lot of satisfaction, money glory, but at the same time makes you live a state of real loneliness and in a state of perpetual neuroses and obsessions.
The viewer paying rewards you, lifts you and you hosannas and the next minute you throw into oblivion.
An actor threatens at times to remain a prisoner of a character played despite all his efforts to get rid of and being locked inside a gilded cage. At that point the actor and before that man must choose whether to sit back and pay the mortgage first and then the board and fight to prove his true quality in the world.
The history of cinema is full of these cases of “imprisonment” and some of them have resulted in tragedy.
I was curious to see last night “Birdman” premiered last Venice Film Festival last September and subsequently stafacendo scoops awards and the launching pad for the Oscars.
Who is Birdaman? The Box Office ours, in a superficial way, thinking it was the story of a super hero, especially having the revived starring Michael Keaton (for my generation was and remains the only Batman) in early proezione it lies partly in punishing receipts.
In true Birdman is a super hero, a character that has enchanted audiences all over the world in the nineties, but by his interpreter Riggan Thompson (Keaton) has become a second skin annoying, cumbersome a ghost, a voice that follows him everywhere and the signal an artistic decline. Riggan refuses to “die” as Birdman and decides to reinvent stage actor on Broadway, defying the skepticism of friends and especially critics, staging the book “What We Talk About When We Talk About Love” by Raymond Carver.
Riggan and his trusty agent and friend Jake (Galifianakis) put in foot a team of talented and neurotic actors who will work with commitment and passion in the days before the premiere to create a spectacle worthy of Broadaway. The viewer thus enters into the back stage of a theater production and discover the life of a cast where they emerge dislikes, jealousies, love affairs and especially neurosis and strong personalities among the actors. We assist between amused and amazed to verbal confrontations and then between physical Riggan and vain and eccentric colleague Mike Shiner (Norton) to prove who is between the two a true Actor.
You can not feel tenderness for actresses Lesley (Watts) and Laura (Riseborough) brave and strong and fragile stage and slaves of their colleagues in private life.
A play which is also the last call for Riggan to rebuild a relationship with Sam, the daughter toxic and problematic.
Riggan continually oscillates between reality, fiction and psychosis trying with all his might to get rid of all the masks that was forced to wear in his life and to be able to finally be himself on stage and his ferocity determination will also take him to make gestures extreme and unpredictable.
Birdman is a complex text, delicate, full of striking images, well-written, allegorical, melancholy and ironic.
The authors with skill and efficiency have the viewer, in real, three stories that come together with elegance and harmony: the painful inner evolution of Riggan, his complicated relationship with his daughter and the raw and living in the same comic actors out scene. There is a true and accurate every time and space the characters move inside the theater place par excellence where you can tell and describe the top and human misery at the same time. The characters are well built for psychological and dialogues are direct, tight, intense and enveloping.
The direction is creative, nice, talented and in some surreal moments. Like the choice of using very close-ups and follow the various characters in their scenes even of different angles magnifies text and interpretive skills of the actors. The overall pace is steady and the viewer’s attention never falls wrapped in good narrative pathos.
Michael Keaton is back on the scene with a remarkable performance and worthy of a strong applause.
His Riggan somehow is the story of his life and what he draws inspiration and inspiration to give the character blood and soul managing to give the audience strong emotions and feelings and above all creating a beautiful empathy.
Edward Norton is a welcome flashback after the last performance opaque. It is perfect in the role of actor and manic vain dusting off the talent and eclecticism that has made him famous and respected by fans.
The real surprise, at least for me, Emma Stone is really good, touching and believable in the role of Sam. Give a benefit from the Leading Lady, full of emotional nuances and range of successful and intense close-ups. His Oscar nomination is well deserved.
The rest of the cast is still worthy of mention for quality and passion shown.
Perhaps the only real flaw of the film is in the final, though poetic and well built, it is stretched and hasty, but still leaving the viewer with a bitter smile that basically true glory lies in being free of mind and spirit because fame can also be the worst prisons.

31) Il Futuro di una Volta

il futuro di una volta

“Il Futuro di una Volta” è uno spettacolo teatrale di e con Francesca Reggiani, scritto da Francesca Reggiani con V. Lupo, G.Gugliarelli, L.Brunetta e F. Bertini, allestimento scenico: Francesca Reggiani e Franco Bertini.

