32) Birdman o L’Imprevedibile Virtù dell’Ignoranza

birdman

Il biglietto d’acquistare per “Birdman o l’imprevedibile virtù dell’ignoranza” è: 1)Neanche regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5) Sempre
“Birdman oL’Imprevedibile Virtù dell’Ignoranza” è un film del 2015 diretto da Alejandro González Iñárritu, scritto da Alejandro González Iñárritu,Armando Bo, Nicolas Giacobone, Alexander Dinelaris, con: Michael Keaton, Edward Norton, Emma Stone,Naomi Watts, Zach Galifianakis, Amy Ryan, Merritt Wever.

C’è chi ama le luci dei riflettori e chi invece le rifugge. C’è chi sogna di fare l’attore e di essere sempre e comunque al centro dell’attenzione e chi si diverte di più a muovere i fili.
Non invidio personalmente chi di professione fa l’attore. Un mestiere che , forse , da tante soddisfazioni, gloria soldi, ma nello stesso tempo ti fa vivere una condizione di vera solitudine e in un stato di perenne nevrosi e ossessioni.
Lo spettatore pagante ti premia, ti innalza e ti osanna e il minuto dopo ti butta nel dimenticatoio.
Un attore rischia a volte di rimanere prigioniero di un personaggio interpretato nonostante tutti i suoi sforzi per liberarsene e di essere rinchiuso dentro una prigione dorata. A quel punto l’attore e prima ancora l’uomo deve scegliere se adagiarsi e pagarsi prima il mutuo e poi la pensione o lottare per dimostrare le sue vere qualità al mondo.
La storia del cinema è piena di questi casi di “prigionia” e alcuni di essi sono sfociati anche in tragedia.
Ero curioso di vedere ieri sera “Birdman” presentato in anteprima all’ultimo Festival di Venezia lo scorso settembre e che successivamente stafacendo incetta di premi e in rampa di lancio per la notte degli Oscar.
Chi è Birdaman? Il Box Office nostrano, in maniera superficiale,pensando che fosse la storia di un super eroe soprattutto avendo come protagonista il redivivo Michael Keaton (per la mia generazione era e resta l’unico Batman) nei primi giorni di proezione lo sta in parte punendo negli incassi.
In vero Birdman è un super eroe , un personaggio che ha incantato le platee di mezzo mondo negli novanta, ma che per suo interprete Riggan Thompson(Keaton) è diventato un seconda pelle fastidiosa, un fantasma ingombrante, una voce che lo insegue ovunque e il segnale di un declino artistico. Riggan si rifiuta di “morire “ come Birdman e decide di reinventarsi attore di teatro a Broadway ,sfidando lo scetticismo degli amici e soprattutto dei critici , mettendo in scena il libro “What We Talk About When We Talk About Love” di Raymond Carver.
Riggan e il suo fidato agente e amico Jake(Galifianakis) mettono in piede una squadra di talentuosi e nevrotici attori che lavoreranno con impegno e passione nei giorni precedenti alla premiere per creare uno spettacolo degno di Broadaway. Lo spettatore entra così all’interno del back stage di una produzione teatrale e scopre la vita di un cast dove emergono antipatie, gelosie, amori e soprattutto nevrosi e personalità forti tra gli attori. Assistiamo tra il divertito e lo stupito agli scontri verbali e poi fisici tra Riggan e il vanesio ed eccentrico collega Mike Shiner(Norton) per dimostrare chi sia tra i due un vero Attore.
Non si può provare tenerezza per le attrici Lesley (Watts) e Laura(Riseborough) brave e forti in scena e fragili e succubi dei loro colleghi nella vita privata.
Uno spettacolo teatrale che è anche l’ultima chiamata per Riggan per ricostruire un rapporto con Sam,la figlia tossica e problematica.
Riggan oscilla continuamente tra realtà, finzione e psicosi cercando con tutte le sue forze di liberarsi da tutte le maschere che è stato costretto ad indossare nella sua vita e di poter essere finalmente sé stesso in scena e la sua ferocia determinazione lo porterà anche a compiere gesti estremi e imprevedibili.
Birdman è un testo complesso, delicato, carico di immagini suggestive, ben scritto, allegorico, malinconico e ironico.
Gli autori con bravura ed efficacia presentano allo spettatore, in vero, tre storie che si fondono insieme con eleganza e armonia: la sofferta evoluzione interiore di Riggan, il suo complicato rapporto con la figlia e la cruda e nello stesso comica vita degli attori fuori dalla scena. Non c’è una vera e precisa cadenza temporale e di spazio i protagonisti si muovono all’interno del teatro luogo per eccellenza dove è possibile raccontare e descrivere le sommità e le miserie umane allo stesso tempo. I personaggi sono ben costruiti soprattutto sul piano psicologico e i dialoghi sono diretti, serrati, intensi e avvolgenti.
La regia è creativa, piacevole, di talento e in alcuni momenti surreale. Piace la scelta di usare molto i primi piani e di seguire i vari personaggi nelle loro scene anche di diverse angolature esaltando così il testo e le capacità interpretative degli attori. Il ritmo nel complesso è costante e l’attenzione dello spettatore non cala mai avvolto in buon pathos narrativo.
Michael Keaton è tornato sulla scena con una prestazione notevole e degna di un convinto applauso.
Il suo Riggan in qualche modo è la storia della sua vita e da ciò ne trae spunto e ispirazione per dare al personaggio sangue e anima riuscendo a regalare al pubblico emozioni e sensazioni forti e soprattutto creando una bella empatia.
Per Edward Norton è un gradito ritorno di fiamma dopo le ultime opache perfomance. È perfetto nel ruolo dell’attore maniaco e vanesio rispolverando il talento e l’eclettismo che lo ha reso famoso e stimato dai fan.
La vera sorpresa, almeno per me, è Emma Stone davvero brava, toccante e credibile nel ruolo di Sam. Regala una prestazione da Prima Attrice , ricca di sfumature emotive e con ventaglio di riusciti e intensi primi piani. La sua nomination agli Oscar è più che meritata.
Il resto del cast è comunque degno di menzione per qualità e passione mostrata.
Forse l’unica vera pecca del film è nel finale che, sebbene poetico e ben costruito, risulta allungato e frettoloso, ma comunque lasciando allo spettatore l’amaro sorriso che in fondo la vera gloria risiede nell’essere liberi di mente e di spirito perché la fama può essere anche la peggiore delle prigioni.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore International presentano: “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