“La speranza è l’ultima a morire. Non bisogna mai smettete di credere nel futuro. Si stava meglio quando si stava peggio. L’Euro è stata una rovina. Le banche e gli speculatori sono i responsabili della crisi”. Alzi la mano chi non ha mai sentito almeno una volta di queste frasi al bar, sull’autobus o sul posto di lavoro durante la pausa del caffè.

Un tempo guardare al futuro era un segno di ottimismo e fiducia e ci si proiettava verso nuove conquiste e scoperte lasciandoti alle spalle un presente limitato e statico. Oggi invece pensare al futuro significa attendersi dati negativi dall’Istat, scoprire nuove sacche di povertà tra soggetti impensabili e soprattutto stupirsi dell’impoverimento dell’anima dell’uomo.

Il futuro era anche entusiasmo per le nuove scoperte tecnologie che tanti vantaggi avrebbero portato nella nostra vita, invece la modernità ha prodotto egoismo, autismo emotivo e indifferenza grazie ai social network.

Sono pessimista direte? Forse, ma ieri sera all’Ambra Jovinelli la brava Francesca Reggiani con ferocia e amara ironia ha fatto un preciso e incisivo quadro della nostra realtà. Una realtà dove non c’è più spazio per i sogni e l’ottimismo. Siamo diventati grigi e incupiti per colpa della crisi e soprattutto del malaffare. …continua su

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano :”Essere Melvin”

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“The Future of Yesteryear” is a play by and with Francesca Reggiani, written by Francesca Reggiani V. Wolf, G.Gugliarelli, L.Brunetta and F. Bertini, staging: Francesca Reggiani and Franco Bertini.

“Hope is the last to die. Do not ever stop believing in the future. It was better when it was worse. The Euro was a ruin. The banks and speculators are responsible for the crisis. “Hands up who has never heard of these phrases at least once at the bar, on the bus or in the workplace during the coffee break.

A time to look to the future was a sign of optimism and confidence and we projected towards new conquests and discoveries leaving behind a present limited and static. Today, however, think about the future means expect negative data by Istat, discover new pockets of poverty among subjects unthinkable and especially surprising impoverishment of the human soul.

The future was also enthusiasm for new technology breakthroughs that would bring many benefits in our lives, instead of modernity has produced selfishness, autism and emotional indifference thanks to social networks.

Are pessimistic say? Maybe, but last night the Ambra Jovinelli the talented Francesca Reggiani with ferocity and bitter irony has made a precise and incisive picture of our reality. A reality where there is no room for dreams and optimism. We turned gray and darkened because of the crisis and especially the underworld. … read on

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Vittorio De Agro and have Cavinato Publisher: “Being Melvin”

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30) Non c’è 2 senza te

belen rodriguez

Il biglietto d’acquistare per “Non c’è 2 senza te” è:1)Neanche regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre
“Non c’è 2 senza te” è un film del 2015 diretto da Massimo Cappelli, scritto da Massimo Cappelli e Fabio Troiano, con : Fabio Troiano, Dino Abbrescia, Belen Rodriguez, Tosca D’Aquino, Samuel Troiano.
La famiglia è sacra. La famiglia deve essere composta da un uomo, una donna e bambino.
La famiglia è il pilastro della nostra società e il matrimonio non può essere celebrato tra due persone dello stesso sesso.
I nostri nonni e padri ci hanno inculcato queste idee e molto spesso noi stessi le tramandiamo ai nostri figli.
Sono un conservatore, diversamente ignorante e un po’ bigotto,ma onestamente non sono sicuro che per crescere in salute e in serenità un figlio sia necessario avere intorno una famiglia “tradizionale”.
Conta di più l’amore o la mera forma?
Due gay o lesbiche non possono essere dei bravi genitori’. Un single e magari uomo non ha diritto ad aspirare a diventare ad esempio mammo?
Che vita fa una coppia di gay? È tanto diversa da una coppia eterosessuale?
I gay sono gelosi,litigano e conducono per lo più una vita normale e spesso banale vivendo la quotidianità di coppia come le persone “normali”.
Come ad esempio la coppia formata da Moreno(Troiano) e Alfonso(Abbrescia) conosciuti qualche anno fa nel film “Cado dalle nubi” di Cecco Zalone e che si sono conquistati un meritato spazio per raccontare la loro storia in una sorta di “spin off”
Ambientata nella tranquilla e un po’ grigia Torino, i due innamorati sembrano vivere in armonia e serenità la loro storia lunga ben tredici anni di convivenza. Moreno è un brillante arredatore di interni e Alfonso invece è un perfetto “casalingo”. Un’ unione scandita dalla routine , dalle rumorose feste con gli amici che sono mal sopportate dall’acida e rigida vicina di casa Sgra Capasso(D’Aquino). La quiete della coppia viene turbata contemporaneamente da due novità: la sorella di Alfonso è costretta ad andare in Cina per lavoro e così chiede al fratello di tenerli per tre mesi il figlio Niccolò e Moreno sul lavoro conosce la bella e esuberante Laura (Rodriguez) rimanendone inaspettatamente colpito e affascinato.
Mentre Alfonso cerca di “proteggere” e soprattutto non turbare Niccolò dalla sua vera essenza e stile vita imponendo a Moreno di dormire sul divano, quest’ultimo inizia una relazione segreta con Laura dopo aver cercato di sopprimere questi improvvisa attrazione e di fatto”contro natura”. La coppia scoppia quando Moreno decide di convivere con Laura omettendole il suo passato,lasciando nel più totale sconforto Alfonso.
Una storia d’amore a tutti gli effetti in cui non mancano tradimenti, scenate di gelosie e tentativi di riconciliazione .
Il testo è nel complesso ben scritto, pulito, semplice e diretto. L’idea di partenza è anche originale, ma è mancato agli autori il coraggio di andare oltre evidenziando alcuni temi ancora tabù e non sfruttando appieno l’opportunità di raccontare una storia anche densa nei contenuti. Avendo avuto il contributo statale come” film d’interesse nazionale ci si sarebbe potuto aspettare più incisività e forza di denunzia nel descrivere come la nostra società viva ancora di stereotipi e luoghi comuni. I personaggi sono ben costruiti e divertono, ma risultano poco sviluppati e approfonditi nell’elemento introspettivo che li avrebbero resi ancora più interessanti e soprattutto dato maggiore credibilità al film.
I dialoghi sono semplici, diretti e tutto sommato divertenti
La regia anche se è di taglio televisivo e senza particolari guizzi creativi nel complesso piace e svolge il compito in maniera precisa e efficace anche se nella seconda parte il film perde di mordente e il ritmo cala un po’.
Conferma per la coppia Troiano-Abbrescia nei rispettivi ruoli riuscendo ad essere credibili, reali e coinvolgenti anche nel loro essere a volte eccesivi e sopra le righe. C’è sintonia tra di loro e la trasmettono anche allo spettatore generando empatia e divertimento.
Si è tanto parlato nei mesi scorsi da parte dei critici e nei bar delle qualità e del talento di Belen Rodriguez come attrice. Personalmente essendo con largo anticipo in “andropausa” la Sgra Rodriguez mi suscita ben poco dal punto di fisco, pur non negandone ovviamente la bella e notevole presenza scenica. Eppure mi sento spezzare una lancia anche dal punto di vista recitativo,la sua è stata una interpretazione dignitosa, pulita e all’altezza del ruolo. Belen ha fatto Belen risultando credibile e anche divertente. Ha svolto il compitino con impegno e volontà e non si può non sottolineare. Probabilmente la televisione è il luogo dove può esprimere maggiormente i suoi talenti, ma sullo la ragazza emana simpatia e freschezza e lo spettatore li coglie e lo apprezza con un sorriso.
ToscaD’Aquino è una garanzia di comicità riuscendo sempre a regalare i giusti tempi ironici alle sue battute rendendo le sue scene vivaci e riuscite.
“Non c’è 2 senza te” non è la commedia che segnerà la storia del nostro cinema, ma comunque regala più di un sorriso in sala e invita lo spettatore a riflette che in fondo per quanto si invoglia imporre uno stile di vita “normale”, l’istinto e soprattutto l’amore prevalgono su tutto .