http://www.cavinatoeditore.com

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-ograve-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

http://www.amazon.it/Amiamoci-nonostante-tutto-Vittorio-Agr%C3%B2-ebook/dp/B00TJEWLZU/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1424685013&sr=1-1&keywords=amiamoci+nonostante+tutto

The ticket purchase for “Birdman or unpredictable virtue of ignorance” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Birdman oL’Imprevedibile Virtues of Ignorance” is a 2015 film directed by Alejandro González Iñárritu, written by Alejandro González Iñárritu, Armando Bo, Nicolas Giacobone, Alexander Dinelaris, with Michael Keaton, Edward Norton, Emma Stone, Naomi Watts, Zach Galifianakis, Amy Ryan, Merritt Wever.

Some people love the spotlight and who shuns the. There are those who dream of being an actor and being always the center of attention and who has more fun to move the wires.
Personally I do not envy those who by profession is the actor. A trade that, perhaps, from a lot of satisfaction, money glory, but at the same time makes you live a state of real loneliness and in a state of perpetual neuroses and obsessions.
The viewer paying rewards you, lifts you and you hosannas and the next minute you throw into oblivion.
An actor threatens at times to remain a prisoner of a character played despite all his efforts to get rid of and being locked inside a gilded cage. At that point the actor and before that man must choose whether to sit back and pay the mortgage first and then the board and fight to prove his true quality in the world.
The history of cinema is full of these cases of “imprisonment” and some of them have resulted in tragedy.
I was curious to see last night “Birdman” premiered last Venice Film Festival last September and subsequently stafacendo scoops awards and the launching pad for the Oscars.
Who is Birdaman? The Box Office ours, in a superficial way, thinking it was the story of a super hero, especially having the revived starring Michael Keaton (for my generation was and remains the only Batman) in early proezione it lies partly in punishing receipts.
In true Birdman is a super hero, a character that has enchanted audiences all over the world in the nineties, but by his interpreter Riggan Thompson (Keaton) has become a second skin annoying, cumbersome a ghost, a voice that follows him everywhere and the signal an artistic decline. Riggan refuses to “die” as Birdman and decides to reinvent stage actor on Broadway, defying the skepticism of friends and especially critics, staging the book “What We Talk About When We Talk About Love” by Raymond Carver.
Riggan and his trusty agent and friend Jake (Galifianakis) put in foot a team of talented and neurotic actors who will work with commitment and passion in the days before the premiere to create a spectacle worthy of Broadaway. The viewer thus enters into the back stage of a theater production and discover the life of a cast where they emerge dislikes, jealousies, love affairs and especially neurosis and strong personalities among the actors. We assist between amused and amazed to verbal confrontations and then between physical Riggan and vain and eccentric colleague Mike Shiner (Norton) to prove who is between the two a true Actor.
You can not feel tenderness for actresses Lesley (Watts) and Laura (Riseborough) brave and strong and fragile stage and slaves of their colleagues in private life.
A play which is also the last call for Riggan to rebuild a relationship with Sam, the daughter toxic and problematic.
Riggan continually oscillates between reality, fiction and psychosis trying with all his might to get rid of all the masks that was forced to wear in his life and to be able to finally be himself on stage and his ferocity determination will also take him to make gestures extreme and unpredictable.
Birdman is a complex text, delicate, full of striking images, well-written, allegorical, melancholy and ironic.
The authors with skill and efficiency have the viewer, in real, three stories that come together with elegance and harmony: the painful inner evolution of Riggan, his complicated relationship with his daughter and the raw and living in the same comic actors out scene. There is a true and accurate every time and space the characters move inside the theater place par excellence where you can tell and describe the top and human misery at the same time. The characters are well built for psychological and dialogues are direct, tight, intense and enveloping.
The direction is creative, nice, talented and in some surreal moments. Like the choice of using very close-ups and follow the various characters in their scenes even of different angles magnifies text and interpretive skills of the actors. The overall pace is steady and the viewer’s attention never falls wrapped in good narrative pathos.
Michael Keaton is back on the scene with a remarkable performance and worthy of a strong applause.
His Riggan somehow is the story of his life and what he draws inspiration and inspiration to give the character blood and soul managing to give the audience strong emotions and feelings and above all creating a beautiful empathy.
Edward Norton is a welcome flashback after the last performance opaque. It is perfect in the role of actor and manic vain dusting off the talent and eclecticism that has made him famous and respected by fans.
The real surprise, at least for me, Emma Stone is really good, touching and believable in the role of Sam. Give a benefit from the Leading Lady, full of emotional nuances and range of successful and intense close-ups. His Oscar nomination is well deserved.
The rest of the cast is still worthy of mention for quality and passion shown.
Perhaps the only real flaw of the film is in the final, though poetic and well built, it is stretched and hasty, but still leaving the viewer with a bitter smile that basically true glory lies in being free of mind and spirit because fame can also be the worst prisons.

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