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore International presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “There is no two without you” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“There’s no two without you” is a film of 2015 directed by Massimo Cappelli, written by Massimo Cappelli and Fabio Troiano, with: Fabio Troiano, Dino Abbrescia, Belen Rodriguez, Tosca D’Aquino, Samuel Troiano.
The family is sacred. The family must be composed of a man, a woman and child.
The family is the cornerstone of our society and the marriage can not be celebrated between two people of the same sex.
Our grandfathers and fathers have inculcated these ideas and very often ourselves to hand down to our children.
I am a conservative, otherwise ignorant and a bit ‘bigot, but honestly I’m not sure that to grow in health and serenity in a child is required to have around a “traditional” family.
Matters most love or mere form?
Two gay or lesbian can not be good parents’. A single and maybe Man has no right to aspire to become such mammo?
That life is a gay couple? It is so different from a heterosexual couple?
Gay men are jealous, they fight and lead a mostly normal life and often banal living the daily life of the couple as “normal” people.
For example the couple formed by Moreno (Troiano) and Alfonso (Abbrescia) known a few years ago in the movie “fall from the clouds” Cecco Zalone and have earned a well-deserved space to tell their story in a sort of “spin off ”
Set in the quiet and a bit ‘gray Turin, the two lovers seem to live in harmony and serenity their history spanning thirteen years of living together. Moreno is a brilliant interior designer and Alfonso instead is a perfect “home”. A ‘union marked by routine, from the noisy parties with friends who are poorly tolerated dall’acida and rigid neighbor gener Capasso (Aquinas). The quiet of the torque is disturbed at the same time by two innovations: the sister of Alfonso is forced to go to China to work, and so he asks his brother to keep them for three months and his son Nicholas Moreno at work to the beautiful but feisty Laura (Rodriguez) rimanendone unexpectedly impressed and fascinated.
While Alfonso tries to “protect” and especially not to disturb Nicholas from his true essence and style to life by imposing Moreno to sleep on the couch, it begins a secret affair with Laura after trying to suppress these sudden attraction and made “against nature “. The couple broke when Moreno decides to live with Laura omettendole his past, leaving in utter despair Alfonso.
A love story in all respects in which there is no shortage betrayals, scenes of jealousy and attempts at reconciliation.
The text is on the whole well written, clean, simple and direct. The idea is also original, but it failed to authors dare to go beyond highlighting some issues still taboo and not taking full advantage of the opportunity to tell a story too dense in content. Having had the state contribution as a “movie of national interest we might have to wait more incisiveness and strength of denunciation in describing how our society still alive stereotypes and clichés. The characters are well built and have fun, but are not very developed and deepened in the element introspective that would make them even more interesting, especially given greater credibility to the film.
The dialogues are simple, direct and overall fun
Directed even if you cut the television and without major creative leaps on the whole like and performs the task in a precise and effective even if the second part of the film loses bite and set the pace a bit ‘.
Confirmation for the couple Troiano-Abbrescia in their roles managing to be credible, real and engaging even in their being sometimes eccesivi and over the top. There is harmony between them and also convey to the viewer generating empathy and fun.
It is much talked about in recent months from critics and bars of quality and talent as an actress Belen Rodriguez. Personally being well ahead in “andropause” the gener Rodriguez arouses me very little in terms of taxation, while not denying of course the beautiful and remarkable stage presence. Yet I would break a lance from the point of view of recitative, his interpretation was a decent, clean and up to the role. Belen Belen made resulting credible and even fun. Has done the homework with commitment and will and you can not fail to point out. Probably the television is the place where most can express his talents, but on the girl exudes charm and freshness and the viewer catches them and appreciate it with a smile.
ToscaD’Aquino is a guarantee of humor always managing to give the right times ironic at his jokes making his scenes vibrant and successful.
“There’s no two without you” is not the comedy that will mark the history of our cinema, but still adds more than a smile in the room and invites the viewer to reflect that in the end as it makes you want to impose a way of life “normal “instinct and especially love prevails over all.

29) Non sposate le mie figlie

francia Il biglietto d’acquistare per “Non sposate le mie figlie” è: 1)Neanche regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre Un film di Philippe de Chauveron. Con Christian Clavier, Chantal Lauby, Ary Abittan, Medi Sadoun, Frédéric Chau, Noom Diawara, Frédérique Bel, Julia Piaton, Emilie Caen, Elodie Fontan. Commedia, 97′. 2014 “Figghia femmina, nuttata pessa” dice un vecchio proverbio siciliano. Le donne sono il motore del mondo, ma per un uomo avere delle figlie può risultare quanto meno complicato. In passato si doveva garantire loro una sostanziosa dote per sposarsi, i matrimoni erano per lo più combinati, l’amore era solo una chimera. Con il trascorrere del tempo, per fortuna, le unioni non si sono più basate sul reddito e molto si sono formate tra persone provenienti da ambienti diversi, di religione diversa, di cultura diversa. L’amore di oggi è globale e il matrimonio 2.0 è per lo più interrazziale, il vecchio adagio “Moglie e buoi dei paesi tuoi” è caduto in disgrazia. Ma la vecchia Europa è davvero pronta all’integrazione? I matrimoni misti sono accettati davvero con serenità, dalla comunità e dalle famiglia? La Francia può essere considerata uno dei Paesi simbolo di questa nuova realtà con gli immigrati di seconda e terza generazione ufficialmente francesi, ma con le radici ben piantate nelle rispettive culture. Ma come può reagire un attempato e stimato gollista di provincia quando le sue quattro figlie, nel giro di poco tempo, sposano un cinese, un arabo, un ebreo e un africano? È questa la domanda alla base di questa deliziosa commedia francese. Lo spettatore conosce e accompagna fin dalle prime immagini una coppia francese matura e borghese, Claude (Clavier) e Marie (Lauby) Verneuil, che in rapida successione assiste ai matrimoni “misti” delle tre figlie. I due sono uniti, tradizionalisti e cattolici, ma per amore della prole si sforzano di aprirsi alla diversità, accettando che si formi una grande famiglia.

Claude fatica a relazionarsi con i generi e condividere i loro ideali e culture e ne nascano continui e esilaranti battibecchi.
Le speranze della coppia di avere un genero”normale” ricadono sull’ultima figlia, la bella e dolce Laure(Fontan)
Quando però Laure comunica l’intenzione di sposarsi con Charles(Diawara), attore e soprattutto uomo di colore, è la goccia che fa traboccare il vaso dei due coniugi.
Marie cade in depressione e Claude cerca in tutti i modi di dissuadere la figlia e gli stessi generi preoccupati per il precario equilibrio familiare e in fondo mossi da un sentimenti razzisti verso il nuovo parente cercano di metterlo in cattiva luce agli occhi della cognata.
I tentativi di fermare il matrimonio falliscono e così la coppia è “costretta” a conoscere e frequentare la famiglia di Charles alla vigilia del matrimonio. Una conoscenza turbolenta e nello stesso tempo divertente che si fonderà su reciproci pregiudizi e diffidenze caratterizzati dagli intesi e frizzanti scambi d’opinione tra i padri dei due sposi, assai simili per indole e modi di pensare e agire..
Si può ridere del razzismo, dei pregiudizi e dei luoghi comuni sullo straniero? Si, grazie a questo testo. Scritto in maniera fluida, scorrevole e leggera in cui vengono dissacrati e messi in discussione con eleganza e stile tutte le contraddizioni della Francia attuale. I personaggi sono delineati si in maniera buffa e forse grottesca, ma rimanendo sempre credibili e reali. Temi delicati come la diversità e l’integrazione razziale sono trattati con ironia e garbo e nello stesso tempo permettendo allo spettatore di riflettere sui cambiamenti della nostra società. I dialoghi sono freschi, frizzanti e ben costruiti.
La regia è pulita, diretta , semplice e nello tempo brava e ispirata nel dirigere un film corale riuscendo a raccontare una storia attuale regalando divertimento e sorrisi al pubblico. Forse il ritmo cala un po’ nella seconda parte, ma nel complesso il film è assai godibile e il pubblico segue con piacere e attenzione le vicende dei protagonisti.
Essendo un film corale è difficile stabilire una graduatoria di merito in un cast assolutamente di livello e di talento. Tutti gli attori sono adeguati e perfetti nei ruoli riuscendo a creare empatia con il pubblico. Se proprio si vuole dare una menzione particolare in più non si può non citare i due attori che nei rispettivi ruoli di padri dando vita forse alle scene più brillanti e comiche del film.
Il finale a lieto fine e forse un po’ scontato comunque diverte e regala al pubblico l’utile consiglio che in fondo per costruire un ponte e un legame tra due famiglie diverse, non serve lo stesso colore della pelle o nazionalità, ma bensì una comune educazione e condivisione di ideali.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore International presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

http://www.cavinatoeditore.com

The ticket purchase for “Do not marry my daughters” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always A film by Philippe de Chauveron. With Christian Clavier, Chantal Lauby, Ary Abittan, Medi Sadoun, Frédéric Chau, Noom Diawara, Frédérique Bel, Julia Piaton, Emilie Caen, Elodie Fontan. Comedy, 97 ‘. 2014 “Figghia female Nutt pessa” says an old Sicilian proverb. Women are the engine of the world, but for a man to have daughters may be as less complicated. In the past you had to give them a substantial dowry to marry, marriages were mostly combined, love was just a pipe dream. With the passage of time, fortunately, the unions do not have much more based on income and are formed between people from different backgrounds, of different religion, different culture. Love today is global and marriage 2.0 is mostly interracial, the old adage “Wife and oxen from your” fell out of favor. But the old Europe is really ready to integration? Mixed marriages are really accepted with serenity, the community and the family? France can be considered one of the countries symbol of this new reality with immigrants of second and third generation officially French, but with roots firmly planted in their respective cultures. But how can react an elderly and respected Gaullist province when his four daughters, in a short time, married a Chinese, an Arab, a jew and an African? This is the question at the heart of this delightful French comedy. The viewer knows and goes from the first images a French couple and mature bourgeois, Claude (Clavier) and Marie (Lauby) Verneuil, which assists in quick succession to the “mixed” marriages of three daughters. The two are joined, and traditionalist Catholics, but for the sake of the children strive to be open to diversity, accepting to form one big family.

Claude effort to relate to the kinds and share their ideals and cultures and we are born and continues hilarious bickering.
The hopes of the couple have a son “normal” fall on the last daughter, the beautiful and sweet Laure (Fontan)
But when Laure announces its intention to marry Charles (Diawara), actor and above all a man of color, is the straw that breaks the camel of the two spouses.
Marie falls into depression and Claude tries in every way to dissuade the daughter and the same kinds concerned about the precarious balance family and basically motivated by a racist feelings towards the new family member try to put it in a bad light in the eyes of the sister.
Attempts to stop the marriage fail, and so the couple is “forced” to attend and learn about the family of Charles on the eve of the wedding. Knowledge turbulent and at the same time fun that will be based on mutual prejudices and characterized by mistrust can be, and sparkling conversation between the fathers of the couple, very similar in character and ways of thinking and acting ..
You may laugh racism, prejudices and stereotypes on the foreigner? Yes, thanks to this text. Written in a fluid, smooth and light that are being desecrated and challenged with elegance and style all the contradictions of present-day France. The characters are outlined it in a funny way and perhaps grotesque, but always remaining credible and real. Sensitive issues such as diversity and racial integration are treated with humor and grace and at the same time allowing the viewer to reflect on the changes in our society. The dialogue is fresh, crisp and well built.
The direction is clear, direct, simple and in good time and inspired directing an ensemble film managing to tell a story current offering fun and smiles to the public. Maybe set the pace a bit ‘in the second half, but overall the film is very enjoyable and the audience follows with attention and pleasure the characters’ events.
As an ensemble film is difficult to establish a merit in a cast absolutely level and talent. All actors are adequate and perfect in the roles being able to create empathy with the public. If you really want to give a special mention in the most one can not but mention the two actors in their roles as fathers, creating perhaps the most brilliant and comical scenes of the film.
The happy ending and perhaps a bit ‘obvious however fun and gives the public the useful advice that basically to build a bridge and a link between two different families, it serves the same skin color or nationality, but rather a common education and shared ideals.